A poche ore dal ritorno nel dibattito cittadino delle vicende giudiziarie che segnarono la fine anticipata dell’ultima amministrazione di centrosinistra, con la conferenza stampa dell'ex sindaco Leopoldo Di Girolamo a Terni, la città sembra ripiombare indietro di dieci anni. Un nuovo fronte giudiziario coinvolge l’attuale sindaco e presidente della Provincia Stefano Bandecchi, oggetto di un blitz spettacolare per una vicenda legata a lavori di somma urgenza in una strada dell'Orvietano. I piani restano distinti, per persone e fatti, e l’inchiesta è coperta dal segreto istruttorio, ma l’effetto politico è immediato. Da un lato la maggioranza invoca prudenza, respinge i processi mediatici e ribadisce fiducia piena nel sindaco; dall’altro le opposizioni chiedono trasparenza, sollevando il nodo del rapporto tra interessi privati e funzione pubblica. Sullo sfondo resta una città segnata da stagioni giudiziarie pesanti, dove il garantismo è spesso richiamato a corrente alternata, col rischio che lo scontro alimenti solo sfiducia tra i cittadini.
La notizia dell'apertura di un fascicolo d'indagine per corruzione a Terni a carico del primo cittadino si inserisce in una giornata convulsa, riaprendo antiche ferite in un tessuto politico cittadino mai del tutto pacificato. L'indagine per corruzione, che vede coinvolti anche un funzionario pubblico e un imprenditore locale, si concentra sulle procedure di affidamento dei lavori per la messa in sicurezza stradale nell'area orvietana. A gettare acqua sul fuoco delle interpretazioni colpevoliste è l'ex assessore ai lavori pubblici ed ex dirigente della Provincia di Terni, Giovanni Maggi, il quale invita a una rigorosa oggettività tecnica ed economica:
“Nonostante non condivida più il modus operandi e le scelte amministrative e gestionali del Sindaco che ha rappresentato una grande delusione dal punto di vista politico e, soprattutto, da quello umano, credo che la recente vicenda giudiziaria che lo ha visto coinvolto vada valutata con obiettività senza prevenzioni. Occorre evidenziare che la ditta affidataria dell'appalto dall'appalto stesso, ad essere benevoli, trarrà un utile di 15-20mila euro e francamente mi sembra inverosimile che Bandecchi, che sicuramente non è uno sprovveduto, dopo aver speso decine di milioni di euro per la Ternana utilizzi un incarico della Provincia per finanziare un importo ridicolo. Appare altrettanto inverosimile che un dirigente competente e irreprensibile, tra l'altro di ruolo in quanto vincitore di concorso pubblico bandito dal precedente presidente di centrosinistra, si lasci coinvolgere, come ipotizzato, in una operazione che comporterebbe gravi conseguenze a fronte di benefici inesistenti”.

L'intera compagine di Alternativa Popolare si è immediatamente stretta attorno al proprio leader, respingendo fermamente le accuse e parlando di una manovra puramente strumentale da parte delle opposizioni. Il capogruppo in Provincia, Mirko Presciuttini, ha diffuso una nota ufficiale per blindare i vertici dell'ente e contrastare la gogna mediatica: “Stop ai processi mediatici, piena fiducia a Stefano Bandecchi. Come capogruppo di Alternativa Popolare esprimo totale sostegno al Presidente Stefano Bandecchi. Bandecchi è un amministratore che lavora ogni giorno per la città e per tutti i cittadini della provincia. Ritengo strumentale ogni tentativo di delegittimazione prima ancora degli accertamenti, in Italia vale la presunzione di innocenza, spetta alla magistratura e alla Guardia di Finanza accertare i fatti, a noi il dovere di non alimentare gogne mediatiche como spesso accade da chi, privo di idee, tenta di affossare l'avversario politico di turno per un proprio tornaconto con menzogne e accuse infamanti. La nostra solidarietà va anche al dirigente della Provincia che si trova coinvolto in questa gogna mediatica prima ancora di conoscere i fatti”.
A dare manforte alla linea difensiva è intervenuta anche la consigliera comunale Maria Elena Gambini, richiamando il profilo etico del sindaco e il suo personale contributo alla crescita economica e sociale della comunità locale: “Esprimo la mia piena vicinanza umana, politica e istituzionale. Da consigliere comunale che lo affianca quotidianamente nell’amministrazione della città, sento il dovere di dire con chiarezza che Stefano Bandecchi è una delle persone più oneste, più corrette e moralmente più integerrime che abbia mai conosciuto. Lavorando al suo fianco ho potuto constatare non solo le sue doti umane, ma anche il rigore con cui interpreta il ruolo di Sindaco, l’attenzione autentica alla cosa pubblica, la serietà con cui assume ogni decisione e l’oculatezza con cui individua le scelte che ritiene migliori per il bene della città e della collettività. A tutto questo si aggiunge un dato che parla da solo: Bandecchi ha investito tanto, anche del proprio patrimonio, per Terni, contribuendo in prima persona a iniziative, progetti e interventi a favore della città, della sua sicurezza, del suo decoro e della sua crescita. Anche per questo, conoscendo l’uomo e il suo modo di amministrare, ribadisco la mia fiducia nei suoi confronti e resto convintamente dalla sua parte”.
Una visione pienamente condivisa dalla collega Federica Mengaroni, che riveste il duplice ruolo di consigliere provinciale e comunale di Alternativa Popolare, la quale ha inteso evidenziare la centralità e la concretezza del lavoro politico svolto nell'ente di area vasta:
“Oltre al ruolo di consigliere comunale, da due anni svolgo anche quello di consigliere provinciale al fianco del sindaco e presidente Il lavoro amministrativo in comune è certamente più mediatico e popolare di quello in provincia, ma è proprio nella veste di presidente della provincia di Terni che Stefano Bandecchi esprime la sua natura di politico fattivo e lungimirante, basti pensare all ultimo consiglio nel quale sono stati vitari quattro atti accolti favorevolmente all unanimità delle forze presenti. A seguito dei fatti accaduti , nella certezza che questa indagine su risolverà in un nulla di fatto esprimo il totale supporto all uomo, e al politico che può veramente fare the differenza per la nostra città e provincia”.
Di segno diametralmente opposto le reazioni dello schieramento di centrosinistra, che sposta immediatamente il baricentro della discussione dal piano prettamente penale a quello della tenuta democratica e dell'opportunità politica. I rappresentanti del Patto Avanti Terni hanno posto l'accento sulla forte commistione tra l'attività imprenditoriale privata e l'esercizio delle funzioni pubbliche: “La notizia dell'indagine per corruzione che vedrebbe coinvolto il sindaco Bandecchi, insieme a un funcionante pubblico e a un imprenditore della provincia di Terni, rappresenta un fatto delicato per la nostra comunità. Non ci interessa, oggi, alimentare inutili polemiche sugli aspetti penali della vicenda, che verranno chiariti nelle sedi opportune. E’ evidente, però, che non possiamo tacere come quanto accaduto oggi riproponga con forza un problema politico e di opportunità che più volte abbiamo denunciato e che questa città non può più ignorare: il continuo e sistematico sovrapporsi tra la figura di Stefano Bandecchi imprenditore e il suo ruolo di primo cittadino. La sensazione, purtroppo confermata dagli eventi, è che il confine tra il legittimo esercizio dell'interesse imprenditoriale privato e i compiti e le responsabilità che derivano dalla funzione pubblica sia troppo sottile. Questo perenne sdoppiamento rischia di immobilizzare l'azione amministrativa e di opacizzare l'immagine di Terni. La seconda città dell'Umbria non può e non deve essere vissuta o percepita come il naturale prolungamento di un impero societario privato”.
Continuando nella loro dura requisitoria politica contro l'attuale vertice di Palazzo Spada, gli esponenti della coalizione del Patto Avanti Terni mettono in guardia sui rischi che tale gestione comporta per l'intera cittadinanza ternana: “Quando i confini tra pubblico e privato si confondono, a pagarne il prezzo più alto sono i servizi, la trasparenza e, in ultima analisi, i cittadini stessi. I ternani hanno il diritto di avere un'amministrazione concentrata esclusivamente sul bene comune, libera da ombre, da costanti rimpalli di interesse e da personalismi legati a logiche aziendali. Terni merita una guida che vesta i panni delle istituzioni con rigore e dedizione assoluta, mettendo l'interesse della collettività davanti a qualsiasi altra dinamica. E su questo riteniamo che Bandecchi possa e debba fare un supplemento di riflessione. Noi, per quanto di nostra competenza, continueremo a vigilare con la massima attenzione nell'esclusivo interesse di Terni e dei ternani, auspicando che si faccia presto chiarezza per il bene e per la dignità della nostra città”.
Una ferma richiesta di chiarimenti formali giunge anche dalla Federazione Provinciale del Partito della Rifondazione Comunista, che invoca il rispetto della legalità e la trasparenza per i cittadini, rifiutando logiche da tifoseria: “Le notizie emerse oggi in merito alle indagini che coinvolgono il Sindaco di Terni e Presidente della Provincia chiamano tutte le istituzioni a un’assunzione di responsabilità. Sarà la magistratura a svolgere il proprio lavoro e ad accertare eventuali responsabilità. La presunzione di innocenza è un principio fondamentale dello Stato di diritto e deve valere per tutti, senza eccezioni. Proprio per questo la politica non può sottrarsi al proprio dovere di trasparenza. Quando vicende di questa rilevanza riguardano le più alte cariche istituzionali del territorio, il tema non è soltanto giudiziario: è anche una questione di credibilità delle istituzioni. Da tempo denunciamo un modo di governare caratterizzato da una forte personalizzazione del potere, che, a nostro giudizio, rischia di indebolire la netta distinzione tra interesse pubblico e ruolo di chi amministra. Questo rappresenta un problema politico, indipendentemente dagli esiti dell’inchiesta. I cittadini hanno diritto alla massima trasparenza e a risposte chiare. Per questo chiediamo che il Sindaco di Terni e Presidente della Provincia riferisca quanto prima nelle sedi istituzionali competenti e che tutti gli atti utili a chiarire questa vicenda siano pienamente accessibili agli organi democratici, nel rispetto delle norme vigenti e delle esigenze dell’attività investigativa”.
Nel dibattito si inserisce la lucida analisi di Alessandro Gentiletti, presidente di Terni Valley e avvocato di sinistra, che evidenzia le contraddizioni storiche del panorama politico locale e il rischio del garantismo a corrente alternata: “Proprio poche ore dopo che in città si ricordavano le vicende giudiziarie che hanno portato alla caduta anticipata dell'ultimo governo di centrosinistra, il cui sindaco è uscito assolto da ogni processo, si apre una inchiesta che vede coinvolto l'attuale sindaco e presidente della provincia. Le persone sono assolutamente imparagonabili, tanto per stile che per cultura politica. Così come diversi sono gli specifici fatti, tra l'altro di quelli attuali giustamente poco ancora si sa, vigendo il segreto investigativo. Nonostante questo distinguo scontato e molti altri ancora che se ne potrebbero fare, occorre registrare purtroppo che la classe dirigente politica appare sempre meno credibile, soprattutto quella che chiede giustamente prudenza e garantismo quando è coinvolta la sua parte politica ma poi si lancia all'assalto quando è coinvolto l'avversario. Da questo gioco al massacro non ci guadagna nessuno. Il garantismo dovrebbe applicarsi sempre e soprattutto con i propri avversari, se non proprio per convinzione quantomeno per scongiurare l'impressione che si stia facendo sciacallaggio politico. Tanto più in una città come Terni, la cui storia politica è stata profondamente e tristemente segnata dalle inchieste giudiziarie, fin dalla prima repubblica”.
Dall'interno dell'alveo originario della giunta comunale si levano le risposte di chi ha condiviso un pezzo di strada con il sindaco. Marco Schernardi, già titolare della delega allo sport, attacca duramente la strumentalizzazione delle indagini e lo sciacallaggio politico: “Non sempre sono stato d’accordo con lui e con i suoi modi (come è normale fra persone che si rispettano) ma oggi io sono con Stefano Bandecchi sia come sindaco sia come presidente della provincia ma soprattutto come uomo La mia solidarietà va anche a chi lavora con serietà in provincia e che non merita tutto ciò. Aspettiamo come sempre che la verità faccia il suo corso (sperando che altrettanto faccia la giustizia) di certo agli interessati nessuno risarcirà la gogna mediatica che devono subire A sinistra anche se in questa città l’hanno provato sulla loro pelle non passa il vizio di invocare la magistratura per affossare gli avversari politici a destra l’esperienza Berlusconi serviva solo a loro, quando è toccato a qualcun altro hanno perso la memoria e la dignità di essere coerenti È antipopolare esprimere questa posizione? Non vivo per il consenso ma per essere ciò che sono e per dire ciò che penso Spero solo che alla fine di tutto questo anche la Ternana possa trovare un po di pace e aspetto di vedere allo Stadio quei personaggi che mai ho visto ma che tanto si riempiono la bocca dei colori rossoverdi in questo momento”.
Una rigorosa linea di principio ancorata alla tutela della presunzione di innocenza viene ribadita con altrettanta fermezza da Marco Iapadre, ex assessore all'urbanistica della medesima giunta, che invoca un profondo rispetto istituzionale: “Ho sempre pensato che la politica debba scegliere ciò che è giusto, e non ciò che è più conveniente. In queste ore ho letto prese di posizione che, personalmente, non condivido. Non perché si debba rinunciare al confronto politico, ma perché credo che il rispetto dei principi debba venire sempre prima della convenienza. La magistratura deve poter lavorare con serenità e autonomia. Ma allo stesso tempo esiste un principio che dovrebbe valere sempre, indipendentemente dal nome della persona coinvolta o dal colore politico: la presunzione di innocenza. Per questo non ho mai condiviso il giustizialismo e provo un profondo disprezzo per ogni forma di sciacallaggio politico, da qualunque parte provenga. Le responsabilità, se ci sono, si accertano nelle sedi competenti. La politica dovrebbe avere il dovere di mantenere equilibrio, rispetto e coerenza, a prescindere da chi si trovi al centro della vicenda. Per me i principi non cambiano in base alla convenienza del momento o alla simpatia per una persona. Restano gli stessi, sempre. La coerenza significa restare fedeli ai propri valori, anche quando sarebbe più conveniente fare il contrario”.