03 Jul, 2026 - 14:45

Inchiesta alla Provincia di Terni: dopo le perquisizioni negli uffici arriva lo stop alla riapertura della Sp 12 Bagnorese

Inchiesta alla Provincia di Terni: dopo le perquisizioni negli uffici arriva lo stop alla riapertura della Sp 12 Bagnorese

Un’attività di verifica da parte degli organi inquirenti all'interno dei palazzi amministrativi e un iter procedurale che si arresta a un passo dal traguardo, congelando provvisoriamente un provvedimento viario atteso dal territorio. Le perquisizioni della Finanza eseguite ieri presso la Provincia di Terni hanno determinato una sospensione tecnica nei programmi di riapertura della Sp 12 Bagnorese, l'arteria stradale strategica parzialmente interrotta da fine gennaio a causa di un importante movimento franoso.

L’attività della Procura della Repubblica di Terni, focalizzata su una procedura di appalto sottosoglia, ha comportato l'impossibilità momentanea per il dirigente preposto di siglare l’ordinanza di riapertura a una sola carreggiata, inizialmente prevista per la giornata odierna. Si tratta di un rinvio di natura formale che prolunga i disagi per i collegamenti locali, i cittadini e le attività economiche, e che ha immediatamente innescato posizioni distinte all'interno del dibattito delle istituzioni: da un lato la condotta prudente e di tutela gestionale espressa dal vice presidente dell'ente, Francesco Maria Ferranti, dall'altro le forti riserve di natura politica manifestate via social dal presidente della Provincia e sindaco, Stefano Bandecchi.

Gli accertamenti preliminari della Procura di Terni e la regolarità formale sull'appalto sottosoglia all'impresa Biagioli

L'attività conoscitiva degli inquirenti, che nella giornata di ieri ha interessato l’ufficio di Presidenza dell'ente di Palazzo Bazzani, si inserisce nella fase delle indagini preliminari ed è volta a verificare la regolarità delle procedure di assegnazione dei lavori di somma urgenza. Al centro degli accertamenti vi è l’affidamento di un appalto sotto la soglia comunitaria all’impresa Biagioli, realtà imprenditoriale storicamente attiva nel territorio e nota anche per i trascorsi alla guida dell'Orvietana Calcio.

Il vice presidente dell'ente, Francesco Maria Ferranti, è intervenuto prontamente con una nota ufficiale per chiarire la linearità dei rapporti e contestualizzare l'affidamento nell'ambito di una consuetudine operativa ventennale, priva di precedenti rilievi: “Come noto, nella giornata di ieri sono avvenute perquisizioni nell’ufficio di Presidenza della Provincia di Terni relative all’indagine della Procura della Repubblica di Terni riguardanti l’appalto sottosoglia affidato all’impresa Biagioli (ex patron dell’Orvietana Calcio). L’impresa Biagioli opera ed ha operato con la Provincia di Terni in numerose occasioni e da circa vent’anni”.

La posizione espressa dai vertici tecnici mira a ribadire come l’azione amministrativa sia stata indirizzata esclusivamente alla risoluzione di un’emergenza infrastrutturale che penalizzava la viabilità dell'orvietano.

Il rinvio tecnico dell'ordinanza dirigenziale e le tutele per il ripristino della viabilità sulla Sp 12 Bagnorese

Il temporaneo stop alla circolazione sulla Sp 12 Bagnorese non è riconducibile a ritardi nell'esecuzione materiale delle opere, bensì a una necessaria sosta nei passaggi burocratici conseguente agli accertamenti in corso. Il personale dell'ente, tra uffici tecnici e cantonieri, aveva infatti ultimato gli interventi necessari a consentire il transito parziale in sicurezza a senso unico alternato. La sopraggiunta necessità di approfondimento giudiziario ha tuttavia indotto una situazione di temporaneo stallo per la firma dell'atto finale.

Come specificato da Francesco Maria Ferranti, lo sforzo economico sostenuto dall'ente era finalizzato a superare i gravi disagi per i comuni del territorio: “In questo caso specifico è stata destinataria di un appalto poiché la Provincia, anticipando anche risorse per conto della Regione, ha lavorato alacremente con un significativo sforzo dei nostri uffici tecnici e cantonieri, per rimettere in funzione la strada provinciale bagnorese. Difatti la strada provinciale, a seguito di una importante frana, è chiusa da fine gennaio, arrecando ingenti disagi a diversi comuni del territorio, ai cittadini e a numerose imprese per le loro attività economiche”.

La struttura provinciale intende precisare che i canali amministrativi restano attivi per superare la criticità procedurale nei primi giorni della prossima settimana, salvaguardando gli impegni assunti con i rappresentanti locali: “Eravamo pronti, a seguito dell’enorme sforzo compiuto, a riaprire oggi la strada provinciale ad una carreggiata, dando una risposta concreta alla comunità, anche alla luce degli impegni presi con i cittadini stessi, con i sindaci dei comuni coinvolti e con il Comitato civico della Bagnorese. Dispiace al sottoscritto e a tutto l’ente non poter dare oggi la risposta per la quale si è profuso un importante impegno e trovarsi di fronte alla necessità di dover accumulare ulteriori ritardi, dannosi per gli interessi del nostro territorio, poiché il dirigente che avrebbe dovuto firmare l’ordinanza di riapertura non è nelle condizioni attuali di poterlo fare a seguito dei fatti sopraggiunti. Annuncio comunque che anche in questa circostanza con i nostri uffici stiamo lavorando per far fronte all’ennesima criticità intercorsa e dare quindi già nei primi giorni della prossima settimana risposte concrete e positive al nostro territorio”.

Le valutazioni di natura politica del presidente Stefano Bandecchi e la dialettica con le autorità giudiziarie

Di diversa intonazione, prettamente legata alla dialettica politica e al confronto anche con gli organi inquirenti, è stata la reazione del presidente della Provincia di Terni, Stefano Bandecchi. Attraverso un videomessaggio sul proprio profilo Instagram, il sindaco e presidente ha espresso il proprio rammarico per l'interruzione dell'iter amministrativo, definendo l'iniziativa un "sopruso giudiziario" rispetto all'efficacia dell'azione pubblica e sollevando una questione relativa al riparto delle risorse economiche tra gli enti locali. 
“Volevo parlare della strada orvietana che era chiusa. Lo volevo dire al Comitato, lo volevo dire alla Sindaca di Orvieto, lo voglio dire a tutta la politica Umbra. Tanto per cominciare, la Regione non ha tirato fuori un centesimo e se noi non avessimo messo a posto in provincia questa strada, questa strada sarebbe potuta essere riaperta. Però purtroppo devo anche dire che questa strada non riaprirà oggi, poteva aprire oggi ed è pronta per aprire”.

Nello stigmatizzare il blocco dell'ordinanza, Stefano Bandecchi ha indirizzato una sollecitazione formale e provocatoria ai vertici della Procura, escludendo interventi surrogatori da parte della presidenza e rimettendo la facoltà di riapertura alle determinazioni dell'autorità inquirente, a tutela della propria posizione istituzionale: “Lo dico anche al Capo della Procura di Terni, con molto rispetto. Potrebbe fare un provvedimento, dottore, per far aprire la strada orvietana perché questa strada è pronta, è pronta per essere aperta su una corsia? Però non la possiamo aprire. Io non firmerò niente per aprirla. Fate voi che evidentemente sapete di più. Il dirigente non la può aprire, io spero che nessuno la possa aprire”.

La vicenda prosegue ora su un doppio binario: quello delle verifiche documentali a garanzia della trasparenza amministrativa e quello degli approfondimenti tecnici per restituire la viabilità sulla Sp 12 nei tempi più rapidi consentiti dalla legge.

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Federico Zacaglioni
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