Attimi di puro terrore, fumo nero che si alza tra le palazzine e sirene che squarciano il silenzio del pomeriggio. In via Bramante, a Perugia, si è sfiorata la tragedia. Un incendio improvviso, sviluppatosi all’interno di un garage, ha messo a rischio la vita di una donna rimasta coinvolta nel rogo e successivamente trasportata d’urgenza all’ospedale. Solo la rapidità dei soccorsi ha evitato conseguenze drammatiche.
Secondo le prime ricostruzioni, la donna avrebbe acceso un fuoco all’interno del box auto per motivi ancora da chiarire. In pochi istanti, però, le fiamme avrebbero preso il sopravvento, avvolgendola e rendendo l’aria irrespirabile. Una situazione degenerata nel giro di pochi minuti e che ha richiesto un intervento immediato.
Sul posto sono intervenute tempestivamente le squadre dei vigili del fuoco del comando provinciale di Perugia, insieme agli operatori sanitari del 118. I sanitari, dopo le prime cure sul posto, hanno disposto il trasferimento immediato della donna all’ospedale Ospedale Santa Maria della Misericordia per accertamenti e trattamenti specifici.
Fortunatamente, nonostante lo spavento e il contatto diretto con le fiamme, le condizioni della donna non sarebbero gravi. Avrebbe riportato ustioni lievi e sintomi da inalazione di fumo, ma il quadro clinico non desterebbe particolare preoccupazione. Resta comunque sotto osservazione, mentre nelle prossime ore sarà ascoltata per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto.
L’incendio, pur violento, non avrebbe compromesso in modo strutturale l’edificio. Le colonne portanti e le mura del palazzo non hanno subito danni tali da mettere a rischio la stabilità della struttura. L’area è stata messa in sicurezza nel giro di circa un’ora, grazie al lavoro meticoloso dei vigili del fuoco, che hanno provveduto allo spegnimento completo dei focolai residui e alla bonifica degli ambienti. Resta da chiarire l’origine esatta del rogo e, soprattutto, le motivazioni che hanno portato all’accensione del fuoco all’interno del garage. Gli accertamenti sono in corso.
Quello di via Bramante non è stato l’unico episodio di fuoco registrato nelle ultime ore in Umbria. Nella notte, un secondo incendio ha colpito un’abitazione in legno nel territorio comunale di Sellano, in via Marconi.
Le fiamme sono divampate intorno alle 5 del mattino, avvolgendo rapidamente la struttura, costruita interamente in legno. Sul posto sono intervenute le squadre dei vigili del fuoco provenienti da Norcia, Sellano e Foligno. All’interno dell’abitazione si trovavano tre persone: una donna e le sue due figlie, che sono state tratte in salvo prima che il rogo potesse trasformarsi in tragedia.
La casa ha riportato danni irreversibili ed è stata dichiarata formalmente inagibile dall’amministrazione comunale. Secondo le prime ipotesi, l’incendio sarebbe stato causato dal surriscaldamento di una canna fumaria, con le fiamme che avrebbero inizialmente coinvolto la copertura per poi propagarsi al resto dell’edificio.
Quando scatta l’allarme incendio, ogni secondo è decisivo. I vigili del fuoco seguono protocolli operativi estremamente rigorosi, frutto di formazione continua e addestramento costante. Una volta ricevuta la segnalazione, la sala operativa valuta la tipologia dell’evento, la presenza di persone coinvolte e i rischi potenziali, inviando sul posto le squadre più vicine con mezzi adeguati: autopompe serbatoio, autoscale, autobotti e, se necessario, veicoli speciali per il supporto tecnico.
Giunti sul luogo dell’incendio, la prima fase è quella della ricognizione rapida. Il capo squadra effettua una valutazione immediata: verifica la presenza di persone all’interno, individua il punto di origine delle fiamme, analizza la struttura dell’edificio e i materiali coinvolti. In caso di persone intrappolate, la priorità assoluta diventa il soccorso e l’evacuazione.
Gli operatori entrano negli ambienti saturi di fumo equipaggiati con dispositivi di protezione individuale e autorespiratori, che consentono loro di muoversi anche in condizioni di visibilità quasi nulla e in presenza di alte concentrazioni di gas tossici. Contemporaneamente, altre unità lavorano dall’esterno per circoscrivere il rogo, utilizzando getti d’acqua mirati o schiume antincendio nei casi più complessi.
Una volta domate le fiamme, si passa alla fase di bonifica: si controllano eventuali focolai nascosti, si smassano i materiali bruciati e si raffreddano le superfici ancora calde per evitare riaccensioni. Infine, viene effettuata la messa in sicurezza dell’area, con la verifica della stabilità strutturale dell’edificio e l’eventuale interdizione degli spazi pericolosi.