Domani il consiglio comunale di Terni sarà chiamato a occuparsi del caso, delicato e politicamente sensibile, degli avvisi di pagamento recapitati a parrocchie, conventi e comunità religiose della città. Sul tavolo dell’assemblea approda, infatti, l'atto di indirizzo annunciato dal capogruppo di Fratelli d'Italia, Roberto Pastura, che chiede all'amministrazione di avviare una ricognizione tecnica sulle posizioni contestate e di valutare strumenti di definizione agevolata delle pendenze, a partire dall'ipotesi di una "rottamazione" delle cartelle che consenta di ridurre sanzioni e interessi per chiudere le partite pregresse. Una prospettiva che si intreccia con la linea finora rivendicata dall'assessore al bilancio e tributi, Michela Bordoni, secondo cui il Comune sta semplicemente applicando un obbligo di legge in materia di IMU sugli enti non commerciali, ma al tempo stesso non può ignorare il disagio delle comunità ecclesiali e chiama in causa il Governo per una soluzione normativa strutturale.
Assessore Bordoni, perché le parrocchie di Terni stanno ricevendo questi avvisi IMU?
"Gli avvisi che alcune parrocchie stanno ricevendo non derivano da una scelta discrezionale del Comune né da una volontà dell'amministrazione di tassare le chiese e in conventi. Derivano da un preciso obbligo normativo previsto dalla legislazione nazionale che disciplina l'esenzione IMU per gli enti non commerciali. La normativa stabilisce che gli enti non commerciali - tra i quali le parrocchie - debbano obbligatoriamente presentare ogni anno la dichiarazione IMU utilizzando l'apposito modello previsto per gli enti del terzo settore. Questa dichiarazione è necessaria affinché il Comune possa verificare la sussistenza dei requisiti previsti dalla legge per riconoscere l'esenzione dall'imposta".
Quindi gli avvisi arrivano solo nei casi in cui la dichiarazione non è stata presentata?
"Esattamente. Gli avvisi stanno arrivando nei casi in cui, per determinati anni di riferimento, alcune parrocchie non hanno trasmesso la dichiarazione prevista dalla normativa entro i termini stabiliti. Negli anni in cui tale dichiarazione è stata regolarmente presentata, il Comune ha provveduto ad applicare l'esenzione IMU, disapplicando l'imposta proprio sulla base della documentazione ricevuta. Questo dimostra chiaramente che il Comune non ha alcuna volontà di penalizzare le parrocchie, ma che l'amministrazione può riconoscere l'esenzione solo quando viene messa nelle condizioni di effettuare l'istruttoria prevista dalla legge".

Ma il Comune non avrebbe la facoltà di soprassedere, almeno in questi casi?
"In assenza della dichiarazione annuale, il Comune non può verificare la sussistenza dei requisiti di esenzione e la normativa nazionale prevede l'obbligo di procedere con l'emissione dell'avviso di accertamento. La giurisprudenza della Corte di Cassazione e delle corti tributarie ha chiarito più volte che la mancata presentazione della dichiarazione comporta la decadenza dal beneficio fiscale dell'esenzione. Il Comune di Terni sta eseguendo un atto dovuto e non sta introducendo nuove imposte né assumendo decisioni discrezionali nei confronti delle parrocchie, ma sta semplicemente adempiendo a un obbligo normativo previsto dalla legge dello Stato".
Eppure il disagio nelle comunità ecclesiali è reale. Come lo giudica?
"Questa amministrazione non può ignorare il disagio che questa situazione sta generando nelle comunità ecclesiali. Gli uffici comunali hanno raccolto con grande attenzione e partecipazione le difficoltà che stanno vivendo molte parrocchie della diocesi, comprese le congregazioni religiose e le suore che in questi giorni hanno ricevuto gli avvisi. Da credente e da persona che vive con convinzione la propria appartenenza alla comunità ecclesiale, non posso restare indifferente di fronte al disagio che questa situazione sta generando. Le parrocchie rappresentano un presidio fondamentale per le nostre comunità, non solo dal punto di vista religioso ma anche sociale, educativo e solidaristico".
Se il problema è normativo, chi deve risolverlo?
"Il problema che oggi emerge non nasce da una scelta del Comune, ma da una normativa nazionale che disciplina l'esenzione IMU per gli enti non commerciali e che impone specifici obblighi dichiarativi. Se esiste una criticità normativa - e oggi è evidente che questa situazione sta creando difficoltà non solo a Terni ma in molte realtà ecclesiali italiane - la soluzione non può essere scaricare responsabilità sui Comuni, che sono chiamati semplicemente ad applicare la legge. Gli enti locali non hanno potere legislativo e non possono modificare norme dello Stato".
Cosa propone concretamente?
"Ritengo necessario avviare rapidamente un confronto istituzionale che coinvolga il Governo, il Parlamento, le amministrazioni locali e la Conferenza Episcopale Italiana, affinché si possa individuare una soluzione normativa chiara e definitiva. Una soluzione che potrebbe anche prevedere interventi correttivi o retroattivi, laddove ciò sia possibile, per aiutare concretamente le parrocchie che oggi si trovano in questa situazione di difficoltà. Se davvero si vuole sostenere il ruolo sociale e comunitario delle parrocchie, è il Governo che deve farsi carico di questa situazione e intervenire sulla normativa nazionale".
C'è chi sostiene che il Comune potrebbe semplicemente scegliere di non riscuotere. È una strada percorribile?
"Il sistema tributario non può essere gestito attraverso slogan o soluzioni improvvisate. L'articolo 53 della Costituzione stabilisce che tutti sono chiamati a concorrere alle spese pubbliche secondo la propria capacità contributiva, perché proprio attraverso il sistema fiscale si garantiscono i servizi alla collettività. Il Comune di Terni continuerà ad applicare la legge con senso di responsabilità e nel rispetto del principio di equità tra contribuenti, ma allo stesso tempo è pronto a farsi promotore di un confronto serio affinché da questa vicenda possa nascere una soluzione normativa che aiuti non solo le parrocchie ternane, ma tutte le comunità ecclesiali del Paese".
Una parte della polemica viene proprio da forze di governo. Come legge questa dinamica?
"Beh, stupisce che le proteste arrivino proprio da rappresentanti, evidentemente poco informati, di quelle forze politiche che ricoprendo responsabilità di governo nazionale avrebbero la possibilità di sanare questa situazione di disagio. Come amministratori e come cittadini non ci sottraiamo mai al dialogo e all'ascolto delle difficoltà delle comunità. Proprio per questo riteniamo che oggi sia necessario trasformare questo momento di criticità in un'occasione di collaborazione istituzionale per trovare una soluzione concreta e definitiva. Ascoltiamo le proposte e ne verifichiamo la fattibilità, ma ci aspettiamo un’azione altrettanto decisa dalle forze locali della maggioranza nazionale sul Parlamento e sul Governo".