06 Aug, 2025 - 19:12

Immigrazione irregolare, Prisco a Perugia: “Numeri tra i più alti in Italia”

Immigrazione irregolare, Prisco a Perugia: “Numeri tra i più alti in Italia”

Nel primo semestre del 2025, la Questura di Perugia ha registrato un vero e proprio boom nei provvedimenti contro l’immigrazione irregolare: 169 espulsioni eseguite su decreto della Prefettura e un aumento del 300% negli accompagnamenti alla frontiera rispetto allo stesso periodo del 2024.

Un’impennata che, per una provincia come Perugia, assume un peso rilevante: in proporzione agli abitanti, si tratta di uno dei dati più alti a livello nazionale. Il trend, aggiornato al 6 agosto, racconta di un cambio di ritmo evidente nelle procedure di rimpatrio forzato, in linea con l’indirizzo politico che da mesi punta a stringere le maglie dell’irregolarità e a rendere più efficace il sistema dei controlli. Una svolta che si fa sentire anche qui, nel cuore dell’Umbria.

Cosa ha detto Prisco sull’immigrazione in Umbria

Il sottosegretario all'Interno Emanuele Prisco ha commentato i dati nel corso di un incontro istituzionale, sottolineando il lavoro della Questura di Perugia e parlando di “numeri concreti e tra i migliori in Italia proporzionalmente”. Prisco ha affermato che “questi risultati confermano l’impegno del Governo nel garantire legalità e sicurezza ai cittadini, senza lasciare spazio all’illegalità e all’immigrazione irregolare”. Il rappresentante del governo ha collegato l’aumento degli accompagnamenti in frontiera a una più generale azione di contrasto all’immigrazione clandestina, coordinata a livello centrale dal Viminale e sostenuta dalla Presidenza del Consiglio.

Come funziona un accompagnamento alla frontiera

L’accompagnamento alla frontiera è una misura esecutiva prevista dalla legge italiana, che consente di allontanare materialmente dal territorio nazionale un cittadino straniero privo dei requisiti per soggiornare. In questi casi, le forze dell’ordine scortano l’interessato fino al luogo di uscita dallo Stato – aeroporto, valico terrestre o porto – in base agli accordi bilaterali o europei. Il forte incremento registrato a Perugia (+300%) indica che la Prefettura e la Questura hanno potenziato sia le attività di identificazione sia la capacità logistica per eseguire i provvedimenti. Questo tipo di espulsione è considerato più efficace rispetto al semplice ordine di allontanamento, che spesso resta inapplicato.

Immigrazione e sicurezza: cosa succede davvero in Umbria

Il tema dell’immigrazione irregolare viene spesso affrontato in relazione alla sicurezza. Secondo le autorità, la presenza di stranieri non identificati o senza documenti validi può generare situazioni di rischio sul piano dell’ordine pubblico, specie se legata a forme di sfruttamento o marginalità. Tuttavia, gli esperti ricordano che non esiste un legame diretto e automatico tra immigrazione e criminalità. In Umbria, i dati mostrano che il fenomeno migratorio è in larga parte regolare e stabilizzato, e che i problemi di sicurezza derivano da contesti specifici, più che da una questione generalizzata. Le operazioni come quelle condotte a Perugia puntano a ristabilire legalità, ma devono essere accompagnate da politiche di integrazione e inclusione sociale.

Chi sono gli stranieri in Umbria: dati, lavoro, integrazione

In Umbria risiedono circa 90 mila cittadini stranieri regolarmente iscritti all’anagrafe, pari a oltre il 10% della popolazione regionale. La maggior parte proviene da Romania, Albania e Marocco, seguiti da Ucraina, Nigeria e Cina. Le comunità straniere sono presenti da anni e molti immigrati vivono stabilmente sul territorio, lavorando nei settori dell’agricoltura, dell’edilizia, dei servizi alla persona e della ristorazione. I dati confermano che una quota crescente di stranieri ha ottenuto il permesso di soggiorno di lungo periodo o la cittadinanza italiana.

Anche la presenza scolastica è significativa: nelle scuole umbre, oltre il 14% degli alunni ha cittadinanza straniera, e la maggior parte di loro è nata in Italia. Questo quadro restituisce l’immagine di un’immigrazione strutturata, che va ben oltre i numeri dell’irregolarità.

Immigrazione irregolare e criminalità: tra dati e realtà

Il dibattito pubblico tende spesso ad associare immigrazione irregolare e criminalità. È vero che, in alcuni contesti, una parte dei reati può coinvolgere persone straniere, in particolare in situazioni di marginalità e precarietà. Tuttavia, numerosi studi smentiscono l’esistenza di una correlazione automatica tra presenza straniera e aumento della criminalità. Gli esperti sottolineano che il crimine dipende più dalle condizioni sociali e dall’esclusione economica che dalla nazionalità.

Al contrario, l’accesso a percorsi di regolarizzazione e integrazione tende a ridurre i comportamenti devianti. Le politiche di espulsione possono essere uno strumento, ma non risolvono da sole il problema: occorre un equilibrio tra controllo e inclusione per garantire sicurezza e coesione sociale sul lungo periodo.

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Francesca Secci
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