La tragica morte di Ilaria Sula è un qualcosa difficile da realizzare e comprendere. La giovane ragazza ternana, studentessa a Roma, è stata la vittima dell'ennesimo femminicidio, con delle modalità inenarrabili. Tante le parole di cordoglio, giunte nelle ultime ore, tra cui vanno registrate anche quelle da sindaco e neopresidente della Provincia di Terni, Stefano Bandecchi.
La drammatica vicenda di Ilaria Sula ha scosso l'intera città. Stefano Bandecchi, ha voluto mostrare la sua vicinanza e quella della città: "Tutta l'amministrazione comunale è vicina alla famiglia di Ilaria Sula. Questa tragica notizia ha colpito l'intera città nel profondo".
"Ilaria, una ragazza esemplare come la sua famiglia, era molto conosciuta da tanti ragazzi e viveva anche la comunità ternana - ha concluso il Segretario Nazionale di Alternativa Popolare - Ho provato mercoledì a contattare i genitori ma senza grande insistenza e mi ripropongo di incontrarli nei prossimi giorni. Chiaramente quanto accaduto è incommentabile".
A proposito dei recenti femminicidi, Stefano Bandecchi ha, poi, espresso il suo pensiero, attraverso un video pubblicato sul suo profilo Instagram, definendo questa situazione "Inaccetabile".
Nella giornata di oggi è emerso un particolare che riguarda l'auto della famiglia di Samson. Intanto, sono stati sentiti in questura i genitori dell'ex fidanzato, reo confesso a cui è contestato anche l'omicidio volontario con l'aggravante del vincolo affettivo, visto che erano in casa al momento del delitto e potrebbero anche rispondere di concorso in occultamento di cadavere.
Sul corpo di Ilaria è stata disposta l'autopsia. In queste ore polizia dovrebbe tornare nell'appartamento di via Homs, dove ieri è stato trovato un coltello da cucina ma che non dovrebbe trattarsi dell'arma del delitto, dato che Samson aveva raccontato di aver buttato il coltello in un cassonetto.
Parole pesanti, anche quelle delle scorse ore da parte della presidente Proietti, che si sofferma su una mattanza silenziosa. "Il caso di Ilaria Sula è emblematico di come il femminicidio non sia solo un atto criminale, ma un dramma che affonda le radici in dinamiche sociali e culturali ben più profonde". Una realtà che si insinua nei legami malati. Una dinamica che interroga il nostro modello educativo, i ruoli appresi, i silenzi tollerati.
Proietti parla da donna, da amministratrice, ma soprattutto da cittadina che si rifiuta di accettare questa quotidianità avvelenata: "La discriminazione di genere, l'oggettivazione delle donne e la cultura della violenza non devono più trovare spazio nella nostra quotidianità. Solo un cambiamento profondo e un impegno costante delle istituzioni, dei cittadini e delle famiglie potranno contrastare efficacemente il femminicidio e garantire alle donne una vita libera da paura e violenza".