08 Feb, 2026 - 15:30

Il Made in Umbria a Petra, anche il Comune di Gubbio partner del progetto Re-Build per il restauro in Giordania

Il Made in Umbria a Petra, anche il Comune di Gubbio partner del progetto Re-Build per il restauro in Giordania

Riconosciuta come una delle sette meraviglie del mondo moderno e patrimonio dell’Unesco dal 1985, Petra è molto più di un gioiello archeologico scolpito nella roccia: è oggi il centro di un’operazione internazionale che accende i riflettori sull’Umbria e sul suo saper fare nel campo del restauro e della conservazione. Si chiama Re-Build il progetto italo-giordano che punta a trasferire in Giordania le competenze maturate nella nostra regione – e in Italia – per applicarle al patrimonio storico di Petra e a quello edilizio del Paese mediorientale.

Un’iniziativa ambiziosa, finanziata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci) attraverso l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), che unisce tutela dei beni culturali, formazione, sviluppo imprenditoriale e promozione turistica.

Formare i formatori: il cuore del progetto

Il cuore di Re-Build è la formazione tecnica. Il progetto prevede il coinvolgimento di nove esperti giordani nel campo della conservazione del patrimonio storico, che verranno formati sulle buone pratiche italiane. A loro volta, questi professionisti diventeranno moltiplicatori di competenze, formando per tre anni 150 giovani giordani nelle tecniche di restauro e consolidamento strutturale, attraverso l’uso di materiali tradizionali e tecnologie innovative.

“La finalità è trasferire conoscenze tecniche in materia di conservazione, restauro e consolidamento strutturale dei beni storici e archeologici”, spiega Federico Picuti, responsabile comunicazione di Kimia, uno dei principali attori del progetto. Un trasferimento di saperi che nasce dall’esperienza maturata in Umbria, soprattutto dopo il sisma del 2016, con interventi simbolo come la ricostruzione dell’Abbazia di Sant’Eutizio a Preci e il recupero del centro storico di Norcia.

Kimia e l’eccellenza italiana nel mondo

Kimia è tra i protagonisti della conservazione e del restauro di alcuni tra i beni culturali più famosi al mondo: dalla Fontana di Trevi alle fontane di Piazza Navona, dal Duomo di Firenze alla Pietà Rondanini di Michelangelo, dalla Cappella degli Scrovegni alla Basilica di Santa Maria degli Angeli, fino alla ricostruzione della Basilica di San Francesco. Le sue malte, trasformate da un’impresa artigiana di Gubbio, sono state utilizzate anche per rivestire internamente l’Arena Santa Giulia che ospiterà le partite di hockey alle Olimpiadi Milano-Cortina.

Un know-how che oggi viene messo a disposizione di un contesto delicato e prestigioso come Petra, ma anche di altri scenari internazionali: sarà infatti illustrata la partecipazione di Kimia alla ricostruzione del Minareto Al-Hadba a Mosul, uno dei simboli nazionali dell’Iraq, riedificato nell’ambito del progetto Unesco “Revive the Spirit of Mosul”.

Il convegno a Perugia: buone pratiche a confronto

Martedì alle 15, nella sede del Formedil Perugia, si terrà il convegno dal titolo “Il restauro dei beni architettonici: buone pratiche italiane e internazionali”, organizzato proprio da Formedil Perugia e Kimia. L’incontro sarà un’occasione per raccontare esperienze e pratiche operative dei partner italiani e giordani del progetto Re-Build.

Tra gli ospiti attesi ci saranno i rappresentanti istituzionali giordani e il coordinatore del progetto in Giordania, l’ex deputato Adnan Al-Sawair, insieme ad Areej Mohammed Alfarajat (direttrice Cultural Resources Management della Petra Development & Tourism Region Authority), Sajeda Adel Hattab Alrahaife (dirigente del Comune di Al-Karak), Wesam Tawfeq Dmethan Amajali (presidente della Jordan Engineers Association), Nizar Shabir Saleh Abu Jaber (preside della Facoltà di Ingegneria della German-Jordanian University di Amman) e l’architetto Maria Elena Ronza, presidente dell’ong giordana Sela for Training and Protection of Heritage.

Università, professionisti e comunità locali

Durante il convegno interverranno anche Riccardo Liberotti dell’Università degli Studi di Perugia, con un focus sul complesso templare di San Bevignate, l’ingegnere Massimo Tosti dello studio Tosti e Associati e l’ingegnere Stefano Agnetti, responsabile dell’Ufficio Tecnico di Kimia. “Le malte storiche e i sistemi sviluppati in Umbria e nelle aree del sisma sono stati fondamentali nella salvaguardia del patrimonio”, sarà uno dei messaggi chiave.

Particolare rilievo verrà dato anche al coinvolgimento della comunità giordana nella manutenzione a lungo termine dei siti storici e archeologici di Petra: un approccio che mira a rendere la tutela del patrimonio sostenibile nel tempo.

Kick-off meeting e visite tecniche

La giornata sarà preceduta, alle 10, da un kick-off meeting aperto al pubblico e alla stampa, con la presentazione ufficiale del progetto Re-Build e dei partner italiani e giordani, alla presenza del dottor Giuseppe Liso di Aics. Tra i partner figurano anche il Comune di Gubbio e l’Associazione Centro Elis di Roma.

Per il Comune di Gubbio è prevista la partecipazione del sindaco Vittorio Fiorucci.

Il giorno successivo sono in programma una visita tecnica a Preci all’Abbazia di Sant’Eutizio e una tappa a Norcia, guidata dai tecnici Kimia e dal geometra Raoul Paggetta, già funzionario della Soprintendenza.

Un progetto che guarda al futuro

Re-Build non è solo tutela del patrimonio: è anche sviluppo, sicurezza dei lavoratori e crescita delle competenze locali. Un progetto che dimostra come il Made in Umbria, nato dalla ricostruzione e dalla cura dei nostri territori, possa diventare un modello internazionale. Da Petra all’Appennino, il restauro diventa così un linguaggio comune che unisce culture, storie e futuro.

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Mario Farneti
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