09 Apr, 2026 - 13:00

Hannoun resta in carcere a Terni: la Cassazione ha annullato l'arresto, ma misure cautelari al Riesame

Hannoun resta in carcere a Terni: la Cassazione ha annullato l'arresto, ma misure cautelari al Riesame

La Corte di Cassazione ha impresso una svolta significativa alla vicenda giudiziaria di Mohammad Hannoun, l’attivista palestinese arrestato lo scorso dicembre con l’accusa di finanziare Hamas. I giudici di legittimità hanno infatti annullato l’ordinanza di custodia cautelare, rinviando gli atti a una sezione diversa del Tribunale del Riesame di Genova. Questa decisione coinvolge anche gli altri tre indagati detenuti nell’ambito della medesima inchiesta. Nonostante il provvedimento, Hannoun rimarrà per il momento ristretto nel carcere di Terni, in attesa che i giudici liguri si pronuncino nuovamente sulla necessità della misura restrittiva. Al centro dell'impianto accusatorio figurano circa sette milioni di euro raccolti dall’Associazione Benefica di Solidarietà con il popolo palestinese, fondata dal sessantatreenne Hannoun. Secondo gli inquirenti, tali somme, ufficialmente destinate a scopi umanitari nella Striscia di Gaza, sarebbero state in realtà dirottate per sostenere le attività di Hamas.

La difesa ha però sempre contestato la solidità del quadro indiziario, sostenendo che le prove principali derivassero da documentazione trasmessa dalle autorità israeliane, ritenuta dai legali inattendibile o parziale. Sebbene le motivazioni della Cassazione verranno depositate entro trenta giorni, l'annullamento con rinvio suggerisce un accoglimento delle tesi difensive proprio su questo punto: l’esclusione o il ridimensionamento di tali documenti come fonte probatoria. Per Hannoun, sebbene la condizione di detenuto non muti nell'immediato, il quadro processuale si riapre totalmente. Il Riesame dovrà ora rivalutare da zero la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza e delle esigenze cautelari, privando l'accusa di alcuni elementi precedentemente centrali. Il caso, dunque, entra in una nuova e decisiva fase legale.

Hannoun, da anni sotto la lente degli inquirenti

Residente a Genova sin dal 1983, Mohammad Hannoun è da decenni sotto la lente degli inquirenti. Sebbene i primi sospetti della Procura su presunti legami con Hamas risalgano alla fine degli anni Novanta e si siano conclusi con un’archiviazione, l’attenzione investigativa sulla sua figura non è mai venuta meno. Le attività dell’Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese, da lui fondata, sono rimaste costantemente monitorate dalle autorità italiane.

Tra il 2021 e il 2023, la situazione finanziaria dell'organizzazione ha subito duri colpi: numerosi istituti bancari e operatori di pagamento hanno infatti congelato i conti correnti dell'ente. Tali blocchi sono scattati in seguito a segnalazioni formali provenienti dal governo di Israele, che accusa l'associazione di fungere da paravento per il finanziamento del terrorismo.

Secondo l'impianto accusatorio, Hannoun avrebbe orchestrato raccolte fondi spacciandole per iniziative umanitarie destinate a Gaza, mentre il denaro sarebbe stato in realtà dirottato verso scopi meno nobili. L'attivista ha sempre respinto con fermezza ogni addebito, negando qualsiasi irregolarità e rivendicando la natura puramente caritatevole della sua opera. Nonostante le smentite, il monitoraggio costante e le recenti restrizioni bancarie hanno preparato il terreno per l'attuale e complessa battaglia legale.

Hannoun, perché è stato trasferito nel carcere di Terni

Mohammad Hannoun, arrestato a fine 2024 con l'accusa di essere al vertice di una presunta cellula italiana di Hamas e di finanziamento del terrorismo, è stato trasferito da Genova a Terni il 9 gennaio 2026. Il carcere ternano è stato scelto proprio per la sua capacità di ospitare profili ad alta pericolosità legati al terrorismo internazionale.

Circuito AS2 (Alta Sicurezza 2): È la sezione specifica per chi è accusato di terrorismo internazionale o eversione dell’ordine democratico. L’obiettivo è impedire collegamenti tra detenuti della stessa organizzazione e contatti non autorizzati con l'esterno che potrebbero facilitare attività criminali.

Capienza e criticità: Il carcere di Terni ospita circa 500 detenuti, di cui oltre 200 appartengono a vari circuiti di alta sicurezza (inclusi reati di tipo mafioso).

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Emanuele Giacometti
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