La Ternana torna in campo dopo il turno di riposo forzato dovuto al rinvio della sfida contro la Juventus Next Gen, fissata per mercoledì 8 aprile. Un’attesa che ha congelato il momento dei rossoverdi, lasciando però intatte le ambizioni playoff. La trasferta contro il Guidonia Montecelio rappresenta ora un crocevia fondamentale, in un contesto tutt’altro che semplice per le Fere, alle prese con vicende societarie che tengono il futuro del club in bilico.
La classifica racconta di una Ternana decima a quota 43 punti, ultima posizione utile per accedere agli spareggi promozione. Ma il margine è sottilissimo: appena tre lunghezze separano i rossoverdi dalla Pianese sesta, mentre il quarto posto del Pineto dista sei punti. Con una gara da recuperare, lo scenario resta apertissimo. Dall’altra parte, il Guidonia Montecelio, dodicesimo con 37 punti, cerca invece di allontanarsi definitivamente dalla zona playout, distante solo tre punti.
All’andata furono i laziali a imporsi per 2-1, un precedente che aggiunge ulteriore tensione a una sfida già carica di significati. In casa Ternana, però, è il momento di trasformare le difficoltà in energia positiva, come sottolineato dal tecnico Fazio alla vigilia.
Nel corso della conferenza stampa, mister Fazio ha toccato diversi temi, a partire da una nota di orgoglio per tutto l’ambiente rossoverde: la convocazione in nazionale maggiore di Marika Massimino, difensore della Ternana Women.
“È un orgoglio per tutto il territorio ternano. Da allenatore della prima squadra della Ternana, da qui fino alla fine del campionato, fino ai playoff, è stata rinnovata la deroga. Faccio un grande in bocca al lupo alla ragazza”.
Poi lo sguardo si sposta subito sul campo, dove la Ternana è chiamata a una risposta immediata:
“Ho cercato di far pensare ai ragazzi solo alla sfida di Guidonia: è una gara cruciale, fare risultato pieno cambierebbe la visione anche per le due gare successive. Gli ho chiesto di non pensare a quello fatto in passato, devono pensare solo a giocare. Ho chiesto di dare tutto quello che hanno per sabato, poi per mercoledì si penserà. Ne giova a tutti: squadra, staff e città”.
Un messaggio chiaro, che evidenzia la volontà di isolare il gruppo dalle turbolenze esterne:
“In questa situazione l’unica risposta che possiamo dare è portare i tre punti a casa, riportando la gente che ha abbandonato a tornare allo stadio”.
Sul piano tattico, Fazio ha scelto la continuità:
“Io ho cercato, a livello tattico, di mantenere quello che era stato fatto prima, non volevo rivoluzionare l’aspetto tattico. L’unico accorgimento fatto è stato quello di mettere un centrocampista in più”.
E ancora, sulle richieste alla squadra:
“Io l’unica cosa che ho chiesto ai ragazzi è più voglia di giocare e costruirsi la partita. Quando non si ha la palla bisogna andare subito a recuperarla. Dobbiamo essere più aggressivi in avanti, soprattutto quando si va in pressione: dobbiamo riconquistare subito palla”.
Il tecnico rossoverde non nasconde le difficoltà legate agli infortuni, ma guarda avanti con fiducia:
“Rientra Garetto, si sono fermati Vallocchia e Capuano. Gli altri sono tutti a disposizione. Faremo di tutto per recuperarli per il derby: hanno acciacchi muscolari, il nostro staff sanitario farà il possibile per averli”.
Fondamentale sarà anche l’approccio mentale contro un avversario ostico:
“Per domani devono saper leggere la gara. Incontriamo una buona squadra che non viene da un periodo facile: non muoiono mai, corrono, hanno tanti ragazzi dinamici davanti. Dobbiamo stare attenti alle transizioni senza ripetere gli errori commessi contro la Sambenedettese”.
La sosta forzata ha avuto un impatto particolare:
“Abbiamo avuto la sosta forzata con la Juve, i risultati delle altre squadre ci hanno tenuto all’interno dei playoff. Abbiamo la possibilità, grazie a una gara in più, di migliorare la classifica”.
Ma il tecnico mette in guardia:
“Se fai cinque partite e cinque vittorie arrivi sempre decimo se le altre le vincono tutte. Dobbiamo pensare a noi, affrontando la gara di Guidonia come se fosse una finale. Sicuramente è un vantaggio avere una gara in più, ma dobbiamo pensare a noi: se non vinci non hai fatto niente”.
Fazio racconta anche il suo percorso personale:
“Sono passato da fare il collaboratore in una prima squadra a prendere l’Under 17, ritrovandomi poi nel calcio dei grandi. Magari si può pensare che sono stato buttato troppo presto, ma la sto vivendo bene. Nella prima settimana l’avevo vissuta con ansia, poi mi sono sciolto. Sono tranquillo”.
Il rapporto con il gruppo è uno dei punti di forza:
“Per quindici giorni ho lavorato con i ragazzi, mi hanno dato massima disponibilità. Mi ascoltano e mi aiutano, sono in pieno confronto con loro. Sono ragazzi disponibili: gli chiedo solo di andare a vincere a Guidonia, poi si vedrà”.
Infine, una riflessione sul contesto societario:
“Al campo ci sono ogni mattina il direttore e la presidentessa. Io non chiedo niente: ci hanno rassicurati chiedendoci di vincere le partite. Sono due persone che sono sempre state presenti con noi”.
E uno sguardo al sistema calcio:
“Abolizione squadre B? Non so se la risposta giusta sia questa. Forse in Italia si è puntato troppo poco sui giovani promettenti. Far crescere più giovani italiani potrebbe dare una mano per farli arrivare ad alti livelli. Bisogna puntare su giocatori di Serie B che possono arrivare in A, ma anche dalla C alla B o dai dilettanti, insegnando loro come si gioca a calcio”.