Il crocevia passa dal Barbetti. Non è solo una partita, ma un esame di maturità per due squadre che inseguono lo stesso obiettivo: restare agganciate al treno playoff nel girone B di Serie C. Gubbio-Vis Pesaro, turno infrasettimanale della 26ª giornata, è una sfida che racconta ambizioni, limiti e prospettive. I rossoblù di Domenico Di Carlo sono decimi a quota 29 punti, ultima casella utile per accedere agli spareggi promozione. I marchigiani di Roberto Stellone inseguono a 31, con una gara in meno, e vedono nel match di questa sera l’occasione per allungare o per essere risucchiati.
Il margine è sottile: due punti appena, ma un peso specifico enorme. Perché vincere significa consolidare la propria posizione e mandare un segnale diretto a una concorrente. Perdere, al contrario, può cambiare la percezione di una stagione che entra nel suo momento decisivo.
Se il 2026 ha portato in dote qualcosa al Gubbio, è la continuità. Tre vittorie, un pareggio e una sola sconfitta nelle ultime cinque gare raccontano di una squadra che ha trovato ritmo e convinzione. L’ultimo successo, l’1-0 sul Campobasso, è la fotografia più nitida dell’anima rossoblù: partita chiusa, pochi spazi, equilibrio tattico e zampata decisiva nel momento opportuno. A firmarla è stato Minta, rapido a sfruttare un errore grossolano della difesa molisana.
Quella rete ha avuto un valore doppio: ha consegnato tre punti pesanti e ha certificato la crescita mentale del gruppo. Dopo 23 giornate, il bilancio complessivo dice sei vittorie, undici pareggi - record del girone - e sei sconfitte. Un dato che evidenzia una tendenza chiara: il Gubbio è squadra difficile da battere.
I numeri, però, raccontano anche un paradosso. Con 19 gol segnati, quello eugubino è il secondo peggior attacco del campionato. Ma i 18 gol subiti rappresentano la terza miglior difesa del girone. È qui che si annida la forza - e allo stesso tempo il limite - della squadra di Di Carlo.
Il tecnico lazialeha costruito una formazione solida, organizzata, capace di chiudere le linee di passaggio e di abbassare il ritmo delle partite. Il Gubbio preferisce attendere, proteggere la propria area e poi ripartire sfruttando le transizioni. Una filosofia pragmatica, che ha portato punti ma che, in alcune occasioni, ha lasciato la sensazione di un potenziale offensivo ancora inespresso.
Perché il parco giocatori offre qualità. La Mantia, Minta, Di Massimo: elementi in grado di incidere se messi nelle condizioni ideali. In fase di possesso, però, si può e si deve fare di più. Maggiore coraggio nella costruzione, più presenza tra le linee e una migliore gestione dell’ultimo passaggio potrebbero trasformare una squadra solida in una squadra completa.
Di fronte ci sarà una Vis Pesaro che interpreta il calcio con una mentalità differente. Roberto Stellone predilige una squadra più intraprendente, che cerca il palleggio e prova a imporre il proprio ritmo. Un atteggiamento che ha prodotto 24 gol fatti - cinque in più rispetto al Gubbio - ma che ha comportato anche qualche rischio difensivo, con 23 reti incassate.
Il recente cammino marchigiano non è stato lineare: una vittoria, un pareggio e tre sconfitte nelle ultime cinque partite. L’1-1 contro il Forlì nell’ultimo turno ha mosso la classifica ma ha lasciato sensazioni contrastanti. La Vis ha mostrato buona qualità nella manovra, ma anche fragilità nei momenti chiave.
In 23 gare, i biancorossi hanno raccolto 31 punti grazie a sette vittorie, dieci pareggi e sei sconfitte. Numeri equilibrati, che delineano una squadra capace di creare ma meno impermeabile rispetto agli umbri. Ed è proprio in questo contrasto di filosofie che si nasconde la chiave della partita.
GUBBIO (3-5-2): Krapikas; Bruscagin, Baroncelli, Di Bitonto; Zallu, Varone, Rosaia, Saber, Murru; La Mantia, Minta. A disposizione: Bagnolini, Tomasella, Tentardini, Di Massimo, Mastropietro, Signorini, Fazzi, Podda, Costa, Ghirardello, Conti, Djankpata. Allenatore: Di Carlo.
VIS PESARO (4-3-2-1): Guarnone; Zoia, Di Renzo, Ceccacci, Barranco; Di Paola, Berengo, Mariani; Primasso, Paganini, Jallow. A disposizione: Pozzi, Fratti, Piras, Tonucci, Pucciarelli, Nicastro, Giovannini, Bastianelli, Machin, Podrini, Rizza, Franchetti, Durmush, Ventre. Allenatore: Stellone.