A quasi un anno dai fatti che avevano profondamente scosso la comunità eugubina, il procedimento giudiziario relativo alla presunta violenza sessuale di gruppo avvenuta nella notte tra il 4 e il 5 settembre 2025 entra nella sua fase conclusiva. Il caso, che aveva suscitato grande attenzione per la gravità delle accuse e per il luogo in cui si sarebbe consumata l'aggressione, è tornato oggi nell'aula del Giudice dell'udienza preliminare.
L'episodio si era verificato nell'area del parcheggio di Piazza 40 Martiri, alle spalle dell'edicola, uno dei punti più frequentati del centro cittadino. Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, una giovane si trovava insieme a un amico quando sarebbe stata avvicinata da tre uomini.
Due dei presenti avrebbero aggredito fisicamente il ragazzo che si trovava con la donna, impedendogli di intervenire, mentre il terzo avrebbe trascinato la giovane in una zona più appartata del parcheggio, dove si sarebbe consumata la violenza sessuale. A interrompere quanto stava accadendo sarebbero stati prima le grida della ragazza, udite da alcuni giovani eugubini che stavano attraversando la piazza, e successivamente l'arrivo del fratello della vittima.
Proprio quei richiami di aiuto avevano spinto diversi ragazzi ad avvicinarsi alla zona, trovando la giovane a terra e facendo scattare immediatamente la richiesta di soccorsi e l'intervento delle forze dell'ordine. Da quella notte prese il via un'articolata attività investigativa che portò all'individuazione dei tre presunti responsabili e all'apertura del procedimento penale.
L'udienza celebrata oggi davanti al Gup Valeria Casciello rappresenta un passaggio fondamentale dell'intero procedimento. I tre imputati hanno infatti scelto di essere giudicati con il rito abbreviato, richiesta accolta dal giudice, che ha quindi rinviato il procedimento al prossimo 9 settembre, data nella quale verrà pronunciata la sentenza. Gli imputati devono rispondere, a vario titolo, delle accuse di violenza sessuale di gruppo, tentata rapina e lesioni personali in relazione ai fatti contestati.
Tra loro figurano due fratelli originari di Nardò, in provincia di Lecce, che al momento dei fatti gestivano un'attività commerciale a Gubbio, oltre a un uomo residente a Gualdo Tadino.
Nel corso dell'udienza sono stati affrontati anche gli aspetti relativi alle misure cautelari. Uno dei due fratelli pugliesi, assistito dall'avvocato Ubaldo Minelli, si trova attualmente agli arresti domiciliari nella propria regione di origine con l'applicazione del braccialetto elettronico. Diversa la situazione dell'altro fratello, anch'egli difeso dallo stesso legale, che resta detenuto nel carcere di Prato. Per lui la difesa ha nuovamente chiesto la concessione degli arresti domiciliari.
È invece ristretto nel carcere di Sollicciano, alle porte di Firenze, il terzo imputato, residente a Gualdo Tadino. Anche il suo difensore, l'avvocato Brunori, ha presentato istanza per ottenere un'attenuazione della misura cautelare, chiedendo che venga sostituita con gli arresti domiciliari.
Nel procedimento si sono inoltre costituite parti civili le due persone ritenute offese. La giovane è rappresentata dall'avvocato Francesca Pieri, mentre il ragazzo che si trovava con lei la sera dell'aggressione è assistito dall'avvocato Luigi Santioni. Con la scelta del rito abbreviato il procedimento si avvia ormai verso la conclusione. Salvo ulteriori sviluppi, sarà il 9 settembre il giorno destinato a chiudere il primo grado di uno dei casi di cronaca giudiziaria che più hanno segnato Gubbio negli ultimi anni.
L'attesa è ora concentrata sul verdetto del Gup, chiamato a valutare il materiale raccolto nel corso delle indagini e a pronunciarsi sulle responsabilità penali dei tre imputati. Una decisione particolarmente attesa non solo dalle parti coinvolte nel procedimento, ma anche dall'intera comunità eugubina, profondamente colpita da quanto accaduto quella notte nel cuore della città. Con il rito abbreviato, infatti, il giudice sarà chiamato a pronunciarsi sulla base del materiale probatorio raccolto nel corso delle indagini preliminari, valutando gli elementi acquisiti dagli investigatori, le consulenze tecniche e le posizioni espresse dalle parti nel corso del procedimento.