08 Jan, 2026 - 14:00

Gubbio, terremoto nella maggioranza Fiorucci: nasce “Progetto Città”, Gubbio Civica accusa il tradimento

Gubbio, terremoto nella maggioranza Fiorucci: nasce “Progetto Città”, Gubbio Civica accusa il tradimento

Colpo di scena politico a Gubbio in questo avvio di 2026. Quattro consiglieri comunali Nancy Latini, Sandro Manca, Mauro Biccari e Viviana Ceccarini – hanno annunciato l’uscita dal gruppo Gubbio Civica, lista che li aveva portati in Consiglio comunale nella coalizione vincente guidata dal sindaco Vittorio Fiorucci, per dar vita a un nuovo soggetto politico denominato “Progetto Città”.

Una mossa che, pur mantenendo invariati i numeri della maggioranza, produce un evidente riposizionamento interno e apre una fase nuova nei rapporti tra le forze civiche che sostengono l’amministrazione comunale.

La nascita di Progetto Città: “Più autonomia, più efficacia, più partecipazione”

L’annuncio è arrivato con una nota congiunta dei quattro consiglieri, che spiegano le ragioni della scelta in termini politici e metodologici.

“La decisione di costituire in Consiglio comunale il nuovo gruppo Progetto Città nasce da una diversa visione del modo di intendere e praticare l’azione politica cittadina, dalla volontà di poter svolgere il proprio ruolo con maggiore efficacia, autonomia e libertà di iniziativa, si legge nel comunicato.

Il nuovo gruppo si colloca esplicitamente all’interno della maggioranza e ribadisce pieno e convinto sostegno al sindaco Vittorio Fiorucci e all’azione amministrativa della Giunta”, che intende “rilanciare con determinazione e spirito costruttivo”.

Progetto Città si definisce una forza civica, moderata e responsabile, composta da persone alla prima esperienza politica, con l’obiettivo di radicarsi nel tessuto locale, ascoltare i bisogni reali della comunità e portarli con concretezza all’interno del Consiglio comunale”. Non manca il riferimento alla necessità di “guardare anche oltre il livello cittadino per intercettare opportunità, fondi e costruire relazioni utili allo sviluppo di Gubbio”.

Il ruolo del Consiglio comunale: “Tornare luogo centrale di discussione”

Un passaggio politicamente significativo riguarda la funzione dell’aula consiliare. “Il Consiglio comunale deve tornare ad essere luogo centrale di discussione, proposta e sintesi politica, affermano i consiglieri, rivendicando una maggiore centralità del dibattito e della partecipazione.

La conclusione della nota è tutta improntata a un registro conciliativo: “Questa scelta rappresenta una necessità per ripartire al meglio con la cittadinanza, rinnovando l’impegno a lavorare con spirito costruttivo, apertura al dialogo e attenzione al bene comune”.

La replica durissima di Gubbio Civica: “Motivazioni false e puerili”

Di segno opposto, e dai toni decisamente più aspri, il comunicato diffuso da Gubbio Civica, che parla apertamente di sorpresa, amarezza e tradimento.

“Siamo venuti a conoscenza stamane, stupiti e senza alcun preavviso, dell’uscita dal gruppo consiliare dei consiglieri Latini, Manca, Biccari e Ceccarini, scrive il gruppo, sottolineando come fino all’ultima riunione nulla lasciasse presagire la rottura.

Le motivazioni addotte dai fuoriusciti vengono definite “false e puerili”. Gubbio Civica contesta in particolare il riferimento a una presunta mancanza di dialogo e coinvolgimento, ribattendo con l’elenco di “assenze continue e presenze silenti” e ricordando che “tre su quattro non sono mai intervenuti in Consiglio comunale neanche per un saluto.

L’accusa più grave: “Hanno tradito il mandato elettorale”

Il cuore politico del comunicato sta però nell’accusa di tradimento del mandato. “Questi consiglieri sono stati eletti grazie all’impegno della lista e dell’associazione Gubbio Civica: hanno tradito il mandato elettorale, si legge.

Secondo il gruppo civico, il consenso non è un patrimonio personale ma “appartiene a una comunità politica e a un progetto condiviso. Da qui la richiesta esplicita: Per dignità politica e coerenza, l’unica scelta realmente rispettosa sarebbe quella di rimettere il mandato.

Una presa di posizione che chiama in causa non solo la legittimità politica, ma anche l’etica pubblica: “Non si tratta di una questione regolamentare o formale, ma di rispetto verso gli elettori.

Il riferimento al sindaco e l’ombra di un “regista occulto”

Non manca, nel comunicato, una stoccata diretta al sindaco Fiorucci. “Ci dispiace molto che il Sindaco non sia stato in grado di tutelare e difendere l’unità della coalizione”, scrive Gubbio Civica, lasciando intendere una gestione politica carente.

Ancora più pesante il riferimento finale: “Non osiamo pensarlo ma se ci fosse un regista occulto dell’operazione, questi ha agito per il proprio tornaconto, non certo per il bene di Gubbio. Un passaggio che introduce il tema delle manovre interne e delle ambizioni personali.

Scenari aperti nella maggioranza Fiorucci

Al netto delle dichiarazioni ufficiali, la nascita di Progetto Città segna un cambio di fase nella maggioranza che governa Gubbio dal giugno 2024. I numeri restano invariati, ma gli equilibri politici si fanno più articolati e potenzialmente più instabili.

Il sindaco Fiorucci si trova ora a gestire una coalizione formalmente compatta, ma politicamente più frammentata, con due soggetti civici in tensione aperta. I prossimi Consigli comunali diranno se prevarrà la linea della collaborazione costruttiva auspicata da Progetto Città o se lo scontro con Gubbio Civica lascerà strascichi più profondi.

Di certo, il “caso Progetto Città” ha già riacceso il dibattito sull’identità delle liste civiche, sulla fedeltà al mandato elettorale e sulla tenuta delle coalizioni locali. A Gubbio, il 2026 politico si apre sotto il segno della instabilità controllata e della ridefinizione degli assetti.

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Mario Farneti
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