07 Jun, 2026 - 18:00

Gubbio leader in Italia per superficie forestale: ecco il dato che vale un record nazionale

Gubbio leader in Italia per superficie forestale: ecco il dato che vale un record nazionale

C’è un dato che racconta meglio di molti altri la forza ambientale dell’Umbria e, in particolare, del territorio eugubino. Gubbio è il comune italiano con la maggiore estensione assoluta di superficie forestale. Un primato che emerge dall’edizione 2026 della campagna di Legambiente Voler Bene all’Italia e che restituisce una fotografia precisa di una realtà spesso poco conosciuta al grande pubblico: il cuore verde d’Italia continua a custodire uno dei patrimoni boschivi più importanti dell’intero Paese.

Il risultato assume un significato che va ben oltre una semplice classifica. Dietro quei numeri si nasconde infatti una storia fatta di montagne, colline, vallate e territori che nel corso dei decenni hanno mantenuto un equilibrio particolare tra presenza umana e natura. Un equilibrio che oggi viene riconosciuto anche a livello nazionale.

La graduatoria elaborata nell’ambito dello studio dedicato agli indici di boscosità mette in evidenza come Gubbio rappresenti un modello unico nel panorama italiano. La città dei Ceri, conosciuta per la sua storia medievale, per il patrimonio artistico e per le tradizioni secolari, conquista ora anche il titolo di comune con la più vasta superficie forestale d’Italia.

Un riconoscimento che arriva in un momento storico in cui i temi ambientali, la tutela del territorio e la gestione sostenibile delle risorse naturali sono diventati elementi centrali nelle strategie di sviluppo delle comunità locali.

Gubbio prima in Italia per estensione forestale: oltre 26 mila ettari di bosco

I dati diffusi nell'ambito della ricerca promossa da PEFC e riportati da Uncem fotografano un Paese profondamente cambiato rispetto al passato. Oggi l’Italia può essere definita a tutti gli effetti una nazione forestale. Le superfici boschive hanno infatti superato i 100 mila chilometri quadrati di estensione, raggiungendo dimensioni superiori a quelle delle aree agricole utilizzate.

Una trasformazione significativa che testimonia l’evoluzione del paesaggio italiano e che pone nuove sfide in termini di gestione, tutela e valorizzazione delle risorse naturali.

Lo studio evidenzia però un elemento altrettanto importante: la distribuzione dei boschi sul territorio nazionale non è uniforme. Il 75 per cento delle foreste italiane si concentra infatti nei comuni montani, mentre circa la metà dei comuni della penisola è sostanzialmente priva di superfici forestali significative.

In questo scenario emerge con forza il caso di Gubbio. La città umbra guida la classifica nazionale per estensione assoluta del patrimonio boschivo con 26.804,26 ettari di foreste. Un dato impressionante che le consente di superare realtà storicamente note per la loro ricchezza ambientale.

Alle spalle del comune eugubino si colloca San Giovanni in Fiore, in provincia di Cosenza, con 21.938 ettari di bosco, seguito da Città di Castello con 21.838 ettari. Una graduatoria che conferma il peso dell’Umbria nel panorama forestale italiano e che vede due comuni della regione occupare le prime tre posizioni nazionali.

La top ten comprende inoltre Massa Marittima, Firenzuola, Ventasso, Arezzo, Bagno di Romagna, Spoleto e Longobucco. Territori differenti tra loro ma accomunati da una forte presenza del bosco, elemento che nel tempo ha contribuito a modellarne l’identità culturale, economica e paesaggistica.

La ricerca offre anche un altro spunto di riflessione. Per anni il bosco è stato associato all’idea di isolamento, arretratezza o marginalità territoriale. Una visione che oggi appare superata dai fatti.

Gli esperti sottolineano infatti come il patrimonio forestale stia diventando sempre più una leva di sviluppo. Le foreste rappresentano una risorsa economica, ambientale e sociale capace di generare valore per le comunità locali. Producono servizi ecosistemici, contribuiscono alla qualità dell’aria, alla regolazione climatica, alla tutela della biodiversità e alla prevenzione del dissesto idrogeologico.

Non solo. Sempre più persone scelgono di vivere nelle aree interne e montane attratte proprio dalla presenza di paesaggi naturali conservati e da una migliore qualità della vita. Una tendenza che sta modificando la geografia sociale di molte zone italiane.

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Lorenzo Farneti
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