04 Jul, 2026 - 08:39

Gubbio si accende di jazz: il festival No Borders debutta con "Creature senza confine"

Gubbio si accende di jazz: il festival No Borders debutta con "Creature senza confine"

Un doppio appuntamento per un anniversario speciale. Il Gubbio No Borders Festival festeggia venticinque anni di musica e si intreccia con l'ottavo centenario della morte di San Francesco. L'edizione 2026 prevede infatti una "special opening" a luglio dedicata al percorso francescano, per poi lasciare spazio al festival jazz vero e proprio nel mese di agosto.

Tutto pronto per “Creature senza confine”

Si comincia domani, domenica 5 luglio alle 21 nel Chiostro della Pace del convento di San Francesco. La serata inaugurale ospiterà il primo atto del progetto "Creature senza confine", ideato dal direttore del Jazz Club Gubbio Giovanni Baleani. L'evento, dal titolo "Lo straniero", metterà in scena una performance teatrale a cura dell'associazione Coro Aperto, accompagnata dalle note della No Borders Band. Al centro della serata ci saranno i temi del viaggio e del superamento delle barriere, espressi all'interno di uno spazio denso di storia: il chiostro che ricorda l'arrivo di Francesco a Gubbio e l'accoglienza ricevuta dagli Spadalonga.

“Francesco, pellegrino e senza dimora, viene qui interpretato come figura liminale: un uomo privo di appartenenza che entra in città e viene accolto. Prima ancora del lupo, è lui la “creatura senza confine”, colui che arriva da fuori e riesce a essere accolto dalla comunità”, ha spiegato il direttore Giovanni Baleani. Mediante la recitazione di stampo estemporaneo, le sonorità dal vivo e frammenti testuali narrativi -parzialmente ispirati all'opera di Aldo Capitini- la serata approfondirà i temi complessi del viaggio, della solitudine e del confronto con l'alterità. Tale progetto culturale scaturisce dalla stretta collaborazione fra l’Associazione Jazz Club e la formazione teatrale Coro Aperto, composta da interpreti emergenti dediti ad una sperimentazione scenica d’avanguardia, fortemente tesa ad attualizzare il ricordo del Santo. “Lo straniero” costituisce l’esordio del trittico intitolato “Creature senza confine”, un itinerario performativo volto a ripercorrere fedelmente le orme di San Francesco tramite tre tappe fondamentali: l'ospitalità a Gubbio, l'addomesticamento del feroce lupo e la successiva memoria spirituale, suggellata da un raccoglimento in musica.

 

 

Gubbio No Borders Festival, la storia

Gubibo No Borders Festival si prepara a festeggiare come detto i 25 anni di attività, intrecciando la sua storia pure con le celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco. Nato nell'agosto del 2002 per iniziativa di Luigi Filippini e dell'Associazione Jazz Club Gubbio, il Gubbio No Borders è diventato uno degli appuntamenti culturali più importanti dell'estate umbra. Nato originariamente come festival jazz, negli anni ha ampliato i suoi orizzonti per includere musica d'autore, cinema, fotografia e filosofia.

Nel 2026, il festival celebra il suo 25° anniversario, confermando il suo ruolo di primo piano nel panorama dei festival italiani.

Gli anni di storia e di crescita

  • Le origini (2002): Il festival nasce tra lo scetticismo generale ma con la determinazione di pochi. Sotto la direzione artistica di Massimo Manzi prima e di Luigi Filippini poi, si è imposto in sole due edizioni come punto di riferimento per il jazz nazionale.
  • L'evoluzione artistica: Nel corso degli anni, il palco del Gubbio No Borders ha ospitato artisti di calibro nazionale e internazionale, alternando mostri sacri del jazz (come Benny Golson e Paul Wertico) a protagonisti della musica e della cultura italiana (come Gino Paoli, Samuele Bersani e Danilo Rea).
  • Lo spirito "No Borders": La filosofia della kermesse è sempre stata quella di abbattere le barriere tra i generi musicali e culturali, unendo il jazz al soul, blues, folk e alla contaminazione con la Black Music.
  • Le location: Gli eventi si tengono nei luoghi più suggestivi ed emblematici della città di Gubbio, come il celebre Palazzo dei Consoli.

 

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Emanuele Giacometti
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