La nascita del nuovo gruppo consiliare Progetto Città, formato dai quattro fuoriusciti da Gubbio Civica – Nancy Latini, Sandro Manca, Mauro Biccari e Viviana Ceccarini – ha provocato una vera e propria scossa tellurica nella maggioranza che sostiene il sindaco Vittorio Fiorucci. Una frattura che, pur non determinando al momento una crisi formale, apre una fase politicamente delicata e carica di incognite.
Il primo effetto concreto è stato l’immediato attivarsi del vicesindaco Francesco Gagliardi (Fratelli d’Italia), che ha chiesto e ottenuto una riunione d’urgenza della Giunta comunale nella serata di mercoledì 7 gennaio, per analizzare lo scenario dopo lo “strappo” e il duro botta e risposta tra Gubbio Civica e i quattro consiglieri.

Secondo quanto emerso, la Giunta ha preso atto del nuovo quadro politico, che avrebbe colto di sorpresa non solo Gubbio Civica, ma lo stesso sindaco Fiorucci. Un passaggio non banale, che segnala come la vicenda non fosse stata preventivamente condivisa ai livelli apicali della coalizione.
Il primo cittadino avrebbe voluto tenere separate le dinamiche del Consiglio comunale dall’attività dell’esecutivo, cercando di preservare la stabilità amministrativa. Una linea comprensibile sul piano istituzionale, ma che non cancella il dato politico: dal prossimo Consiglio qualcosa cambierà, perché Progetto Città, con quattro membri, diventa il gruppo di maggioranza relativa.
La nuova composizione della maggioranza consiliare è ora la seguente:
Gruppo Misto (Progetto Città): 4 consiglieri
Gubbio Civica: 3 consiglieri (dai 7 originari)
Fratelli d’Italia: 3 consiglieri
Forza Italia: 3 consiglieri
Lega: 2 consiglieri
Sindaco Fiorucci
Un assetto che, pur garantendo ancora i numeri per governare, ridisegna i rapporti di forza interni e rende più complessa la gestione politica della coalizione.
Tra gli interrogativi che circolano con maggiore insistenza c’è quello sulle eventuali ambizioni di governo dei quattro consiglieri. Qualcuno di Progetto Città punta a un assessorato? Si aprirà un rimpasto? Per ora, la risposta ufficiale è negativa.

Secondo quanto trapela, non ci sarà alcun rimpasto di Giunta. Il sindaco Fiorucci non intende aprire uno scontro frontale con Gubbio Civica, che resta un pilastro della sua coalizione, seppur indebolito. Una scelta di prudenza, volta a evitare uno strappo politico che potrebbe avere effetti imprevedibili.
Va ricordato che, in caso di nomina di un consigliere ad assessore, scatterebbe la decadenza dal Consiglio e l’ingresso del primo dei non eletti: in questo caso Alfredo Minelli, presidente di Gubbio Civica e tra i firmatari del duro documento contro i quattro fuoriusciti.
La reazione di Gubbio Civica è stata immediata e durissima. Il gruppo ha parlato apertamente di tradimento, di mancanza di lealtà e di violazione dell’etica politica. I toni sono stati severi e recriminatori, con la richiesta esplicita delle dimissioni dei quattro consiglieri.
Una posizione che, al di là delle valutazioni di merito, segna una frattura profonda e non ricomposta. Da forza trainante della lista civica che aveva portato Fiorucci alla vittoria, Gubbio Civica si ritrova ora minoranza interna rispetto ai fuoriusciti, in una situazione psicologicamente e politicamente difficile da gestire.
Sulla vicenda sono intervenuti anche i Liberi e Democratici (LeD), oggi all’opposizione, con un comunicato molto articolato e fortemente critico.
“Non è un semplice riassetto interno, ma il segnale di una coalizione fragile, tenuta insieme più da interessi che da una visione condivisa”, scrivono i LeD, parlando di maggioranza spaccata, di immobilismo e di un Sindaco sempre più isolato.
Il comunicato, dai toni duri, chiama in causa anche il presidente del Consiglio comunale Mattia Martinelli e il capogruppo di Gubbio Civica Robert Satiri, accusandoli di incoerenza rispetto al loro passato politico. “È legittimo chiedersi con quale autorevolezza si possano esprimere giudizi tanto duri verso comportamenti che essi stessi hanno praticato”, affermano i LeD.
E ancora: “Scorciatoie politiche, liste improvvisate e un sindaco scelto a tavolino hanno prodotto esattamente ciò che avevamo previsto: instabilità, conflitti interni e una guida cittadina sempre più debole”.
Una lettura che, pur provenendo dall’opposizione, intercetta un sentimento diffuso: la percezione di una maggioranza in affanno, più fragile di quanto apparisse fino a poche settimane fa.

Di taglio più equilibrato l’analisi di Cronaca Eugubina, che conferma come la decisione dei quattro consiglieri sarebbe stata maturata già da circa un mese, con la comunicazione rinviata a dopo le festività per evitare tensioni in fase di approvazione del Bilancio di previsione 2026.
Anche qui emerge il nodo dei dissensi interni a Gubbio Civica, in parte legati alla linea politica sul futuro della Gubbio Cultura e Multiservizi, messa in liquidazione dal Consiglio comunale del 30 dicembre, e alla leadership della lista civica.
Cronaca Eugubina sottolinea che non si andrà al rimpasto e che il sindaco non vuole rompere con Gubbio Civica, ma ammette che la coalizione “resta in piedi, ma non è più coesa come prima”. Una formula diplomatica che, tradotta in termini politici, significa instabilità latente.
La tenuta della maggioranza sarà messa alla prova nei prossimi Consigli comunali, quando si voteranno gli atti conseguenti alla messa in liquidazione della Gubbio Cultura e Multiservizi: dalla gestione della farmacia comunale alla scadenza della convenzione sui parcheggi a pagamento, fino alla gestione dei musei cittadini.
Il sindaco Fiorucci, già il 30 dicembre, aveva dichiarato di vedere positivamente un nuovo bando per i parcheggi, aperto a tutti. Decisioni strategiche, che richiederanno numeri certi e compattezza politica. Ed è proprio qui che si misurerà la reale solidità della maggioranza.
Il sindaco ha scelto una linea di assoluto equilibrio, evitando dichiarazioni pubbliche e commenti polemici. Una postura istituzionale, volta a non alimentare lo scontro e a mantenere un profilo di garanzia per tutte le componenti della coalizione.

Una scelta che, se da un lato evita di gettare benzina sul fuoco, dall’altro lascia aperta la domanda: come si sanerà questa frattura? E soprattutto: si sanerà davvero?
In sintesi, la coalizione di centrodestra che sostiene Fiorucci non è caduta, ma è politicamente ferita. Gubbio Civica ha assunto una linea severa e recriminatoria verso i quattro fuoriusciti; Progetto Città rivendica autonomia e una diversa visione; gli altri partiti osservano, consapevoli che i rapporti di forza sono cambiati.
Il rischio non è tanto una crisi immediata, quanto una logorante instabilità interna, fatta di diffidenze, veti incrociati e tensioni sotterranee. Una condizione che, nel medio periodo, può incidere sull’efficacia dell’azione amministrativa.
Gubbio entra così in una fase nuova, in cui la tenuta politica della maggioranza non è più scontata. Il banco di prova sarà il Consiglio comunale. Lì si vedrà se la frattura resterà un incidente di percorso o se segnerà l’inizio di una stagione complicata per il governo cittadino.