03 Jun, 2026 - 17:00

Gubbio, tra taglio dei costi e ritardi nella programmazione: quale sarà il progetto tecnico?

Gubbio, tra taglio dei costi e ritardi nella programmazione: quale sarà il progetto tecnico?

C'è una parola che più di ogni altra descrive il momento che sta vivendo il Gubbio: attesa. Un'attesa che dura ormai da settimane e che rischia di trasformarsi in preoccupazione. A un mese dalla conclusione del campionato, infatti, attorno al club rossoblù regna un silenzio che contrasta con il fermento che caratterizza gran parte delle società di Serie C.

Programmazione ferma, contratti in bilico e una rosa ridotta all'osso: il tempo inizia a pesare

Mentre le concorrenti stanno già definendo strategie, organigrammi e obiettivi di mercato, ai piedi del Monte Ingino tutto sembra ancora sospeso. Le ufficialità tardano ad arrivare, i programmi per il futuro restano poco chiari e le domande continuano ad aumentare.

Una situazione che appare ancora più particolare osservando la composizione dell'attuale organico. Oggi il Gubbio può contare su appena nove giocatori sotto contratto, un numero estremamente ridotto per una società che dovrebbe già essere impegnata nella costruzione della prossima stagione.

In questo contesto si inserisce anche la posizione del direttore sportivo Mauro Leo. Formalmente il suo contratto scadrà il prossimo 30 giugno, ma nei fatti il dirigente è già al lavoro. Non tanto sugli acquisti quanto sulle possibili uscite. 

La linea societaria sembra infatti essere stata tracciata con chiarezza: ridurre il monte ingaggi.

Una scelta che era già stata avviata la scorsa estate ma che presenta alcune evidenti contraddizioni. Basti pensare all'operazione Andrea La Mantia. L'attaccante arrivò come ultimo colpo del mercato rossoblù firmando un accordo biennale economicamente importante per gli standard del club.

Oggi il suo nome rappresenta uno dei casi più complessi da gestire. Se gran parte dei giocatori attualmente in organico viene considerata potenzialmente sul mercato, il centravanti sembra essere tra quelli meno propensi a lasciare Gubbio.

Le informazioni che filtrano raccontano infatti di un giocatore intenzionato a rispettare il contratto in essere e a concludere proprio in rossoblù la propria carriera professionistica. Una scelta legittima dal punto di vista personale ma che potrebbe complicare ulteriormente il percorso di alleggerimento del monte stipendi.

A rendere ancora più delicata la situazione sono poi i nomi dei calciatori attualmente inseriti tra i possibili partenti. Profili come Spina, Di Massimo e Rosaia rappresentano infatti elementi di assoluto valore per la categoria, sia sul piano tecnico sia sotto il profilo dell'esperienza e della personalità. Calciatori difficilmente rimpiazzabili a cifre inferiori. Calciatori fondamentali sopratutto per trascinare i più giovani.

C'è poi il tema dei contratti in scadenza. Tra i casi più delicati spicca quello di Krapikas. Il portiere lituano è stato uno dei protagonisti della stagione appena conclusa, risultando spesso decisivo nei momenti più difficili del campionato.

Il suo contratto terminerà il 30 giugno e diversi club di Serie C hanno già manifestato interesse nei suoi confronti. Da parte del giocatore esisterebbe una disponibilità a restare a Gubbio, ma al momento non risultano passi concreti verso un eventuale rinnovo. Un altro dossier che rischia di complicarsi con il passare delle settimane. Stesso discorso vale per capitan Signorini, anche lui in scadenza di contratto. Al momento non si registrano passi in avanti concreti.

Settore giovanile, progetto tecnico e tifosi: le sfide che il Gubbio non può più rinviare

Al di là delle questioni legate al mercato, esiste però un tema ancora più profondo che riguarda il futuro del club. Da anni il Gubbio vive seguendo una filosofia basata sulla valorizzazione di giovani provenienti da altre società. Un modello che ha consentito di mantenere competitività in Serie C, di risparmiare sugli ingaggi, ma che ha anche prodotto una conseguenza evidente: ogni estate si riparte quasi completamente da zero. Manca una continuità tecnica, manca un patrimonio costruito nel tempo e soprattutto manca una produzione costante di talenti provenienti dal settore giovanile.

Eppure proprio il vivaio potrebbe rappresentare una delle risorse più importanti per una realtà come quella eugubina. Inserire stabilmente ragazzi del territorio in prima squadra significherebbe ridurre i costi, rafforzare l'identità del club e creare potenziali plusvalenze. Negli ultimi anni, però, il Gubbio non è riuscito a percorrere questa strada con continuità. 

Il settore giovanile continua a rappresentare una delle grandi occasioni mancate degli ultimi anni. Ma c'è anche un altro aspetto che il club dovrà affrontare. Forse il più delicato. Il rapporto con la tifoseria. Mai come oggi una parte significativa della città appare distante dalle vicende della squadra. Le presenze allo stadio, il clima generale e l'interesse attorno al club raccontano di una passione che si è progressivamente affievolita.

Per ricostruire questo legame non bastano le operazioni di mercato. Serve una visione.

Una visione che oggi appare poco chiara anche sul fronte della guida tecnica. Mimmo Di Carlo è legato al Gubbio da un contratto fino al giugno 2027. Tuttavia la sua permanenza non può ancora essere considerata certa. Nel primo confronto con la società il tecnico avrebbe chiesto garanzie precise sul piano logistico e strutturale: più fisioterapisti a disposizione della squadra, un rafforzamento dello staff medico e miglioramenti delle strutture di allenamento. Richieste che non rappresentano una novità. Da anni gli allenatori rossoblù segnalano problematiche simili. Inoltre, il confronto con Di Carlo non sarebbe ancora entrato nel merito del progetto tecnico.

Ed è proprio questo il punto centrale. Il Gubbio vuole proseguire con l'allenatore perché crede in una precisa idea di calcio e di crescita oppure semplicemente perché esiste un contratto in essere?

I numeri dell'ultima stagione raccontano una squadra estremamente solida in difesa ma poco produttiva in attacco. Una proposta di calcio lontana dagli standard attuali. 

Intanto il tempo continua a scorrere. Lo scorso anno una situazione simile portò all'addio di Fontana. Oggi il rischio è quello di rivivere lo stesso copione. Nel frattempo le altre società costruiscono il proprio domani. Il Gubbio, invece, continua a muoversi tra silenzi, interrogativi e decisioni rinviate. E la domanda che da settimane accompagna i tifosi resta sempre la stessa: perché ogni estate serve così tanto tempo per scegliere la strada da percorrere?

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Lorenzo Farneti
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