Il futuro del Gubbio è ancora avvolto da diverse incognite, ma alcune linee guida sembrano ormai essere state tracciate. La società rossoblù è pronta a ripartire da due figure considerate centrali nel progetto tecnico: il direttore sportivo Mauro Leo e l’allenatore Domenico Di Carlo. Due nomi che, salvo clamorosi colpi di scena, dovrebbero rappresentare il punto di continuità di un club chiamato però a cambiare profondamente pelle in vista della prossima stagione.
Le prossime ore saranno decisive soprattutto per comprendere il futuro della panchina. Domenico Di Carlo, reduce da una stagione fatta di alti e bassi ma comunque conclusa con il raggiungimento dell’obiettivo salvezza e del piazzamento playoff, incontrerà il presidente Sauro Notari. Un faccia a faccia che servirà a definire programmi, ambizioni e margini operativi. Solo dopo questo confronto si capirà se il tecnico laziale resterà alla guida del Gubbio oppure se le strade si divideranno.
Negli ultimi giorni sul tecnico si sarebbe registrato anche l’interesse del Livorno, piazza già conosciuta da Di Carlo durante la sua lunga carriera. Parallelamente si lavora anche alla permanenza di Mauro Leo. Il direttore sportivo è considerato una figura fondamentale per portare avanti il nuovo corso societario, soprattutto in un momento storico in cui il Gubbio dovrà inevitabilmente ridimensionare il proprio monte ingaggi. La parola d’ordine sarà sostenibilità economica. Un concetto chiaro, quasi obbligato, che porterà il club a compiere scelte forti sul mercato.
Se sul fronte sportivo il Gubbio sta ancora cercando di definire la propria rotta, sul piano infrastrutturale è arrivato invece un segnale importante da parte del Comune. La giunta guidata dal sindaco Vittorio Fiorucci ha deciso di destinare 300 mila euro alla riqualificazione dello stadio “Pietro Barbetti”, intervenendo in particolare sull’impianto di illuminazione e sul sistema di irrigazione.
Un passo significativo, soprattutto considerando le condizioni in cui versa attualmente l’impianto rossoblù. Negli ultimi anni il tema dello stadio è stato spesso al centro del dibattito cittadino. Il Barbetti, storico teatro del calcio eugubino, necessita infatti da tempo di interventi strutturali per adeguarsi agli standard moderni e migliorare la fruibilità generale.
L’ultimo intervento realmente consistente risale addirittura alla stagione 2011-2012, l’anno della storica partecipazione del Gubbio al campionato di Serie B. Un’esperienza entusiasmante per la città, culminata però con una retrocessione immediata in Serie C. Da allora lo stadio ha subito soltanto interventi minimi, insufficienti però a garantire un reale ammodernamento della struttura.
La scelta del Comune assume dunque un valore che va oltre il semplice aspetto tecnico. Investire sul Barbetti significa infatti investire anche sull’identità sportiva della città. In un momento in cui il rapporto tra tifoseria e squadra appare sempre più freddo, migliorare lo stadio potrebbe rappresentare un primo passo per tentare di riavvicinare il pubblico.
Il problema delle presenze sugli spalti è ormai evidente. Nelle ultime stagioni il Barbetti ha fatto registrare numeri molto bassi, spesso lontani dalla tradizione calcistica di Gubbio. Una situazione figlia di diversi fattori: risultati altalenanti, ridimensionamento delle ambizioni e un generale disincanto della piazza.
Ecco perché il lavoro del club dovrà necessariamente passare anche dalla ricostruzione del legame emotivo con i tifosi. Serviranno idee, coinvolgimento e una progettualità credibile. Da questo punto di vista il sostegno del Comune rappresenta un segnale importante. La città ha dimostrato di voler continuare a credere nel proprio stadio e nella centralità del calcio all’interno del tessuto sociale eugubino.
Adesso toccherà al Gubbio fare la propria parte. Tra conferme dirigenziali, rivoluzione tecnica e rilancio del Barbetti, le prossime settimane potrebbero davvero segnare l’inizio di una nuova fase per il club rossoblù.