23 Feb, 2026 - 19:00

Gubbio, incubo rimonta: quando va in svantaggio non vince mai, ecco i dati

Gubbio, incubo rimonta: quando va in svantaggio non vince mai, ecco i dati

Una sconfitta indolore, o quasi. Il Gubbio cade in casa per 1-0 contro la capolista, al termine di una gara bloccata e decisa da un episodio. A firmare il colpo che avvicina i toscani alla promozione diretta in Serie B è Ravasio, a inizio ripresa.

Per la squadra di Domenico Di Carlo si interrompe così una striscia positiva di tre risultati utili consecutivi - due vittorie e un pareggio - che aveva riacceso entusiasmo e ambizioni playoff. La prestazione non è stata brillante: eugubini compatti nella propria metà campo, linea difensiva ordinata, baricentro basso e ripartenze come unica arma offensiva. Gli ospiti hanno fatto la partita fino al vantaggio, poi si sono chiusi con mestiere senza concedere molto.

La classifica dice decimo posto, posizione che oggi significherebbe playoff. Ma con una formula che imporrebbe la gara secca in trasferta e l’obbligo di vittoria. Discorsi ancora prematuri. L’obiettivo primario resta quota 40 punti, distante sette lunghezze, sinonimo di salvezza matematica. Prima la tranquillità, poi eventualmente i sogni.

Il dato che pesa: mai una vittoria dopo essere andati sotto

C’è però un numero che fotografa perfettamente l’andamento stagionale del Gubbio: quando va in svantaggio non riesce a vincere. Un limite strutturale che pesa come un macigno sul percorso degli umbri.

La squadra di Di Carlo ha costruito la propria identità su una fase difensiva solida, su distanze corte e su una gestione attenta dei ritmi. Non a caso i numeri parlano di terza miglior difesa del campionato. Ma a fronte di questa solidità, emerge un dato opposto in attacco: 21 gol segnati, peggior attacco del torneo. Un paradosso se si considera il parco attaccanti a disposizione del tecnico laziale, ma anche la chiave di lettura di tante partite.

Il Gubbio è una squadra che, quando passa in vantaggio, sa proteggere il risultato. Si abbassa, concede il pallone, chiude le linee di passaggio e lascia pochissimo agli avversari. In queste situazioni, difficilmente viene rimontato. Il problema nasce quando è costretto a inseguire.

Nel corso del campionato, gli eugubini sono riusciti a rimediare uno svantaggio soltanto in quattro occasioni, tutte terminate 1-1. A Pesaro contro la Vis, con La Mantia che risponde al gol di Stabile. In casa contro il Pontedera, con Carraro a pareggiare dopo un’autorete di Zallu. Poi contro Ascoli e Ravenna, sempre con pareggi strappati ma senza mai completare la rimonta.

Il dato più significativo è un altro: in nessuna partita stagionale il Gubbio è riuscito a vincere dopo essere passato in svantaggio. Zero ribaltoni. Un limite che si riflette anche nelle sette sconfitte maturate dopo il primo gol subito: in queste gare, la squadra non è mai riuscita nemmeno a segnare.

È un campanello d’allarme evidente. Perché nel calcio moderno la capacità di cambiare spartito in corsa è fondamentale. Servono alternative tattiche, maggiore incisività negli ultimi trenta metri, più coraggio nell’alzare il baricentro. Il Gubbio, invece, sembra faticare a uscire dal proprio copione: compatto, ordinato, ma poco creativo quando deve forzare i tempi. Non solo. Gli umbri sono stati raggiunti dopo essere passati in vantaggio in quattro circostanze, contro Sambenedettese, Ternana, Juventus Next Gen e ancora Pontedera

Guidonia, spareggio playoff e tabù sintetico

Nel prossimo turno il Gubbio sarà atteso dalla trasferta contro il Guidonia Montecelio, formazione a quota 32 punti, appena una lunghezza sotto gli umbri. Un vero e proprio spareggio anticipato in chiave playoff.

La sfida si giocherà su campo sintetico, un dettaglio tutt’altro che marginale. Ogni volta che il Gubbio ha affrontato superfici artificiali in stagione non è mai riuscito a vincere. Un altro dato che si aggiunge a un quadro fatto di equilibri sottili.

La partita dirà molto sulle ambizioni della squadra di Di Carlo. Perché se l’obiettivo dichiarato resta la salvezza, è altrettanto vero che la classifica corta tiene aperti scenari interessanti. 

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Lorenzo Farneti
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