La salvezza è in cassaforte, il primo traguardo stagionale è stato archiviato con la freddezza dei grandi. Ma chi pensa che il Gubbio di Mimmo Di Carlo abbia già staccato la spina si sbaglia di grosso. Al "Barbetti" si respira quell'aria frizzante tipica di chi ha fatto il dovere, ma sente che il piacere deve ancora venire. I rossoblù guardano a questo finale di campionato con la leggerezza di chi ha già portato a casa il grosso, ma con l’occhio vispo di chi vuole scompigliare le gerarchie nei playoff.
Attualmente i ragazzi di Di Carlo navigano all’ottavo posto a quota 43 punti. Un piazzamento solido, ma che lascia un pizzico di amaro in bocca se si guarda al recentissimo passato. Dopo una cavalcata trionfale fatta di tre vittorie consecutive, che avevano ridato slancio a tutto l’ambiente eugubino, la macchina si è leggermente inceppata. Il primo stop è arrivato contro l’Ascoli, vera e propria schiacciasassi del girone e attuale seconda forza del campionato. I marchigiani hanno imposto un ritmo infernale, fatto di qualità tecnica e velocità d’esecuzione, chiudendo la pratica sul 3-1.
Tuttavia, è il pareggio dell’ultimo turno contro la Juventus Next Gen a bruciare ancora. Sopra di due gol e padroni del campo, gli eugubini si sono fatti raggiungere nella ripresa, schiacciati dalla mole di gioco e dall’esuberanza atletica dei giovani bianconeri. Un calo di tensione che ha impedito l'aggancio alle posizioni nobili: Pineto (quarto) e Campobasso (quinto) distano ora cinque lunghezze. Ma attenzione, perché il sesto posto occupato dalla Pianese è lì, a un solo punto. Arrivare sesti non è solo una questione di prestigio: permetterebbe agli umbri di giocare il primo turno dei playoff in casa, con il lusso di avere due risultati su tre a disposizione.
A cinque giornate dalla fine, il calendario mette il Gubbio davanti alla prova del nove. C’è un tabù che aleggia sopra le teste dei rossoblù e che Mimmo Di Carlo vuole sfatare a tutti i costi: la vittoria contro le prime della classe. Analizzando il percorso stagionale, emerge un dato quasi paradossale: il Gubbio ha quasi sempre sfornato prestazioni all’altezza contro le corazzate, uscendo però dal campo con un bottino magro. È mancato quel "cinismo da grande" necessario per trasformare i complimenti in punti pesanti.
Il rammarico più grande è legato alla sfida contro l’Arezzo capolista. In entrambi i confronti stagionali, gli amaranto si sono imposti per 1-0. Due partite speculari, decise da episodi minimi, dove però gli eugubini hanno gridato al lupo per decisioni arbitrali controverse. Almeno due i rigori reclamati con forza dalla compagine umbra in area toscana, episodi che avrebbero potuto riscrivere la storia della partita e forse dell'intera classifica. La sensazione, in quelle sfide, è stata quella di una squadra capace di imbrigliare la prima della classe, cadendo solo per dettagli o sviste altrui.
Contro l’Ascoli, la musica non è stata troppo diversa, sebbene il verdetto sia stato più netto. Dopo l’incoraggiante pareggio per 1-1 della gara d’andata, il ritorno disputato due settimane fa ha visto i bianconeri trionfare per 3-1. In quella circostanza, la superiorità atletica e qualitativa dei marchigiani è emersa alla distanza, proprio quando il Gubbio sembrava poter tenere botta. Anche qui, la prestazione c'è stata per lunghi tratti, ma la continuità nell'arco dei 90 minuti è venuta meno.
Ora, il destino mette sulla strada dei rossoblù il Ravenna, attualmente terzo in classifica. All'andata la sfida terminò 1-1: un match di nervi e tattica, con i giallorossi passati immediatamente in vantaggio e ripresi da un glaciale rigore trasformato da La Mantia. Proprio contro i romagnoli, il Gubbio cerca la svolta. Vincere significherebbe non solo ritrovare i tre punti che mancano da due turni, ma soprattutto dare un segnale psicologico devastante a tutto il girone: il Gubbio è pronto per i playoff e non ha paura dei giganti. I tifosi ora sperano che la qualità espressa si traduca finalmente in quel successo di prestigio che darebbe il via libera definitivo alla scalata verso il quinto o quarto posto.