14 Feb, 2026 - 15:00

Gubbio, protesta della scuola media Nelli in Piazza Grande contro la riorganizzazione scolastica

Gubbio, protesta della scuola media Nelli in Piazza Grande contro la riorganizzazione scolastica

Arriva anche a Gubbio la protesta contro la riorganizzazione scolastica e lo fa con una mobilitazione pubblica dal forte valore simbolico: domenica 15 febbraio, dalle 11 alle 12, studenti, famiglie, docenti e cittadini si ritroveranno in Piazza Grande, davanti a Palazzo Pretorio, per esprimere dissenso e preoccupazione per gli effetti del dimensionamento.

L’iniziativa nasce “sull’onda di quanto messo in scena a Città di Castello” e con la consapevolezza che la riforma non è solo una questione di sigle e accorpamenti, ma produce ricadute concrete sul territorio. A Gubbio, infatti, il nuovo assetto prevede la nascita di tre istituti comprensivi al posto di tre circoli didattici e una scuola media autonoma, con la conseguente perdita di una dirigenza e di una direzione dei servizi amministrativi.

Obiettivo della manifestazione: autonomia e diritto allo studio

Secondo quanto spiegato in una nota degli organizzatori, la manifestazione ha lo scopo di “esprimere solidarietà e sostegno al Comune di Gubbio e alla scuola media Mastro Giorgio-Nelli in merito ai recenti provvedimenti di dimensionamento scolastico, a tutela dell’autonomia delle istituzioni scolastiche locali e del diritto allo studio nel nostro territorio”.

È stato inoltre precisato che l’iniziativa si svolgerà nel pieno rispetto delle norme vigenti, senza intralcio alla circolazione e con l’impegno a lasciare l’area nelle stesse condizioni in cui verrà trovata. Un dettaglio che sottolinea la volontà di mantenere la protesta su un piano civile e ordinato, ma non per questo meno determinato.

Cosa cambia con il nuovo assetto scolastico

Il cuore della contestazione sta negli effetti organizzativi della riforma. Con la nascita dei tre istituti comprensivi, quattro figure apicali sono direttamente coinvolte: due dirigenti scolastici e due direttori dei servizi amministrativi. In concreto, un dirigente e un direttore dovranno lasciare Gubbio, perché il numero delle posizioni apicali si riduce.

Questo passaggio non è percepito come una semplice riorganizzazione tecnica, ma come una perdita di autonomia e di presidio amministrativo per il territorio. La scuola media Mastro Giorgio-Nelli, in particolare, viene indicata come l’istituto che di fatto verrebbe accorpato e quindi soppresso nella sua attuale forma autonoma, diventando uno dei nodi più sensibili della riforma.

Le decisioni attese dall’Ufficio scolastico regionale

A dover sciogliere il nodo sarà il nuovo direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Ernesto Pellecchia, chiamato a decidere come procedere nella redistribuzione degli incarichi. Le ipotesi sul tavolo sono diverse e, al momento, alimentano un clima di incertezza che contribuisce a rendere più tesa la situazione.

Tra le possibilità circolate, c’è quella della partenza di Luigina Dongiovanni, dirigente del terzo circolo didattico di San Martino. Un’altra ipotesi riguarda Francesca Pinna, dirigente della scuola media Mastro Giorgio-Nelli, che si troverebbe in una posizione delicata proprio perché l’istituto da lei guidato è quello destinato all’accorpamento.

Indiscrezioni e scenari possibili

Secondo alcune indiscrezioni, Pinna starebbe lavorando per ottenere la dirigenza dell’attuale primo circolo didattico “Giacomo Matteotti”, destinato a diventare uno dei nuovi istituti comprensivi. In questo scenario, a fare le valigie potrebbe essere un’altra figura dirigenziale.

La situazione appare invece ancora più incerta per quanto riguarda i direttori dei servizi amministrativi. Qui il quadro è definito apertamente come “in alto mare”, segno che le decisioni non sono ancora state formalizzate e che i margini di manovra restano ampi, ma anche fonte di preoccupazione per chi lavora negli uffici di segreteria scolastica.

Una protesta che parla anche al Comune

Non è un caso che la manifestazione sia stata convocata davanti a Palazzo Pretorio. Il messaggio è duplice: da un lato il sostegno alla scuola media Nelli, dall’altro la solidarietà al Comune di Gubbio, che si trova a gestire gli effetti di una decisione presa a livello superiore. La protesta vuole dunque essere anche un segnale politico-istituzionale, per chiedere che il territorio venga ascoltato e che le sue specificità vengano tenute in considerazione.

Tra timori e rivendicazioni

Il clima che precede la manifestazione è fatto di timori concreti e di rivendicazioni identitarie. Da una parte c’è la paura di perdere presidi decisionali e di vedere indebolita la capacità di governo delle scuole; dall’altra c’è la volontà di difendere un modello che, secondo molti, garantisce maggiore prossimità tra istituzioni scolastiche, famiglie e studenti.

“Non è solo una questione di poltrone, è il ragionamento che circola negli ambienti scolastici, “ma di qualità del servizio, di attenzione ai bisogni dei ragazzi e di radicamento delle scuole nel territorio”.

Domenica il primo banco di prova

La manifestazione di domenica 15 febbraio rappresenterà il primo banco di prova per misurare il livello di partecipazione e di consenso attorno alla protesta. Piazza Grande, luogo simbolo della città, diventerà per un’ora lo spazio in cui la comunità scolastica eugubina cercherà di far sentire la propria voce.

In attesa delle decisioni ufficiali dell’Ufficio scolastico regionale, la mobilitazione segna un passaggio chiaro: la riorganizzazione scolastica non è più solo una pratica amministrativa, ma un tema politico e sociale che tocca da vicino il futuro dell’istruzione a Gubbio.

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Mario Farneti
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