È stata Formedil, la scuola edile di Perugia, a ospitare lo scorso 10 febbraio il kick off meeting del progetto “Rebuild”, programma dedicato al recupero architettonico di qualità come leva di sviluppo economico e turistico in Giordania. Un appuntamento che segna l’avvio operativo di una nuova fase di cooperazione internazionale in cui il Comune di Gubbio gioca un ruolo da protagonista, forte di un percorso già avviato negli anni scorsi in Palestina e nella stessa Giordania.
A rappresentare l’amministrazione comunale è stata l’assessore allo Sviluppo Economico Micaela Parlagreco, che ha portato il saluto istituzionale del sindaco e dell’intera giunta, ribadendo la continuità di un impegno che non nasce oggi ma affonda le radici in un’esperienza già strutturata.

Il Comune di Gubbio è stato infatti ente capofila del precedente intervento, “Poli integrati per la formazione e la qualificazione professionale e imprenditoriale nelle costruzioni in Palestina e Giordania”, conclusosi nel 2021. Un progetto di sistema sostenuto dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo con un investimento complessivo di circa 1,8 milioni di euro.
Quel programma ha consentito di definire e adottare standard professionali e sistemi di certificazione nel settore delle costruzioni, con particolare attenzione alla sicurezza in cantiere per figure come addetti alle emergenze, preposti, addetti ai ponteggi e operai edili. Non solo: sono stati avviati percorsi di qualificazione professionale e istituiti due centri di formazione permanenti a Ramallah e Amman, con formatori preparati in Italia.
Nonostante la pandemia, l’attività formativa non si è fermata, con l’obiettivo di realizzare almeno 40 corsi di qualificazione. Un risultato che ha posto basi solide per il nuovo programma.
Il progetto “Rebuild”, che si svilupperà nei prossimi tre anni con conclusione prevista a settembre 2028, raccoglie questa eredità e la rilancia. L’obiettivo è chiaro: fare del recupero architettonico un motore di sviluppo economico, occupazionale e turistico.
Non si tratta solo di restaurare edifici, ma di costruire filiere: formazione professionale, sostegno all’occupazione giovanile nei settori dell’edilizia, del restauro e del turismo, promozione della sicurezza sul lavoro, creazione di imprese e diffusione di una visione green e sostenibile dell’edilizia.
Nel suo intervento, l’assessore Parlagreco ha sottolineato il valore identitario che questo percorso assume per la città: “Gubbio vive di pietra, di memoria e di costruzione consapevole. Il nostro patrimonio non è solo fatto di edifici e monumenti, ma di una cultura del costruire fondata sulla maniacale attenzione alla materia e sul rispetto della storia che ogni muro racconta”.
Una visione in cui il restauro non è un atto neutro: “Ogni intervento non è un semplice fatto tecnico, ma un atto di responsabilità verso la comunità e verso le generazioni future: recuperare un edificio significa conservare un’identità e, allo stesso tempo, creare valore economico, lavoro qualificato e attrattività turistica”.
Al centro di questa tradizione, ha ricordato l’assessore, c’è l’Università dei Muratori, istituzione secolare che custodisce e tramanda l’arte muraria e la lavorazione della pietra. Un patrimonio di competenze che non è solo tecnico, ma anche culturale, e che rende Gubbio un laboratorio naturale per parlare di qualità del costruire e di recupero del patrimonio.
Questo sapere, tuttavia, non è mai stato statico. Gubbio è un territorio che ha dovuto confrontarsi con il rischio sismico, trasformando una fragilità in occasione di crescita. “La conoscenza dei materiali storici e delle tecniche antiche deve dialogare con le nuove tecnologie, con la prevenzione e con la sicurezza strutturale, così come con la tutela delle persone che lavorano nei cantieri”, ha evidenziato Parlagreco.

È proprio questo know-how che il Comune di Gubbio intende continuare a mettere a disposizione nell’ambito di “Rebuild”. Un progetto che unisce formazione, occupazione, sicurezza e sostenibilità, e che guarda al recupero architettonico come leva trasversale capace di generare sviluppo e coesione sociale.
La cooperazione con la Giordania non è, in questa prospettiva, un’operazione a senso unico, ma uno scambio di competenze: esperienze italiane che si mettono al servizio di contesti diversi e, allo stesso tempo, imparano a confrontarsi con nuove realtà e nuove sfide.
A chiudere l’intervento, l’assessore Parlagreco ha affidato una sintesi che è anche una dichiarazione di metodo: “La qualità del costruire è sviluppo, la formazione è il vero cantiere del futuro e la cooperazione internazionale può essere uno straordinario moltiplicatore di competenze, lavoro e dignità”.
L’auspicio è che il kick off meeting di Perugia rappresenti l’avvio di una fase concreta e duratura di collaborazione tra Italia e Giordania, confermando l’impegno del Comune di Gubbio nel promuovere, anche oltre i confini nazionali, un modello di crescita fondato sulla valorizzazione del patrimonio, sulla qualificazione delle competenze e sulla costruzione di opportunità sostenibili.
In un tempo in cui lo sviluppo rischia spesso di essere ridotto a numeri e cantieri veloci, “Rebuild” prova a rimettere al centro la qualità, le persone e i luoghi. E Gubbio, con la sua storia di pietra e di sapere, si propone ancora una volta come anello di congiunzione fra tradizione e futuro.