Si è spento a 92 anni Sebastiano Coletti, storico protagonista del calcio eugubino. Ingegnere perugino stimato e uomo di profonda cultura, Coletti legò indissolubilmente il suo nome ai colori rossoblù durante l'epopea degli anni ’50. Fu tra i principali artefici dello storico record della stagione 1957-1958: un campionato di Promozione vinto da imbattuti che lo consacrò definitivamente tra i beniamini della tifoseria. La società, guidata dal presidente Sauro Notari nella mattinata odierna, si è stretta con una nota di cordoglio attorno alla famiglia nel ricordo di una figura esemplare che, nonostante le origini perugine, non ha mai reciso il legame d'affetto con Gubbio. Uomo d’altri tempi e di grandi valori, ha sempre continuato a seguire da vicino le vicende rossoblù, tanto che, fino a poco tempo fa, pur di presenziare alle partite o alle presentazioni della squadra ad agosto, si faceva accompagnare dai suoi familiari.
“Il presidente Sauro Notari e l’A.S Gubbio 1910 in tutte le sue componenti esprimono il più profondo cordoglio per la scomparsa di Sebastiano Coletti, ex gloria rossoblù degli anni 50 protagonista della vittoria storica del campionato di promozione nella stagione 57-58, conclusa senza sconfitte, la prima stagione disputata in maglia rossoblù da Coletti. Sebastiano era rimasto molto legato all'ambiente rossoblù e fino a qualche anno fa era sempre presente in tribuna al Barbetti. Ai familiari, in questo momento di grande dolore, giungano le più sentite condoglianze di tutta la nostra società”.

Foto tratta da "100 anni Gubbio" - Corriere dell'Umbria
"In un derby con il Gualdo segnai al 90° in mischia. Loro protestavano ma nessun arbitro avrebbe avuto mai il coraggio di annullare un gol nella Fossa dei Leoni -affermava Coletti in un’intervista al Corriere dell’Umbria nel libro del Centenario dedicato al Gubbio-.
Coletti, terzino dalla tecnica non eccelsa, ma fortissimo nel gioco aereo e con una progressione invidiabile, era stato soprannominato dai tifosi e dai compagni di squadra Ribot, il cavallo più veloce dell’epoca. Sugli eugubini Coletti diceva: “Ancora oggi quando incontro un eugubino mi si apre il cuore, un popolo gioviale non come noi perugini chiusi in noi stessi”. E poi sui tifosi: “Si arrabbiavano con me perché quando giocavo non picchiavo. Ma con me nessun avversario ha mai segnato”. Ci lascia un grande uomo, pieno di valori, rari al giorno d’oggi e che ha lasciato un segno in tutti i tifosi eugubini giovani e meno giovani. Già, perché lui si è fatto conoscere a tutti e la città dei Ceri ce l'aveva tatuata sulla pelle, o meglio… sul cuore!
Il Gubbio vola in Sardegna per una sfida che ha il sapore della battaglia storica. I precedenti in terra sarda sono sei e il bilancio urla vendetta. Tutto ebbe inizio nel lontano 1958, quando i sassaresi misero subito le cose in chiaro con un 2-0 firmato Lepri-Pinna. L’unica vera perla rossoblù risale al 24 gennaio 1999: una prestazione di carattere dove Cornacchini e De Vito gelarono lo stadio "Sanna". Fu un 2-1 sofferto, con la Torres che provò a riaprirla nel finale, ma il muro eugubino resse bene l'urto. Quella resta, a oggi, l’ultima bandierina piantata con successo dal Gubbio in trasferta contro i sardi. Negli incroci successivi, il campo ha parlato chiaro: sconfitte pesanti, come il 2-0 dell'anno dopo o il recente 3-1 della stagione 23/24, intervallate da due pareggi a reti bianche che sanno di occasione persa. Gli ultimi risultati ad occhiali dimostrano che le difese hanno preso il sopravvento sullo spettacolo. Stasera alle 20.30 il Gubbio sarà chiamato a cambiare marcia: servirà grinta e precisione sotto porta per aggiornare una statistica che al momento piange.