19 Jan, 2026 - 21:00

Dalla crisi alla svolta: il Gubbio rinasce a Perugia grazie alla nuova identità offensiva

Dalla crisi alla svolta: il Gubbio rinasce a Perugia grazie alla nuova identità offensiva

È stata una giornata destinata a entrare negli annali del calcio umbro. Il Gubbio ha scritto una pagina storica espugnando per la prima volta il “Renato Curi”, battendo il Perugia nel derby più sentito con una vittoria che vale molto più dei tre punti. A decidere il match, interminabile e carico di tensione, è stata una perla di Andrea La Mantia: destro secco dallo spigolo dell’area di rigore, traiettoria perfetta sotto l’incrocio dei pali e silenzio improvviso sugli spalti biancorossi. 

Il derby è sempre il derby, ma questa volta il peso specifico della sfida andava oltre il campanilismo. In palio c’erano punti vitali per una classifica che resta cortissima e spietata. Grazie a questo successo il Gubbio sale a quota 23 punti, portandosi a +3 sul Bra quartultimo e spingendo il Perugia in terzultima posizione. Le sabbie mobili dei playout restano pericolosamente vicine, ma per gli eugubini questa vittoria rappresenta una svolta mentale e tecnica. Perché vincere a Perugia cambia la percezione del presente e apre spiragli di fiducia per il futuro.

La svolta passa dalla fase offensiva

Se il risultato porta con sé un peso simbolico enorme, l’aspetto più significativo emerso dal pomeriggio del “Renato Curi” riguarda soprattutto la ritrovata vitalità offensiva del Gubbio. Il successo mancava dal 25 ottobre, un’astinenza durata quasi tre mesi, e uno dei nodi principali della stagione era stato proprio l’attacco. Non per carenza di uomini o di qualità individuali, quanto piuttosto per un impianto di gioco che faticava a esaltare il potenziale presente in rosa.

Mimmo Di Carlo ha sempre costruito le sue squadre partendo dalla solidità difensiva. Ma questo Gubbio, per organico ed esperienza, può e deve concedersi qualcosa in più. La Mantia, Tommasini, Di Massimo, Spina, senza dimenticare i giovani Ghirardello e Minta: un reparto offensivo di questo livello non può essere associato a un quattordicesimo posto e al secondo peggior attacco del girone. Fino a ieri, però, più che le gambe era mancato il coraggio di osare davvero.

Dopo mesi di fedeltà alla difesa a tre, proprio nella gara più delicata della stagione è arrivata la svolta tanto attesa: il passaggio al 4-3-1-2. Una scelta più coerente con le caratteristiche della squadra, capace di offrire riferimenti chiari e maggiore qualità negli ultimi trenta metri.

Nel primo tempo, tuttavia, l’esperimento ha funzionato solo a tratti. Saber, schierato sulla trequarti alle spalle di Tommasini e La Mantia, ha garantito equilibrio e lavoro sporco, ma senza riuscire a incidere nella rifinitura. In fase di non possesso il suo contributo resta prezioso, soprattutto contro squadre che impostano con un play basso, ma in attacco serviva altro.

La vera svolta è arrivata nella ripresa. Gli ingressi di Murru sulla corsia sinistra e di Di Massimo alle spalle delle punte hanno cambiato volto al Gubbio. Bruscagin è scivolato sulla destra, Saber è tornato nel suo ruolo naturale di mezzala destra e la squadra ha iniziato a palleggiare con maggiore personalità. Non è stato un dominio, ma una gestione più lucida e consapevole dei momenti della partita, con una squadra finalmente in grado di accompagnare l’azione e occupare con continuità la metà campo avversaria.

Il gol che decide la gara è l’immagine perfetta di questa evoluzione. Murru allarga il gioco sulla corsia, Saber accompagna con i tempi giusti, Di Massimo e Tommasini attaccano il cuore dell’area trascinando via i difensori e liberando lo spazio per La Mantia, che lo sfrutta con un gesto tecnico di altissimo livello. Con Di Massimo sulla trequarti, il Gubbio guadagna qualità, imprevedibilità e una presenza costante tra le linee. Gli attaccanti vengono coinvolti con maggiore continuità, le mezzali possono inserirsi e la squadra smette di essere soltanto reattiva, iniziando a proporre.

Lo stesso discorso vale per Murru sulla sinistra. L’ex Cagliari e Sampdoria era arrivato a Gubbio dopo un lungo periodo di inattività, ma se la condizione fisica cresce, le sue qualità tecniche restano di categoria superiore. Ampiezza, pulizia nel palleggio e capacità di creare superiorità numerica: caratteristiche che mancavano e che ora possono diventare un’arma stabile.

La direzione, adesso, è chiara. Il Gubbio non deve tornare indietro. La solidità difensiva resta una base imprescindibile, ma con questo potenziale offensivo servono continuità di idee e coraggio nelle scelte. Il pubblico eugubino ha dimostrato di saper soffrire, ma chiede anche ambizione. E il pomeriggio del “Curi” può davvero segnare l’inizio di una nuova fase della stagione rossoblù.

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Lorenzo Farneti
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