05 Feb, 2026 - 12:05

Gubbio, parte la rigenerazione commerciale: Comune e Confcommercio costruiscono la strategia per il centro storico

Gubbio, parte la rigenerazione commerciale: Comune e Confcommercio costruiscono la strategia per il centro storico

La rigenerazione commerciale di Gubbio entra in una nuova fase. L’amministrazione comunale ha avviato un tavolo istituzionale con Confcommercio, con l’obiettivo di costruire un percorso strutturato, condiviso e di lungo periodo per la riqualificazione del tessuto economico cittadino, con particolare attenzione al centro storico. L’iniziativa, promossa dall’assessorato allo Sviluppo Economico, segna l’inizio di una strategia complessiva che punta a rafforzare l’attrattività della città, sostenere le attività locali e riequilibrare le diverse aree urbane alla luce dei profondi cambiamenti economici e sociali degli ultimi anni.

Non si tratta di un intervento spot, ma dell’impostazione di un metodo di lavoro che mette al centro analisi, pianificazione e partecipazione. Un approccio che riconosce le difficoltà di alcune zone e, allo stesso tempo, valorizza le energie che il tessuto commerciale e artigianale eugubino ha dimostrato di saper esprimere.

Segnali positivi, ma anche nuove sfide

Nel corso dell’incontro è stata riconosciuta la capacità di tenuta del commercio locale, che nel periodo natalizio ha fatto registrare segnali incoraggianti. Accanto a questo, però, è emersa con chiarezza la necessità di intervenire in modo mirato sulle aree del centro storico che presentano maggiori criticità, tra vetrine spente, difficoltà di accessibilità e una distribuzione non sempre equilibrata delle attività.

L’assessore allo Sviluppo Economico Micaela Parlagreco ha tracciato con chiarezza il quadro: “Negli ultimi anni si è determinato un disequilibrio territoriale che richiede oggi una risposta strutturata e lungimirante. Accanto a zone vivaci ma caratterizzate da una forte concentrazione merceologica, esistono aree che hanno progressivamente perso attrattività”. Un’analisi che mette insieme fattori diversi: dai cantieri alle trasformazioni dei consumi, passando per le nuove abitudini di acquisto e di fruizione degli spazi urbani.

Dalla diagnosi agli strumenti operativi

La risposta dell’amministrazione punta a dotarsi di strumenti concreti. Tra i primi obiettivi condivisi c’è la realizzazione di una mappatura puntuale delle attività economiche e delle categorie merceologiche presenti. Una fotografia dettagliata del tessuto commerciale che servirà come base per progettare interventi mirati di rigenerazione urbana, capaci di integrare commercio, servizi e qualità degli spazi pubblici.

Non solo numeri, dunque, ma una lettura qualitativa della città: capire dove si concentrano le stesse tipologie di attività, dove invece mancano servizi, quali aree hanno potenzialità inespresse e quali soffrono maggiormente. È da qui che potrà nascere una programmazione più equilibrata e sostenibile, in grado di evitare squilibri e di favorire una distribuzione più armonica delle funzioni urbane.

Il ruolo della partecipazione e degli stakeholder

Uno degli elementi qualificanti del progetto è il coinvolgimento attivo dei soggetti interessati. Il percorso sarà costruito insieme a operatori commerciali e artigianali, produttori locali, proprietari di immobili sfitti, residenti e stakeholder territoriali. L’idea è quella di lavorare in una logica di partecipazione e corresponsabilità, superando la contrapposizione tra pubblico e privato e puntando su una visione condivisa della città.

“Rigenerare il commercio significa rafforzare il cuore economico e sociale della città”, sottolinea Parlagreco, ricordando come il commercio non sia solo un settore produttivo, ma anche un presidio di vita urbana, un fattore di sicurezza, socialità e identità per il centro storico e per i quartieri.

Centro storico tra identità e competitività

La sfida principale riguarda proprio il centro storico, che rappresenta il cuore identitario di Gubbio ma che, come molte realtà simili in Italia, deve fare i conti con nuove dinamiche: concorrenza dei grandi poli commerciali, crescita dell’e-commerce, mutamento dei flussi turistici e delle abitudini di consumo.

La rigenerazione non può limitarsi a incentivi o interventi edilizi isolati. Serve una strategia integrata che tenga insieme commercio, servizi, cultura, turismo e qualità dello spazio pubblico. In questo senso, il tavolo con Confcommercio rappresenta un primo passo verso una governance più consapevole e coordinata dello sviluppo urbano.

Una città più viva, attrattiva e equilibrata

L’obiettivo dichiarato è costruire una Gubbio più viva, attrattiva e competitiva, capace di offrire opportunità sia a chi fa impresa sia a chi vive e frequenta la città. Un equilibrio delicato, che richiede tempo, ascolto e capacità di mediazione tra interessi diversi.

“È un lavoro che abbiamo avviato da tempo e che oggi intendiamo strutturare con maggiore continuità, visione e condivisione”, conclude l’assessore, ringraziando Confcommercio Gubbio e Confcommercio Umbria per la collaborazione avviata. Un segnale politico e amministrativo che punta a superare la logica degli interventi emergenziali per costruire politiche urbane di medio-lungo periodo.

Dalla strategia alle ricadute concrete

Se il percorso manterrà questa impostazione, la rigenerazione commerciale potrà diventare uno dei motori della qualità urbana: più servizi di prossimità, spazi pubblici più curati, un mix merceologico più equilibrato e una maggiore capacità di attrarre residenti, visitatori e investimenti.

In gioco non c’è solo il futuro delle singole attività, ma la fisionomia stessa della città. Per questo il tavolo avviato dal Comune non è un semplice confronto tecnico, ma l’inizio di una riflessione più ampia su che tipo di Gubbio si vuole costruire nei prossimi anni: una città che sappia coniugare identità e innovazione, tradizione e competitività, economia e qualità della vita.

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Mario Farneti
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