La rigenerazione commerciale di Gubbio entra in una nuova fase. L’amministrazione comunale ha avviato un tavolo istituzionale con Confcommercio, con l’obiettivo di costruire un percorso strutturato, condiviso e di lungo periodo per la riqualificazione del tessuto economico cittadino, con particolare attenzione al centro storico. L’iniziativa, promossa dall’assessorato allo Sviluppo Economico, segna l’inizio di una strategia complessiva che punta a rafforzare l’attrattività della città, sostenere le attività locali e riequilibrare le diverse aree urbane alla luce dei profondi cambiamenti economici e sociali degli ultimi anni.
Non si tratta di un intervento spot, ma dell’impostazione di un metodo di lavoro che mette al centro analisi, pianificazione e partecipazione. Un approccio che riconosce le difficoltà di alcune zone e, allo stesso tempo, valorizza le energie che il tessuto commerciale e artigianale eugubino ha dimostrato di saper esprimere.
Nel corso dell’incontro è stata riconosciuta la capacità di tenuta del commercio locale, che nel periodo natalizio ha fatto registrare segnali incoraggianti. Accanto a questo, però, è emersa con chiarezza la necessità di intervenire in modo mirato sulle aree del centro storico che presentano maggiori criticità, tra vetrine spente, difficoltà di accessibilità e una distribuzione non sempre equilibrata delle attività.
L’assessore allo Sviluppo Economico Micaela Parlagreco ha tracciato con chiarezza il quadro: “Negli ultimi anni si è determinato un disequilibrio territoriale che richiede oggi una risposta strutturata e lungimirante. Accanto a zone vivaci ma caratterizzate da una forte concentrazione merceologica, esistono aree che hanno progressivamente perso attrattività”. Un’analisi che mette insieme fattori diversi: dai cantieri alle trasformazioni dei consumi, passando per le nuove abitudini di acquisto e di fruizione degli spazi urbani.

La risposta dell’amministrazione punta a dotarsi di strumenti concreti. Tra i primi obiettivi condivisi c’è la realizzazione di una mappatura puntuale delle attività economiche e delle categorie merceologiche presenti. Una fotografia dettagliata del tessuto commerciale che servirà come base per progettare interventi mirati di rigenerazione urbana, capaci di integrare commercio, servizi e qualità degli spazi pubblici.
Non solo numeri, dunque, ma una lettura qualitativa della città: capire dove si concentrano le stesse tipologie di attività, dove invece mancano servizi, quali aree hanno potenzialità inespresse e quali soffrono maggiormente. È da qui che potrà nascere una programmazione più equilibrata e sostenibile, in grado di evitare squilibri e di favorire una distribuzione più armonica delle funzioni urbane.
Uno degli elementi qualificanti del progetto è il coinvolgimento attivo dei soggetti interessati. Il percorso sarà costruito insieme a operatori commerciali e artigianali, produttori locali, proprietari di immobili sfitti, residenti e stakeholder territoriali. L’idea è quella di lavorare in una logica di partecipazione e corresponsabilità, superando la contrapposizione tra pubblico e privato e puntando su una visione condivisa della città.
“Rigenerare il commercio significa rafforzare il cuore economico e sociale della città”, sottolinea Parlagreco, ricordando come il commercio non sia solo un settore produttivo, ma anche un presidio di vita urbana, un fattore di sicurezza, socialità e identità per il centro storico e per i quartieri.
La sfida principale riguarda proprio il centro storico, che rappresenta il cuore identitario di Gubbio ma che, come molte realtà simili in Italia, deve fare i conti con nuove dinamiche: concorrenza dei grandi poli commerciali, crescita dell’e-commerce, mutamento dei flussi turistici e delle abitudini di consumo.
La rigenerazione non può limitarsi a incentivi o interventi edilizi isolati. Serve una strategia integrata che tenga insieme commercio, servizi, cultura, turismo e qualità dello spazio pubblico. In questo senso, il tavolo con Confcommercio rappresenta un primo passo verso una governance più consapevole e coordinata dello sviluppo urbano.
L’obiettivo dichiarato è costruire una Gubbio più viva, attrattiva e competitiva, capace di offrire opportunità sia a chi fa impresa sia a chi vive e frequenta la città. Un equilibrio delicato, che richiede tempo, ascolto e capacità di mediazione tra interessi diversi.
“È un lavoro che abbiamo avviato da tempo e che oggi intendiamo strutturare con maggiore continuità, visione e condivisione”, conclude l’assessore, ringraziando Confcommercio Gubbio e Confcommercio Umbria per la collaborazione avviata. Un segnale politico e amministrativo che punta a superare la logica degli interventi emergenziali per costruire politiche urbane di medio-lungo periodo.

Se il percorso manterrà questa impostazione, la rigenerazione commerciale potrà diventare uno dei motori della qualità urbana: più servizi di prossimità, spazi pubblici più curati, un mix merceologico più equilibrato e una maggiore capacità di attrarre residenti, visitatori e investimenti.
In gioco non c’è solo il futuro delle singole attività, ma la fisionomia stessa della città. Per questo il tavolo avviato dal Comune non è un semplice confronto tecnico, ma l’inizio di una riflessione più ampia su che tipo di Gubbio si vuole costruire nei prossimi anni: una città che sappia coniugare identità e innovazione, tradizione e competitività, economia e qualità della vita.