21 Jan, 2026 - 20:15

Gubbio, Parco Ranghiasci si aggiudica il Bando Fai Luoghi del Cuore e vede la luce

Gubbio, Parco Ranghiasci si aggiudica il Bando Fai Luoghi del Cuore e vede la luce

C’è finalmente una luce concreta per la riapertura di Parco Ranghiasci, uno dei gioielli paesaggistici più amati di Gubbio, rimasto inaccessibile dalla metà di agosto scorso a causa di un’ordinanza comunale. La svolta arriva dal prestigioso bando "I Luoghi del Cuore", promosso dal FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) in collaborazione con Intesa Sanpaolo: il progetto di riqualificazione presentato dall’amministrazione ha convinto la giuria, ottenendo un finanziamento strategico per il recupero dell’area.

Il progetto vincitore: sostenibilità, storia e bellezza

L’intervento premiato dal FAI, del valore complessivo di 25 mila euro, ha ricevuto un contributo di 10 mila euro. Il piano d’azione punta tutto sulla qualità paesaggistica e sulla sicurezza. Tra i lavori previsti figurano il restauro del suggestivo giardino del Tempietto, la messa in sicurezza delle scarpate e il consolidamento delle strutture storiche. Un occhio di riguardo è rivolto anche al patrimonio arboreo: il celebre viale monumentale tornerà al suo antico splendore grazie alla piantumazione di nuovi ippocastani. L’obiettivo dichiarato dal Comune, comproprietario del sito insieme alla Provincia di Perugia, non è solo estetico. Si punta a restituire alla cittadinanza uno spazio di inclusione sociale e partecipazione, trasformando il parco in un centro d'incontro intergenerazionale dove la bellezza della natura incontra la vita della comunità.

Parco Ranghiasci, una visione a lungo termine

Il successo nel bando FAI rappresenta però solo un tassello di una strategia di recupero più ampia. Sul Parco Ranghiasci insiste infatti un piano complessivo da 213 mila euro, approvato circa un anno fa da Comune e Provincia. Questo progetto più ampio mira a risolvere le criticità strutturali che negli anni hanno reso l’area vulnerabile a degrado e vandalismo.

Il fulcro di questa seconda fase sarà il Villino, attualmente chiuso. I lavori prevedono:

  • La sostituzione completa degli infissi e il rifacimento degli impianti.
  • L’installazione di un moderno sistema di videosorveglianza per scoraggiare incursioni vandaliche.
  • Una nuova destinazione d’uso: il piano terra ospiterà una caffetteria, mentre il piano superiore sarà dedicato a una sala polifunzionale per eventi e attività culturali.

Grazie a questa sinergia tra fondi locali e nazionali, il "polmone verde" di Gubbio si prepara a una nuova stagione, con l'auspicio che la riapertura definitiva possa restituire presto a turisti e residenti la magia di un luogo unico nel suo genere. Fondamentale sarà inoltre il coinvolgimento di scuole e cittadini, chiamati a contribuire alla cura del bene e alla sua animazione mediante eventi culturali, percorsi a tema botanico ed educazione ambientale.

Parco Ranghiasci, la storia

Situato alle pendici nord del Monte Ingino e delimitato dalle mura urbiche, parco Ranghiasci è uno dei luoghi più innovativi di Gubbio. Realizzato a metà Ottocento dal marchese Francesco Ranghiasci Brancaleoni, con l'influenza della moglie inglese Matilde Hobhouse, il parco introduce in città il modello del giardino all'inglese, allora del tutto originale per il contesto locale. Il cuore del parco è il giardino del Tempietto, dominato da un'architettura neoclassica. Nel timpano, lo stemma dei Ranghiasci affiancato a quello dei Brancaleoni e il motto "Virtus omnia vincit" rendono esplicita la funzione simbolica del luogo: non semplice ornamento, ma affermazione di un'identità familiare e civile. Attorno al tempietto si dispongono edifici neoclassici come l'ex scuderia, il Villino e la Torre di San Luca. Dopo una lunga fase di decadenza seguita alla morte del marchese nel 1877, il parco viene recuperato negli anni Ottanta del Novecento grazie all'acquisizione da parte della Provincia di Perugia e del Comune di Gubbio. Nell'ultimo anno il degrado della componente vegetale e architettonica, aggravato da eventi climatici estremi, ha reso necessaria la chiusura del parco.

 

AUTORE
foto autore
Emanuele Giacometti
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE