22 Apr, 2026 - 11:45

Gubbio, motorini senza regole: inseguimento, agente ferito e mezzo confiscato. Serve un giro di vite

Gubbio, motorini senza regole: inseguimento, agente ferito e mezzo confiscato. Serve un giro di vite

Un inseguimento, un agente ferito e un mezzo irregolare confiscato. È il bilancio di un episodio che riaccende i riflettori su una situazione sempre più critica: la circolazione incontrollata di motorini modificati e guidati senza regole nel territorio eugubino.

Lunedì 13 aprile, al termine di alcuni giorni di indagini, la Polizia Locale è riuscita a individuare e fermare un giovane residente a Gubbio che da settimane veniva segnalato per una condotta di guida pericolosa, capace di mettere a rischio l’incolumità pubblica e generare allarme tra i cittadini.

L’inseguimento e il fermo alla Porta degli Ortacci

Il ragazzo, alla guida di un motociclo privo di immatricolazione e senza targa, era già sfuggito in precedenza a diversi posti di blocco. Una condotta reiterata che aveva reso necessario un lavoro investigativo mirato da parte degli agenti.

Il fermo è avvenuto all’altezza della Porta degli Ortacci, dove il giovane ha tentato nuovamente la fuga. Nel corso dell’operazione, uno degli agenti della Polizia Locale è rimasto ferito, fortunatamente in modo non grave.

L’intervento si è concluso con il sequestro finalizzato alla confisca del motociclo e con la denuncia del conducente.

Denuncia e violazioni accertate

Il giovane è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Perugia per diversi reati:
inosservanza all’alt degli agenti, fuga dopo incidente e resistenza a pubblico ufficiale.

Non solo. Gli accertamenti successivi hanno evidenziato ulteriori irregolarità gravi: il ragazzo guidava infatti senza patente e senza assicurazione, violazioni che hanno comportato anche sanzioni amministrative.

Un quadro complessivo che delinea una situazione tutt’altro che isolata.

Un fenomeno sempre più diffuso

L’episodio non è un caso sporadico. A Gubbio cresce la percezione di una zona franca per ciclomotori e motocicli fuori norma, spesso modificati per aumentare prestazioni e rumorosità.

Sono sempre più frequenti le segnalazioni di:

  • motorini con marmitte prive di silenziatore

  • giovani alla guida senza protezioni adeguate

  • acrobazie su strada, come gimcane tra le auto e impennate su una ruota

Situazioni che non rappresentano solo una violazione del codice della strada, ma un rischio concreto per pedoni, automobilisti e per gli stessi conducenti.

Allarme sicurezza e richiesta di interventi

L’incidente che ha coinvolto l’agente, seppur con conseguenze lievi, evidenzia un aspetto spesso sottovalutato: chi cerca di far rispettare le regole si espone in prima persona a situazioni di pericolo.

Sempre più cittadini chiedono un rafforzamento dei controlli, soprattutto nelle zone più sensibili e negli orari serali, quando il fenomeno tende a intensificarsi.

La sensazione diffusa è che serva un cambio di passo: più presenza sul territorio, più verifiche sui mezzi e tolleranza zero per chi mette a rischio la sicurezza collettiva.

La necessità di un giro di vite

Quanto accaduto rappresenta un segnale chiaro. Non si tratta solo di sanzionare singoli comportamenti, ma di affrontare un problema strutturale che riguarda educazione stradale, controlli e responsabilità.

Un giro di vite appare ormai inevitabile:
più controlli mirati, sequestri immediati dei mezzi irregolari e azioni preventive potrebbero ridurre drasticamente un fenomeno che, se trascurato, rischia di degenerare ulteriormente.

Perché la strada non è un luogo dove esibirsi, ma uno spazio condiviso dove la sicurezza deve venire prima di tutto.

 

(Foto principale da Cronaca Eugubina)

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Mario Farneti
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