Un inseguimento, un agente ferito e un mezzo irregolare confiscato. È il bilancio di un episodio che riaccende i riflettori su una situazione sempre più critica: la circolazione incontrollata di motorini modificati e guidati senza regole nel territorio eugubino.
Lunedì 13 aprile, al termine di alcuni giorni di indagini, la Polizia Locale è riuscita a individuare e fermare un giovane residente a Gubbio che da settimane veniva segnalato per una condotta di guida pericolosa, capace di mettere a rischio l’incolumità pubblica e generare allarme tra i cittadini.
Il ragazzo, alla guida di un motociclo privo di immatricolazione e senza targa, era già sfuggito in precedenza a diversi posti di blocco. Una condotta reiterata che aveva reso necessario un lavoro investigativo mirato da parte degli agenti.
Il fermo è avvenuto all’altezza della Porta degli Ortacci, dove il giovane ha tentato nuovamente la fuga. Nel corso dell’operazione, uno degli agenti della Polizia Locale è rimasto ferito, fortunatamente in modo non grave.
L’intervento si è concluso con il sequestro finalizzato alla confisca del motociclo e con la denuncia del conducente.
Il giovane è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Perugia per diversi reati:
inosservanza all’alt degli agenti, fuga dopo incidente e resistenza a pubblico ufficiale.
Non solo. Gli accertamenti successivi hanno evidenziato ulteriori irregolarità gravi: il ragazzo guidava infatti senza patente e senza assicurazione, violazioni che hanno comportato anche sanzioni amministrative.
Un quadro complessivo che delinea una situazione tutt’altro che isolata.

L’episodio non è un caso sporadico. A Gubbio cresce la percezione di una zona franca per ciclomotori e motocicli fuori norma, spesso modificati per aumentare prestazioni e rumorosità.
Sono sempre più frequenti le segnalazioni di:
motorini con marmitte prive di silenziatore
giovani alla guida senza protezioni adeguate
acrobazie su strada, come gimcane tra le auto e impennate su una ruota
Situazioni che non rappresentano solo una violazione del codice della strada, ma un rischio concreto per pedoni, automobilisti e per gli stessi conducenti.
L’incidente che ha coinvolto l’agente, seppur con conseguenze lievi, evidenzia un aspetto spesso sottovalutato: chi cerca di far rispettare le regole si espone in prima persona a situazioni di pericolo.
Sempre più cittadini chiedono un rafforzamento dei controlli, soprattutto nelle zone più sensibili e negli orari serali, quando il fenomeno tende a intensificarsi.
La sensazione diffusa è che serva un cambio di passo: più presenza sul territorio, più verifiche sui mezzi e tolleranza zero per chi mette a rischio la sicurezza collettiva.
Quanto accaduto rappresenta un segnale chiaro. Non si tratta solo di sanzionare singoli comportamenti, ma di affrontare un problema strutturale che riguarda educazione stradale, controlli e responsabilità.
Un giro di vite appare ormai inevitabile:
più controlli mirati, sequestri immediati dei mezzi irregolari e azioni preventive potrebbero ridurre drasticamente un fenomeno che, se trascurato, rischia di degenerare ulteriormente.
Perché la strada non è un luogo dove esibirsi, ma uno spazio condiviso dove la sicurezza deve venire prima di tutto.
(Foto principale da Cronaca Eugubina)