09 Feb, 2026 - 18:00

Intitolata a Gubbio via Martiri delle Foibe, il sindaco Fiorucci: "Momento significativo per la comunità"

Intitolata a Gubbio via Martiri delle Foibe, il sindaco Fiorucci: "Momento significativo per la comunità"

Gubbio sceglie di parlare alla propria coscienza collettiva attraverso un gesto che non passa inosservato. Non una semplice intitolazione, ma una presa di posizione netta, pubblica, destinata a restare nel tempo. Alla vigilia della Giornata del Ricordo, la città umbra ha deciso di incidere nella propria geografia urbana una ferita della storia italiana troppo a lungo rimossa, trasformando il dovere della memoria in un segno concreto, quotidiano, impossibile da ignorare. Da oggi, camminare o transitare in una parte di Gubbio significherà anche confrontarsi con il peso della storia.

La cerimonia ufficiale si è svolta questa mattina alle ore 10 e ha sancito l’intitolazione di una nuova strada ai Martiri delle Foibe. Una scelta voluta dal Comune di Gubbio per riaffermare il valore del ricordo delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, tragedie che segnarono in modo indelebile il secondo dopoguerra italiano. Un’iniziativa che va oltre il protocollo istituzionale e si inserisce in un percorso culturale e civile che guarda al futuro senza dimenticare il passato.

La nuova via si colloca nella zona della Vittorina, lungo il collegamento tra via Perugina e via della Piaggiola, un’area vissuta e attraversata quotidianamente. Proprio in questo spazio urbano si è tenuto un momento di raccoglimento che ha visto la partecipazione delle principali autorità cittadine: il sindaco Vittorio Fiorucci, il vicesindaco Francesco Gagliardi, l’assessore allo Sviluppo economico Micaela Parlagreco, il presidente del Consiglio comunale Mattia Martinelli e numerosi consiglieri comunali. Una presenza istituzionale ampia, a testimonianza dell’importanza attribuita all’iniziativa.

Una strada come luogo della memoria collettiva

L’intitolazione di via dei Martiri delle Foibe rappresenta un passaggio significativo nel modo in cui una comunità sceglie di raccontare la propria storia. Non si tratta solo di ricordare un evento, ma di inserirlo nel tessuto quotidiano della città, rendendolo parte integrante della vita di tutti i giorni. La toponomastica, in questo senso, diventa uno strumento di narrazione civile, capace di trasmettere valori, stimolare domande e favorire una riflessione consapevole.

Le foibe e l’esodo giuliano-dalmata sono pagine complesse della storia nazionale. Tra il 1943 e il 1947 migliaia di italiani furono uccisi o costretti ad abbandonare le proprie case in Istria, a Fiume e in Dalmazia, in un contesto segnato da violenze, vendette ideologiche e profonde lacerazioni geopolitiche. Le cavità carsiche, divenute luoghi di morte e occultamento dei corpi, sono oggi il simbolo di una tragedia che per decenni è rimasta ai margini del dibattito pubblico.

L’amministrazione comunale di Gubbio ha voluto inserirsi in questo solco, scegliendo di non eludere la complessità storica ma di affrontarla con rispetto e responsabilità. L’obiettivo dichiarato è quello di conservare e rinnovare la memoria, affinché il passato non venga semplificato o strumentalizzato, ma compreso nella sua drammaticità.

Durante la cerimonia, il sindaco Vittorio Fiorucci ha rimarcato il valore dell’iniziativa, sottolineando come “l’intitolazione di una strada ai Martiri delle Foibe rappresenti un momento significativo per la comunità, chiamata a custodire e rinnovare la memoria di una delle pagine più dolorose del Novecento italiano”

Lo stesso primo cittadino ha poi evidenziato come “trasforma la memoria storica in un segno concreto e permanente nello spazio urbano, capace di richiamare quotidianamente al dovere del ricordo e della responsabilità collettiva”. Una visione che attribuisce alla città un ruolo attivo nel processo di trasmissione della memoria, affidandolo non solo alle scuole o alle cerimonie ufficiali, ma anche ai luoghi della quotidianità.

Il Giorno del Ricordo e il valore civile del ricordo condiviso

L’intitolazione di via dei Martiri delle Foibe si inserisce simbolicamente alla vigilia del Giorno del Ricordo, la commemorazione civile nazionale celebrata ogni 10 febbraio. Istituita con la legge 30 marzo 2004 n. 92, la ricorrenza nasce per “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.

Una giornata che rappresenta un passaggio fondamentale nel riconoscimento istituzionale di una tragedia rimasta per troppo tempo ai margini della coscienza collettiva. Alla commemorazione è legato anche il conferimento di una medaglia ai familiari delle persone soppresse e infoibate tra l’8 settembre 1943 e il 10 febbraio 1947, data scelta perché coincide con la firma dei Trattati di pace di Parigi. Accordi che sancirono il passaggio alla Jugoslavia dell’Istria, del Quarnaro, della città di Zara e della maggior parte della Venezia Giulia, segnando lo spartiacque definitivo di una vicenda drammatica.

Nel corso degli interventi istituzionali, il sindaco Fiorucci, il vicesindaco Gagliardi e l’assessore Parlagreco hanno ribadito con forza la necessità di un messaggio chiaro e condiviso. “Ricordare  significa riconoscere la dignità delle vittime e affermare con chiarezza la condanna di tutte le forme di violenza ideologica, affinché il passato non diventi motivo di divisione, ma occasione di consapevolezza, di crescita civile e di riconciliazione”.

 
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Lorenzo Farneti
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