12 Jul, 2026 - 14:30

Gubbio, Marco Marsili: «La disclosure americana sugli Ufo è iniziata, ma non racconta tutta la verità»

Gubbio, Marco Marsili: «La disclosure americana sugli Ufo è iniziata, ma non racconta tutta la verità»

La recente disclosure promossa negli Stati Uniti sul fenomeno Ufo/Uap è stata al centro della conferenza tenuta da Marco Marsili, presidente e fondatore dell'associazione "Dal Cielo alla Terra" con sede a Gubbio, durante il quinto incontro "Sotto le Stelle", ospitato venerdì sera all'Hotel Montegranelli.

Davanti a un pubblico numeroso, Marsili ha sviluppato un intervento incentrato soprattutto sulle recenti aperture del governo americano riguardo agli oggetti volanti non identificati, sostenendo che il mondo stia vivendo una fase di progressiva rivelazione del fenomeno extraterrestre, pur ritenendo che quanto emerso finora rappresenti soltanto una parte della verità.

"Stiamo vivendo il tempo della rivelazione"

Uno dei concetti chiave sviluppati nel corso della serata è stato proprio quello di disclosure, termine ormai entrato stabilmente nel lessico degli studiosi del fenomeno Ufo.

Marsili ha spiegato che il significato della parola va ben oltre la semplice diffusione di documenti riservati.

«Stiamo vivendo il tempo della rivelazione, dello svelamento», ha affermato, richiamando anche il significato originario del termine greco Apocalisse, inteso come rivelazione della verità.

Secondo il relatore, mai come oggi le nuove tecnologie, la diffusione globale delle informazioni e il numero crescente di testimonianze stanno contribuendo a rendere il fenomeno sempre più visibile all'opinione pubblica.

Le audizioni davanti al Congresso degli Stati Uniti

Uno dei momenti centrali della conferenza è stato dedicato agli sviluppi che negli ultimi anni hanno interessato gli Stati Uniti, dove il tema degli Ufo – oggi definiti ufficialmente Uap (Unidentified Anomalous Phenomena) – è stato affrontato apertamente anche nelle sedi istituzionali.

Marsili ha ricordato le audizioni pubbliche svoltesi davanti al Congresso americano e le dichiarazioni rese sotto giuramento da ex appartenenti alle forze armate e all'intelligence.

«Al Congresso degli Stati Uniti, sotto giuramento, veterani di guerra hanno dichiarato: abbiamo le astronavi e abbiamo recuperato i corpi», ha affermato, indicando questi episodi come uno spartiacque nella storia dell'ufologia contemporanea.

Per Marsili il semplice fatto che simili affermazioni vengano ascoltate nelle sedi istituzionali rappresenta un cambiamento radicale rispetto ai decenni passati, quando il tema veniva sistematicamente relegato ai margini del dibattito pubblico.

"Abbiamo vinto noi, hanno vinto gli Ufo"

Nel corso dell'intervento è stato ricordato anche il contributo dello storico ricercatore italiano Roberto Pinotti.

Marsili ha citato una frase pronunciata dallo stesso Pinotti che considera simbolica del momento storico che il mondo starebbe vivendo.

«Abbiamo vinto noi, hanno vinto gli Ufo», ha detto, spiegando come, per chi studia il fenomeno da molti anni, il riconoscimento pubblico del tema rappresenti una svolta culturale prima ancora che scientifica.

Secondo il relatore, ciò che fino a pochi anni fa veniva liquidato come fantasia o pseudoscienza oggi viene invece affrontato apertamente da governi, militari e organismi ufficiali.

Una disclosure ancora incompleta

Pur riconoscendo l'importanza delle aperture americane, Marsili ha invitato il numeroso pubblico a non considerarle come la rivelazione definitiva.

Secondo il presidente dell'associazione "Dal Cielo alla Terra", le informazioni rese pubbliche sarebbero soltanto una parte di un quadro molto più complesso.

«La disclosure che ci stanno raccontando non dice nulla di nuovo a chi studia questi temi da decenni», ha osservato, sostenendo che gran parte della documentazione raccolta negli anni dai ricercatori indipendenti sarebbe già nota da tempo agli studiosi del settore.

Per Marsili, dunque, il processo di divulgazione sarebbe ancora soltanto agli inizi.

L'ipotesi di una narrazione costruita

Tra i passaggi più discussi della conferenza vi è stata anche la riflessione sul modo in cui le istituzioni potrebbero presentare il fenomeno extraterrestre all'opinione pubblica.

Marsili ha osservato che nelle comunicazioni ufficiali ricorre frequentemente il concetto di minaccia alla sicurezza nazionale.

«Hanno già iniziato a dire che si tratta di una minaccia perché sorvolano lo spazio aereo», ha affermato.

Secondo il relatore, esisterebbe il rischio che l'intera narrazione venga orientata verso una rappresentazione esclusivamente militare del fenomeno.

«Non stupitevi se domani vi diranno che gli extraterrestri sono i cattivi», ha dichiarato nel corso della conferenza.

Ricerca indipendente e spirito critico

Marsili ha quindi invitato il pubblico a mantenere sempre uno spirito critico, distinguendo tra quanto viene comunicato dalle istituzioni e il lavoro svolto negli ultimi decenni da studiosi, ricercatori e associazioni che si occupano del fenomeno.

Secondo il relatore, la ricerca indipendente avrebbe contribuito in maniera determinante a mantenere vivo il dibattito anche nei periodi in cui il tema veniva sistematicamente ignorato dagli organismi ufficiali.

Un dibattito destinato a proseguire

La conferenza si è conclusa con un ampio spazio dedicato alle domande del pubblico, confermando l'interesse suscitato da un argomento che continua a dividere studiosi, ricercatori e opinione pubblica.

L'intervento di Marco Marsili ha rappresentato uno dei momenti principali della quinta edizione di "Sotto le Stelle", concentrandosi esclusivamente sul tema della disclosure americana e sulle sue possibili implicazioni. Gli altri aspetti dell'incontro saranno oggetto di un successivo approfondimento dedicato all'intera manifestazione.

Per Marsili, la fase che il mondo sta attraversando rappresenta soltanto l'inizio di un percorso destinato a proseguire negli anni. Un percorso nel quale, secondo la sua interpretazione, le rivelazioni ufficiali continueranno ad aumentare, pur senza esaurire completamente il mistero che da oltre settant'anni accompagna il fenomeno degli oggetti volanti non identificati.

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Mario Farneti
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