12 Jun, 2026 - 19:00

Gubbio, Leo e Di Carlo verso la conferma: restano tante incognite sul futuro rossoblù

Gubbio, Leo e Di Carlo verso la conferma: restano tante incognite sul futuro rossoblù

Il calendario corre veloce e il mercato entra progressivamente nel vivo, ma in casa Gubbio molte questioni restano ancora da definire. A meno di un mese dall'inizio del ritiro estivo, il club rossoblù si trova davanti a un'estate particolarmente delicata. La rosa è praticamente da ricostruire e le conferme ufficiali delle figure chiave dell'area tecnica non sono ancora arrivate.

Ad oggi il gruppo a disposizione conta appena nove calciatori e tra questi quattro o cinque sono destinati a lasciare la città dei Ceri nell'ambito della politica di contenimento dei costi intrapresa dalla società. Un dato che evidenzia come il lavoro da svolgere sul mercato sia ancora enorme, soprattutto considerando che la prossima Serie C si annuncia più competitiva rispetto alla stagione appena conclusa.

Leo e Di Carlo verso la conferma: manca soltanto l'ufficialità

Dal quartier generale rossoblù continuano ad arrivare indicazioni che portano verso la conferma del tandem composto da Mauro Leo e Domenico Di Carlo.

La situazione del direttore sportivo è quella che necessita ancora dell'ultimo passaggio formale. Leo è infatti in scadenza di contratto tra poco più di due settimane e il rinnovo non è stato ancora sottoscritto. Nonostante ciò, il dirigente sta già lavorando alle operazioni di mercato, in particolare sulle uscite e sulla riduzione dei costi della rosa.

La società eugubina negli anni ha spesso sorpreso tifosi e addetti ai lavori, motivo per cui fino alla firma definitiva è difficile considerare chiuso qualsiasi discorso. Ad oggi, però, Mauro Leo resta il profilo individuato per guidare l'area sportiva anche nella prossima stagione.

Diverso il discorso relativo a Domenico Di Carlo. L'allenatore è già sotto contratto fino al 2027 grazie alla clausola scattata dopo il raggiungimento dei playoff nella stagione appena conclusa. Non si tratta quindi di una questione legata al rinnovo, ma di una conferma definitiva che, salvo colpi di scena, dovrebbe arrivare nelle prossime ore.

Da oltre un mese il presidente Sauro Notari e il tecnico continuano a confrontarsi sul futuro della squadra. Le richieste ricevute da Di Carlo nei mesi scorsi non hanno prodotto sviluppi concreti. Si era parlato di interessamenti da parte di Foggia, Livorno e Campobasso, ma tutte queste società hanno poi orientato le proprie scelte verso altri allenatori. Ad oggi la permanenza del tecnico veneto appare l'ipotesi più accreditata.

Rosa ridotta all'osso e mercato al risparmio: il tempo stringe

La politica di contenimento dei costi è ormai evidente. Molti dei giocatori che hanno consentito ai rossoblù di allontanarsi dalla zona retrocessione nella scorsa stagione non fanno più parte del progetto o sono stati messi sul mercato. Al loro posto dovrebbero arrivare giovani provenienti dai vivai di Serie A e Serie B.

La scelta di puntare prevalentemente su giovani in prestito provenienti da società di Serie A e Serie B può rappresentare una soluzione utile nell'immediato per contenere i costi, ma apre inevitabilmente una riflessione sul medio e lungo periodo. Un calciatore in prestito, salvo rare eccezioni, dopo una stagione torna alla società proprietaria del cartellino. Questo significa che l'estate successiva il lavoro di ricostruzione riparte quasi da capo.

È una dinamica che il Gubbio conosce bene. Negli ultimi anni il club non è mai riuscito a trasformare il proprio settore giovanile in una risorsa centrale del progetto tecnico. Eppure, per una realtà delle dimensioni di quella eugubina, la valorizzazione dei giovani cresciuti in casa dovrebbe rappresentare uno dei pilastri della programmazione sportiva.

Il paradosso è evidente: da una parte si risparmia sugli ingaggi attraverso prestiti e operazioni temporanee, dall'altra si contribuisce alla crescita di calciatori che, nella maggior parte dei casi, andranno a valorizzare il patrimonio tecnico ed economico di altre società. Nel frattempo il Gubbio continua a non costruire un patrimonio sportivo proprio.

È una strategia che può garantire una sopravvivenza immediata, ma che difficilmente permette di gettare basi solide per il futuro. Perché ritrovarsi ogni estate a dover ricostruire gran parte dell'organico significa ripartire costantemente da zero, senza continuità tecnica, senza identità e senza la possibilità di programmare un percorso di crescita nel lungo periodo.

E proprio questo sembra essere uno dei nodi principali del momento rossoblù. Più che la singola stagione, ciò che manca è la percezione di una direzione chiara capace di guardare oltre l'emergenza del presente. In una Serie C sempre più competitiva, limitarsi a rincorrere l'immediato rischia di trasformare ogni estate in una nuova ripartenza.

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Lorenzo Farneti
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