06 Jul, 2026 - 19:30

Gubbio, ladri colpiscono nella notte: spariti metalli preziosi tra Fossato di Vico e Scheggia

Gubbio, ladri colpiscono nella notte: spariti metalli preziosi tra Fossato di Vico e Scheggia

Nuovo episodio di criminalità nel territorio eugubino, dove nella notte tra martedì e mercoledì i ladri sono tornati a colpire in una zona già da tempo sotto osservazione. Questa volta il bersaglio è stato uno stabilimento industriale situato lungo la statale 3 Flaminia, nel tratto compreso tra Fossato di Vico e Scheggia, area strategica ma al tempo stesso caratterizzata da diversi insediamenti isolati.

Secondo quanto ricostruito, i malviventi sarebbero riusciti a introdursi all’interno della struttura portando via ingenti quantitativi di argento, materiale ad alto valore commerciale e facilmente rivendibile. 

Dinamica del furto lungo la Flaminia: colpo notturno e fuga con l’argento

L’episodio risale alla notte di mercoledì 1 luglio, quando i ladri avrebbero agito approfittando dell’assenza di personale e della posizione isolata dello stabilimento. Dopo aver forzato gli accessi, i malviventi si sarebbero introdotti all’interno della struttura riuscendo a individuare e sottrarre materiale in argento in quantità rilevante. Il furto sarebbe avvenuto in tempi relativamente rapidi, segno di un’azione pianificata e probabilmente preceduta da un sopralluogo. A dare l’allarme sarebbero stati i responsabili dell’azienda al momento della riapertura mattutina, quando è stata scoperta la manomissione degli accessi e la sparizione del materiale.

Sul caso stanno ora lavorando i Carabinieri della Stazione di Gubbio, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto. Gli investigatori stanno analizzando anche eventuali immagini di videosorveglianza presenti nella zona e raccogliendo elementi utili per individuare i responsabili.

Il contesto non è isolato. Negli ultimi mesi, infatti, le forze dell’ordine hanno registrato un incremento di episodi simili, spesso concentrati nelle aree periferiche e meno presidiate del territorio eugubino. Si tratta di zone dove la distanza dai centri abitati e la presenza discontinua di persone possono facilitare l’azione dei malintenzionati.

Un territorio sotto pressione: furti ricorrenti tra aziende, case isolate e campagne

Il furto avvenuto lungo la Flaminia si inserisce in un quadro più ampio che interessa diverse località della fascia appenninica eugubina. Le attività investigative e le segnalazioni dei cittadini indicano una concentrazione di episodi in aree come Camporeggiano, Mesola, Sioli, Montelovesco e Castiglione Aldobrando, territori caratterizzati da piccoli nuclei abitativi e aziende agricole spesso distanti tra loro.

In questi contesti, la minore presenza di passaggio e il ridotto controllo naturale del territorio hanno favorito nel tempo una serie di tentativi di intrusione e furti, sia in abitazioni private sia in strutture agricole.

Tra gli episodi più recenti figura un tentativo di effrazione nei pressi dell’Abbazia di San Bartolomeo a Camporeggiano, dove i malintenzionati avrebbero preso di mira la casa parrocchiale. L’edificio, non abitato da tempo, non avrebbe contenuto beni di particolare valore, circostanza che rende l’azione ancora più enigmatica. Sul posto sono stati riscontrati evidenti segni di scasso su porte d’ingresso e accessi secondari, segno di un tentativo di forzatura ripetuto ma non andato a buon fine.

Un altro fronte riguarda invece la zona di Montelovesco, dove alcune segnalazioni hanno attirato l’attenzione dei Carabinieri su movimenti sospetti. In particolare, sarebbero state notate due giovani donne straniere mentre si aggiravano nei pressi di un capanno agricolo, comportamento che ha insospettito un residente spingendolo a contattare le forze dell’ordine.

Le stesse persone sarebbero state indicate anche in relazione a un altro episodio avvenuto poco prima ai danni di un anziano residente in un podere isolato. Secondo quanto ricostruito, una delle due donne avrebbe avvicinato l’uomo con un atteggiamento confidenziale, distraendolo mentre la complice sarebbe riuscita a introdursi nell’abitazione.

La tecnica descritta dagli investigatori ricalca modalità già note in contesti rurali: un approccio diretto e apparentemente innocuo per creare distrazione e consentire l’accesso all’interno delle abitazioni. In questo caso il colpo si sarebbe concluso con il furto di circa 300 euro in contanti, sottratti all’anziano prima che si accorgesse dell’accaduto.

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Lorenzo Farneti
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