31 Jan, 2026 - 21:30

Gubbio Job, la protesta dei sindacati: “Esclusi dal confronto, persa un’occasione per i giovani”

Gubbio Job, la protesta dei sindacati: “Esclusi dal confronto, persa un’occasione per i giovani”

Dura presa di posizione delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil territoriali nei confronti del Comune di Gubbio, in merito alla seconda edizione di Gubbio Job – Fiera del lavoro, in programma venerdì 6 e sabato 7 febbraio presso la Biblioteca Sperelliana.

In una nota congiunta, i sindacati esprimono “forte rammarico e netta contrarietà” per la scelta dell’amministrazione comunale di organizzare nuovamente l’iniziativa senza alcun coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori, ritenute fondamentali nel percorso di orientamento al lavoro dei giovani.

“Soggetti fondamentali nella tutela dei diritti”

Secondo Cgil, Cisl e Uil, l’esclusione delle organizzazioni sindacali rappresenta una grave mancanza di visione istituzionale, soprattutto in un evento rivolto prevalentemente alle nuove generazioni.

“Le organizzazioni sindacali sono soggetti fondamentali nella tutela dei diritti, della qualità dell’occupazione e dell’orientamento consapevole al lavoro”, sottolineano i firmatari della nota.

Un ruolo che, a loro giudizio, non può essere ignorato quando si parla di lavoro, futuro e inserimento professionale.

Il precedente della prima edizione

I sindacati ricordano come già durante la prima edizione di Gubbio Job, svoltasi lo scorso anno, fosse stata sollevata la stessa criticità.

“Avevamo sottolineato all’assessora Micaela Parlagreco come l’esclusione delle organizzazioni sindacali avesse rappresentato una mancata opportunità per i ragazzi”, spiegano Cgil, Cisl e Uil.

In quella occasione, aggiungono, era stato assicurato un coinvolgimento nelle edizioni successive, “cosa che puntualmente non si è verificata”.

“Una realtà del lavoro raccontata in modo parziale”

Al centro della critica sindacale vi è il modo in cui il lavoro viene presentato ai giovani.

“Rivolgersi ai ragazzi parlando di lavoro, futuro e opportunità senza affrontare il tema centrale delle condizioni di lavoro significa raccontare una realtà falsata, affermano le sigle confederali.

Secondo i sindacati, un approccio esclusivamente orientato all’incontro tra domanda e offerta rischia di omettere aspetti cruciali come:

  • diritti contrattuali

  • livelli salariali

  • tutele

  • sicurezza

  • precarietà

Temi che, al contrario, dovrebbero essere centrali in qualsiasi iniziativa pubblica sul lavoro.

“Il lavoro non è una merce”

Il comunicato utilizza parole particolarmente nette sul piano valoriale.

Il lavoro non è una merce da promuovere senza regole, ma un diritto costituzionale che richiede competenze, garanzie e partecipazione”, affermano Cgil, Cisl e Uil.

E aggiungono: “Così come i ragazzi eugubini non sono prodotti da piazzare al miglior offerente”.

Una posizione che ribadisce il principio secondo cui le politiche attive del lavoro non possono prescindere da una dimensione etica e sociale.

Il ruolo del sindacato come presidio democratico

I sindacati respingono con forza l’idea di essere considerati un elemento accessorio.

Le organizzazioni sindacali non sono un orpello da escludere quando risultano scomode: sono un presidio democratico e costituzionale, si legge nella nota.

L’esclusione dal dibattito, secondo Cgil, Cisl e Uil, finisce per rimuovere parole considerate “scomode” come:

  • salari bassi

  • lavoro povero

  • ricatti occupazionali

  • sicurezza sul lavoro

  • precarietà

Una rimozione che rischia di offrire ai giovani una visione incompleta e distorta del mercato del lavoro.

Il nodo dello stress lavorativo

Nel mirino dei sindacati finisce anche uno dei panel in programma durante la prima giornata della fiera, intitolato “Quando il lavoro pesa: come nasce lo stress lavorativo e come ritrovare equilibrio e motivazione”, affrontato dal punto di vista psicologico.

Con una nota ironica, Cgil, Cisl e Uil osservano:

“Avremmo potuto dire ai ragazzi che quando il lavoro pesa è perché probabilmente in quel luogo di lavoro c’è un’organizzazione che non funziona.

E aggiungono che sarebbe stato utile spiegare come difendersi da una cattiva gestione e da un clima lavorativo tossico”.

“Avremmo potuto offrire un altro punto di vista”

Il cuore della contestazione sindacale sta proprio nella pluralità delle voci.

“Avremmo potuto offrire un altro punto di vista”, affermano le sigle confederali, sottolineando come il racconto del lavoro non possa essere limitato esclusivamente alla prospettiva delle imprese e delle agenzie interinali.

Una scelta che, secondo i sindacati, rischia di ridurre il confronto a una visione unilaterale.

L’appello al Comune di Gubbio

In conclusione, Cgil, Cisl e Uil rivolgono un appello diretto all’amministrazione comunale.

“Chiediamo al Comune di Gubbio di rivedere, per il futuro, questa impostazione, aprendo un confronto serio e trasparente con le parti sociali”, si legge nel documento.

Un invito a riconoscere il ruolo imprescindibile delle organizzazioni sindacali in tutte le iniziative che riguardano il lavoro, soprattutto quando rivolte ai giovani.

“Il futuro delle nuove generazioni – concludono – non si costruisce con eventi vetrina, ma con politiche partecipate, lavoro di qualità e rispetto dei diritti”.

Un messaggio che rilancia il tema del lavoro come questione centrale non solo economica, ma anche democratica e sociale.

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Mario Farneti
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