16 Jan, 2026 - 12:30

Gubbio, il sindaco fa chiarezza: “Nessuna crisi, la maggioranza è solida e i progetti vanno avanti”

Gubbio, il sindaco fa chiarezza: “Nessuna crisi, la maggioranza è solida e i progetti vanno avanti”

Un discorso asciutto, diretto, privo di concessioni alla retorica e soprattutto privo di esitazioni. È questo il tono con cui il Sindaco di Gubbio si è presentato questa mattina in Sala Consiliare, a Palazzo Pretorio, per fare chiarezza sulle recenti dinamiche politiche e sulle letture, spesso forzate, che ne sono derivate.

Non una conferenza stampa difensiva, ma un intervento impostato sul registro della responsabilità istituzionale e del rispetto verso la città. Sin dalle prime battute il sindaco ha chiarito l’obiettivo dell’incontro: «Non per alimentare polemiche, non per inseguire retroscena, ma per riportare il dibattito pubblico su ciò che conta davvero: il governo della città».

Una premessa che ha subito delimitato il campo, allontanando l’idea di una reazione emotiva e collocando l’intervento in una cornice di sobrietà e rigore.

Il richiamo al rispetto per Gubbio e per le istituzioni

Il sindaco non ha nascosto il proprio disagio per il clima creatosi negli ultimi giorni, parlando apertamente di una rappresentazione “esasperata” e “demotivante” della vita politica cittadina. Un passaggio netto, che ha avuto il sapore di una presa di distanza da certe narrazioni:

«Quando si parla di istituzioni e di amministrazione pubblica, servirebbero maggiore misura e maggiore senso di responsabilità».

Non un attacco alle minoranze in quanto tali, ma un richiamo preciso al ruolo che esse dovrebbero svolgere: controllo, proposta, stimolo su temi concreti. «Servizi, lavoro, infrastrutture, politiche sociali», ha elencato il sindaco, contrapponendo questi ambiti alle polemiche di posizionamento che rischiano di generare solo rumore e confusione.

La scissione in Gubbio Civica e la nascita di Progetto Città

Il nodo centrale del discorso ha riguardato la recente fuoriuscita di quattro consiglieri dal gruppo consiliare  Gubbio Civica e la conseguente nascita di Progetto Città. Qui il sindaco è stato estremamente chiaro, sia sul piano politico sia su quello personale.

«Desidero precisarlo con assoluta chiarezza: questa scelta non mi è stata preannunciata. Ne sono venuto a conoscenza a cose fatte e ne sono rimasto sorpreso».

Una precisazione che smonta qualsiasi ipotesi di regia o manovra occulta. Ma subito dopo è arrivato il punto politicamente decisivo:

«I consiglieri di Progetto Città mi hanno immediatamente assicurato, sia per iscritto sia direttamente, il pieno e convinto sostegno al Sindaco, al programma elettorale e all’azione amministrativa della Giunta. Un sostegno esplicito, netto e non ambiguo».

Ed è qui che il sindaco ha marcato la linea: la scissione interna a Gubbio Civica non incide in alcun modo sugli assetti della maggioranza. Riguarda dinamiche interne a una lista civica, non la tenuta dell’Amministrazione.

“La maggioranza resta intatta”: nessuna crisi, nessun rimpasto

Il passaggio più politicamente rilevante è arrivato subito dopo, con una dichiarazione che non lascia spazio a interpretazioni:

«È importante ribadirlo con forza: la nascita di questo nuovo gruppo non altera in alcun modo i perimetri della maggioranza. La maggioranza che sostiene questa Amministrazione resta intatta nei numeri e nella sostanza».

Nessun “caso politico”, nessuna crisi, nessuna ambiguità. Parole pesate, scandite, pronunciate senza enfasi ma con evidente fermezza. In questa cornice si colloca anche la scelta di non procedere ad alcun rimpasto di Giunta. Non ce n’è motivo, perché – come ha sottolineato il sindaco – «non si tratta di una crisi in senso stretto».

Una posizione che rafforza l’immagine di un esecutivo che non subisce gli eventi, ma li governa.

Il ruolo del sindaco: stabilità, continuità, responsabilità

Un altro passaggio chiave riguarda la delimitazione dei ruoli istituzionali. Il sindaco ha voluto chiarire di non essere il regista delle dinamiche interne ai gruppi consiliari:

«Io non parlo a nome dei gruppi consiliari, né mi sostituisco alle forze politiche. Il mio ruolo è un altro: garantire stabilità, continuità e responsabilità nell’azione di governo».

Qui emerge una concezione molto netta del mandato: non mediazione continua tra correnti, ma guida dell’Amministrazione. E ancora:

«Il mio compito è governare la città, non intervenire nelle dinamiche interne dei gruppi consiliari».

Una frase che suona come una linea di confine tracciata con decisione.

Nessun cedimento alle tattiche: “La città non deve pagare”

Il sindaco non ha nascosto che esistono differenze di vedute, come in ogni maggioranza. Ma ha distinto con fermezza tra confronto e logoramento:

«Una cosa è il confronto, un’altra è tentare di trasformarlo in una crisi per logorare il Sindaco e rallentare il lavoro dell’Amministrazione. La città non può e non deve pagare il prezzo di tattiche, pressioni o giochi di posizionamento».

Qui il tono si è fatto più severo, quasi perentorio. Nessun cedimento, nessuna apertura a letture strumentali. E la scelta di parlare pubblicamente viene rivendicata come atto di responsabilità:

«Il silenzio, in questo momento, avrebbe creato più confusione della chiarezza. E io credo che i cittadini abbiano diritto alla chiarezza».

Un’Amministrazione che lavora: i progetti sul tavolo

Dopo la parte politica, il sindaco ha voluto riportare l’attenzione sull’agenda concreta. Con una sequenza rapida e ordinata ha elencato i principali fronti di lavoro.

  • Riorganizzazione della macchina amministrativa: «ruoli più chiari, responsabilità definite, processi decisionali più rapidi».

  • Teatro Romano: scavi e valorizzazione come investimento culturale e turistico di lungo periodo, non come vetrina.

  • Parcheggi e accessibilità: infrastrutturazione come condizione di sopravvivenza del centro storico.

  • ZES: attrazione di investimenti e creazione di lavoro, non slogan ma percorso istituzionale.

  • Politiche sociali, manutenzioni, sicurezza urbana, eventi: pensati come economia reale.

«Tutte cose che non si fanno se un’Amministrazione è in crisi», ha chiosato.

Una frase semplice, ma politicamente molto forte.

Il programma elettorale come unico patto

Nel finale, il sindaco ha richiamato il senso profondo del mandato:

«Il programma elettorale con cui sono stato eletto resta l’unico vero patto che riconosco».

Nessuna fedeltà a sigle, nessun vincolo a equilibri interni. Solo il rispetto di un impegno preso con i cittadini:

«Chi vorrà continuare a lavorare su quel programma, lo farà con lealtà e responsabilità. Chi deciderà di non rinnovare quelle promesse, se ne assumerà la responsabilità politica davanti alla città».

Una chiusura che suona come un avvertimento, ma anche come una dichiarazione di coerenza.

Una sensazione di forza e di unità

La conferenza stampa si è conclusa con un’affermazione che sintetizza l’intero intervento:

«La città non ha bisogno di polemiche continue. Ha bisogno di stabilità, di decisioni e di una guida che non si sottragga quando è il momento di metterci la faccia. Io ci sono».

Il clima che si respirava in Sala Consiliare, al termine, era quello di una maggioranza che si ritrova compatta attorno al proprio sindaco. Nessuna crepa visibile, nessun segnale di incertezza. Al contrario, una sensazione diffusa di forza, unità e determinazione.

Il messaggio politico è arrivato chiaro: la legislatura va avanti, i progetti vanno avanti, e il sindaco intende portarli a termine fino all’ultimo giorno del mandato.

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Mario Farneti
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