14 Mar, 2026 - 11:45

Gubbio, il maxi furto di Padule colpisce il gruppo Cucinelli: assaltato il laboratorio della Sartoria Eugubina

Gubbio, il maxi furto di Padule colpisce il gruppo Cucinelli: assaltato il laboratorio della Sartoria Eugubina

Del clamoroso furto compiuto nella notte tra giovedì 12 e venerdì 13 marzo nella zona industriale di Padule avevamo già riferito nelle ore immediatamente successive al blitz, quando le prime ricostruzioni parlavano di un assalto organizzato in piena regola.

All’epoca però mancava un elemento fondamentale: il nome dell’azienda colpita.

Oggi emerge un dettaglio destinato ad aumentare la risonanza dell’episodio. Il laboratorio preso di mira dai ladri è infatti la storica Sartoria Eugubina, inserita nella filiera produttiva del gruppo guidato dall’imprenditore umbro Brunello Cucinelli, uno dei marchi più prestigiosi della moda italiana.

Un particolare che rende ancora più significativo il colpo messo a segno nella periferia di Gubbio.

Il blitz nella notte: un piano studiato nei dettagli

Il furto è avvenuto alle 3:30 di notte e sarebbe stato portato a termine in pochissimi minuti.

Secondo la ricostruzione degli investigatori si è trattato di un’azione estremamente organizzata, messa in atto da una banda di professionisti.

Il piano prevedeva innanzitutto il blocco delle strade di accesso alla zona industriale. I ladri hanno infatti prelevato due minibus dal vicino deposito di Busitalia e li hanno sistemati di traverso su via Valdarno, una strada interna che collega la zona produttiva con la viabilità principale.

L’obiettivo era evidente: ritardare l’arrivo delle pattuglie delle forze dell’ordine dopo l’attivazione dell’allarme.

Con le strade bloccate, il commando ha potuto agire con relativa tranquillità.

L’assalto al laboratorio tessile

Nello stesso tempo altri complici sono entrati in azione con un furgone commerciale rubato.

Dopo aver superato il cancello della vicina attività Padel Factory, i ladri hanno sfondato la grande vetrata d’ingresso del laboratorio tessile e sono penetrati all’interno della struttura.

Una volta dentro hanno caricato rapidamente oltre cento capi di abbigliamento di altissima qualità, tra giacche e giacconi artigianali già pronti per la distribuzione nelle boutique.

Si tratta di prodotti appartenenti alla filiera del gruppo Cucinelli e quindi di elevato valore commerciale.

Una prima stima parla di una refurtiva che potrebbe raggiungere il mezzo milione di euro, anche se al momento non esistono cifre ufficiali definitive.

Allarmi disattivati e telecamere neutralizzate

Gli investigatori ritengono che la banda fosse dotata di strumenti tecnologici specifici.

Prima di entrare in azione sarebbero stati infatti neutralizzati parte degli impianti di videosorveglianza e i sistemi di allarme.

Alcune telecamere più lontane hanno comunque ripreso il commando da distanza, ma i malviventi erano completamente coperti da passamontagna e guanti.

Un dettaglio che conferma la professionalità del gruppo.

La fuga attraverso la campagna

Dopo aver caricato la merce su un furgone frigorifero rubato, i ladri hanno lasciato rapidamente la zona industriale.

La fuga è avvenuta risalendo via Velino, un’altra strada interna che conduce verso la statale 219 Pian d’Assino.

A un certo punto la strada termina in una piazzetta senza uscita. Qui la banda ha compiuto una manovra insolita: utilizzando palanche e attrezzi, il furgone è stato fatto passare sopra un monticello di terra che chiude il passaggio.

Da lì i ladri si sono immessi in una strada sterrata di campagna, sparendo nel buio.

Secondo gli investigatori la banda potrebbe aver puntato verso le Marche, probabilmente per raggiungere l’autostrada attraverso il casello di Chiaravalle.

Non si esclude che lungo il percorso la refurtiva sia stata trasbordata su altri mezzi.

Indagini dei carabinieri

Sul caso stanno lavorando i Carabinieri della Compagnia di Gubbio, coordinati dal capitano Pasquale Moriglia.

Le pattuglie del Radiomobile sono arrivate rapidamente sul posto, ma hanno trovato via Valdarno completamente bloccata dai minibus, mentre i ladri avevano già lasciato l’area.

Gli investigatori stanno analizzando:

  • le immagini delle telecamere

  • le testimonianze raccolte nella zona

  • i movimenti dei veicoli rubati

Sono state inoltre allertate le compagnie carabinieri delle zone di transito, in particolare lungo le direttrici verso le Marche.

Un colpo senza precedenti per Gubbio

L’impressione degli investigatori è quella di trovarsi davanti a un furto preparato con grande precisione, simile a operazioni criminali viste spesso solo nei film.

Per l’area eugubina si tratta probabilmente di uno dei colpi più rilevanti mai registrati, sia per il valore della refurtiva sia per la modalità dell’azione.

Il laboratorio colpito, inoltre, rappresenta una realtà produttiva importante per il territorio.

Un’operazione con modalità quasi militari

Dagli elementi emersi nelle prime ore successive al colpo, gli investigatori sono sempre più convinti di trovarsi di fronte a un’azione pianificata con modalità quasi militari, portata a termine da professionisti del settore criminale. Il blocco delle vie di accesso con i minibus, la neutralizzazione degli impianti di allarme e di parte delle telecamere di sorveglianza, la scelta di una via di fuga alternativa attraverso la campagna e l’utilizzo di mezzi rubati dimostrano infatti una pianificazione estremamente accurata.

Appare evidente che non si tratta di un furto improvvisato, ma di un blitz preparato nei minimi dettagli, con una conoscenza precisa del territorio, dei tempi di intervento delle forze dell’ordine e della logistica dell’azienda.

Un’operazione che, per rapidità e organizzazione, ricorda i colpi messi a segno da bande specializzate nel settore dei furti industriali, capaci di agire in pochi minuti lasciando dietro di sé pochissime tracce.

Il gruppo Cucinelli e la sua espansione economica

L’episodio assume un significato particolare anche alla luce della crescita imprenditoriale del gruppo fondato da Brunello Cucinelli.

L’azienda, simbolo internazionale della moda di lusso italiana, negli ultimi anni ha avviato un’espansione economica che va oltre il settore dell’abbigliamento.

Accanto alla moda, il nome dell’imprenditore umbro è infatti collegato anche ad altri comparti industriali, tra cui il settore del cemento attraverso la volontà di acquisire quote di Colacem, uno dei principali gruppi italiani del settore.

Una realtà imprenditoriale che rappresenta uno dei pilastri economici dell’Umbria.

Un territorio ancora sotto shock

Quando il furto è stato scoperto, ai circa settanta dipendenti del laboratorio è stato comunicato di non presentarsi al lavoro, mentre sul posto erano già in corso le indagini.

Alla vista del laboratorio praticamente svuotato, tra imprenditori e residenti della zona industriale di Padule si è diffusa una forte sensazione di incredulità.

Il blitz della notte tra il 12 e il 13 marzo resta dunque uno dei furti più clamorosi mai avvenuti nel territorio eugubino, e le indagini ora puntano a individuare una banda che ha dimostrato organizzazione, competenze tecniche e una pianificazione quasi militare del colpo.

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Mario Farneti
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