12 Apr, 2026 - 20:00

Gubbio, emergenza gol prima dei playoff: i numeri che preoccupano

Gubbio, emergenza gol prima dei playoff: i numeri che preoccupano

Non è più tempo di alibi. Il Gubbio entra nella fase decisiva della stagione con più dubbi che certezze e con una classifica che, giornata dopo giornata, rischia di complicarsi. Cinque gare consecutive senza vittorie - tre sconfitte e due pareggi - raccontano meglio di qualsiasi analisi il momento difficile degli eugubini, chiamati ora a una reazione immediata per non compromettere il piazzamento nella griglia playoff.

Il calo è evidente, sia nei risultati che nelle prestazioni. Gli uomini di mister Di Carlo, che tra gennaio e la sfida di Terni avevano costruito una striscia positiva capace di riaccendere entusiasmo e ambizioni, sembrano aver smarrito identità e brillantezza. Oggi il Gubbio appare una squadra fragile, corta nelle rotazioni e soprattutto in difficoltà sul piano fisico.

Gli infortuni hanno inciso pesantemente, togliendo alternative e qualità in momenti chiave. Ma non basta a spiegare tutto. A preoccupare è anche il gioco, mai realmente fluido nemmeno nelle settimane migliori, quando spesso erano gli episodi a indirizzare le partite. Una squadra più attenta a difendere che a costruire, che ora paga il conto nel momento più delicato della stagione.

Il calendario non aiuta. Le ultime due giornate mettono di fronte Torres e Pineto, due avversari con motivazioni forti. I sardi, pur essendo nelle zone basse della classifica, cercano punti per blindare definitivamente la permanenza, mentre il Pineto – attualmente quinto – rappresenta uno degli ostacoli più duri del girone.

Il margine per recuperare c’è ancora, ma si assottiglia. Il settimo posto resta alla portata e significherebbe giocare il primo turno playoff in casa con due risultati su tre a disposizione. Un vantaggio non da poco. Ma per arrivarci serviranno sei punti, e soprattutto un cambio di passo netto.

Gubbio, attacco in crisi: numeri e limiti di una squadra senza gol

Se c’è un dato che fotografa alla perfezione il momento del Gubbio è quello legato alla produzione offensiva. Nelle ultime cinque gare di campionato, gli eugubini hanno segnato appena quattro gol, subendone ben undici. Un saldo negativo che evidenzia non solo le difficoltà in attacco, ma anche il recente calo di una difesa che per mesi era stata il punto di forza della squadra.

La solidità difensiva, infatti, era stata il marchio di fabbrica del Gubbio di Di Carlo. Un’organizzazione attenta, linee compatte e grande capacità di soffrire avevano permesso agli umbri di restare stabilmente in zona playoff. Ma nelle ultime uscite qualcosa si è incrinato: la squadra concede di più e, soprattutto, non riesce più a compensare con i gol.

Il dato stagionale è eloquente: 29 reti segnate, il quarto peggior attacco del girone. Peggio hanno fatto solo Pontedera, Sambenedettese e Guidonia. Numeri che pesano come un macigno e che spiegano perché il Gubbio fatichi a fare il salto di qualità.

Le difficoltà offensive sono amplificate dalle assenze. Di Massimo e Minta sono fuori per infortunio, mentre Ghirardello, rientrato nell’ultima gara contro la Pianese, non è ancora al meglio della condizione. Una situazione che riduce ulteriormente le opzioni in attacco e costringe l’allenatore a soluzioni spesso obbligate. Ma il problema va oltre le singole assenze. Ciò che è mancato per gran parte della stagione è una vera struttura di gioco offensivo. Il Gubbio fatica a costruire occasioni, non ha continuità nella manovra e si affida troppo spesso a giocate estemporanee o a episodi favorevoli. Un limite che, nel lungo periodo, presenta il conto.

Ora, però, non c’è più margine per rimandare. Con due giornate ancora da disputare, tutto è ancora possibile. Il settimo posto rappresenta un obiettivo concreto e strategico: significherebbe giocare in casa il primo turno playoff, con il vantaggio di avere due risultati su tre.

Diverso, e decisamente più complicato, lo scenario in caso di piazzamento tra l’ottavo e il decimo posto. In quel caso, il Gubbio sarebbe costretto a giocare fuori casa, senza il favore del doppio risultato. Una condizione tutt’altro che ideale per una squadra che fatica a segnare e che, lontano dal proprio pubblico, ha mostrato limiti evidenti.

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Lorenzo Farneti
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