Luci stroboscopiche, musica alta e pista gremita. Ma dietro l’atmosfera da weekend, secondo gli accertamenti, si nascondeva un quadro ben diverso. È scattato un controllo interforze in una discoteca del centro di Gubbio, che ha portato alla denuncia del legale rappresentante della società, un 37enne originario di Gualdo Tadino, e a sanzioni complessive per circa 19.800 euro per violazioni legate alla sicurezza sul lavoro.
L’operazione, coordinata dalla Compagnia Carabinieri di Gubbio, ha visto impegnati anche i militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro, il personale dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro, il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Perugia e la Polizia Locale. Un’azione congiunta che rientra in un più ampio piano di verifiche straordinarie sul rispetto delle norme in materia di prevenzione degli infortuni, tutela dei lavoratori e sicurezza antincendio nei locali di pubblico spettacolo.
Secondo quanto ricostruito dagli accertamenti, all’interno della struttura sarebbero state riscontrate diverse irregolarità di rilievo penale e amministrativo in materia di sicurezza sul lavoro.
In particolare, agli ispettori non sarebbe sfuggita la mancata sorveglianza sanitaria per oltre dieci lavoratori impiegati nell’attività. Un aspetto centrale nella normativa vigente, che impone al datore di lavoro di sottoporre i dipendenti a controlli medici periodici quando previsto dai rischi specifici dell’attività svolta.
Non solo. Tra le contestazioni figurerebbero anche carenze nell’informazione e nella formazione del personale in tema di sicurezza, elemento cardine per prevenire incidenti e garantire la corretta gestione delle emergenze in ambienti ad alta affluenza come le discoteche.
Sotto la lente degli organi di controllo anche la documentazione obbligatoria. Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) sarebbe risultato non idoneo rispetto alle caratteristiche dell’attività, mentre sarebbe stata accertata l’assenza del Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze (DUVRI). Inoltre, sul piano amministrativo, sarebbe stata rilevata l’omessa individuazione del preposto di settore, figura chiave nel sistema di prevenzione aziendale.
Alla luce delle presunte violazioni, il 37enne legale rappresentante è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Perugia, competente per territorio.
Il Documento di Valutazione dei Rischi, noto con l’acronimo DVR, è uno degli strumenti fondamentali previsti dalla normativa italiana in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Si tratta di un documento obbligatorio che ogni datore di lavoro deve redigere dopo aver effettuato un’analisi approfondita di tutti i rischi presenti nell’attività aziendale. L’obiettivo è individuare i pericoli per la salute e la sicurezza dei lavoratori e pianificare le misure necessarie per eliminarli o ridurli al minimo.
Nel DVR devono essere indicati:
Un DVR non adeguato alle reali condizioni operative può essere considerato equivalente a una mancata valutazione dei rischi, con conseguenze anche penali per il datore di lavoro.
Il DUVRI è un ulteriore adempimento previsto quando all’interno di un’azienda operano più soggetti, ad esempio ditte esterne, appaltatori o fornitori.
Il Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze serve a individuare e gestire i rischi derivanti dall’interazione tra diverse attività lavorative svolte nello stesso luogo. Pensiamo, ad esempio, a un locale notturno in cui operano dipendenti del gestore, tecnici audio-luci, addetti alla sicurezza e personale di ditte esterne per pulizie o manutenzione.
In questi casi, il datore di lavoro committente deve:
L’assenza del DUVRI, quando obbligatorio, rappresenta una violazione significativa perché può esporre i lavoratori a rischi non adeguatamente valutati.