Sei partite. Cinquecentoquaranta minuti, più recuperi, per definire l’anima di una stagione. Il Gubbio si approccia al rettilineo finale del campionato con una certezza granitica nel cassetto - i playoff sono a un passo - ma con un dubbio amletico che agita i pensieri della piazza e dello staff tecnico: quale volto mostrare nel momento della verità? La sconfitta rimediata ieri al "Barbetti" contro l'Ascoli per 3-1 non è un dramma, ma un trattato su ciò che i rossoblù rischiano di diventare se non abbracciano il cambiamento. Una squadra solida, sì, ma talvolta troppo rinunciataria, quasi prigioniera di una prudenza che finisce per soffocarne l’indubbio talento.
La classifica, nonostante il passo falso in terra marchigiana, continua a sorridere ai ragazzi di Di Carlo. L'ottavo posto a quota 42 punti è una base sicura, ma lo sguardo deve puntare più in alto. Il quarto posto, attualmente occupato dal Pineto a quota 45, dista appena tre lunghezze. Centrare quella posizione non sarebbe solo un vezzo statistico, ma un vantaggio tattico senza precedenti: accedere direttamente al secondo turno dei playoff, saltando il primo scontro secco, è il vero "bonus" che può cambiare le sorti di un finale di stagione. Il Gubbio arrivava alla sfida di ieri forte di tre vittorie consecutive, ma è nel DNA di quei successi che si annidava l'equivoco. Vittorie figlie di una fase difensiva impeccabile e di un cinismo letale nelle ripartenze, ma raramente scaturite da un effettivo predominio territoriale. La rosa umbra, per valori assoluti, è stabilmente tra le prime cinque del torneo, superata solo da corazzate come Arezzo, Ascoli, Ravenna e Ternana.
Foto copertina: Simone Grilli / As Gubbio 1910.
La gara contro l'Ascoli, al di là del punteggio finale che ha premiato la struttura più evoluta dei marchigiani, ha regalato al Gubbio una lezione preziosa proprio nella seconda frazione di gioco. Quando il tasso tecnico si è alzato, la partita è cambiata. L’ingresso in campo di Alessio Di Massimo, seguito a ruota da quello di La Mantia, ha spostato l’inerzia del match. Non è stata solo una questione di uomini, ma di filosofia: il passaggio dal conservativo 3-5-2 a un propositivo 4-3-1-2 ha trasformato i rossoblù. Con Di Massimo ad agire tra le linee, il Gubbio ha smesso di rincorrere l’avversario e ha iniziato a dettare i ritmi, costringendo l'Ascoli a rintanarsi nella propria trequarti nonostante il vantaggio acquisito.
La sua capacità di legare il gioco, di ricevere palla spalle alla porta e trasformare l'azione da difensiva in offensiva, ha dato fluidità a tutta la manovra. Di questa nuova libertà ne ha giovato immediatamente anche Carraro, un calciatore dai piedi educati che, se costretto al solo schermo davanti alla difesa, finisce per perdere lucidità. Con un trequartista capace di accorciare i reparti, Carraro ha trovato linee di passaggio più pulite, trasformando il Gubbio in una macchina da possesso. La splendida punizione con cui Di Massimo ha riaperto la gara è stata la firma su un concetto chiaro: la qualità paga sempre. Nonostante le diverse occasioni create per il pareggio, il gol non è arrivato, ma è rimasta la sensazione di una squadra che, se vuole, ha i mezzi per dominare il campo invece di subire l'iniziativa altrui.
In un calcio dove la corsa è fondamentale, la tecnica resta l'unica variabile capace di scardinare le difese. La rosa vanta interpreti di assoluto spessore qualitativo come Murru, Carraro, La Mantia e il giovane Ghirardello; elementi che, inseriti in un sistema che privilegia la fase offensiva, potrebbero esaltarsi a vicenda. Il ritorno a pieno regime di La Mantia offre l'occasione d'oro per stabilizzare il 4-3-1-2, togliendo un difensore per aggiungere un rifinitore e trasformare il Gubbio nella "mina vagante" della post-season.
Il percorso che porta ai playoff richiede equilibrio, ma richiede soprattutto il coraggio di osare. Le restanti sei partite saranno il banco di prova per questa nuova identità. Affidarsi agli episodi, come spesso accaduto quest'anno, è una strategia che può funzionare nel breve periodo, ma nel calcio moderno la fortuna va ricercata attraverso una proposta di gioco definita. Il Gubbio ha dimostrato contro l'Ascoli di poter stare nella metà campo avversaria con autorevolezza, alzando il baricentro e sfruttando le doti balistiche dei suoi singoli.