01 Apr, 2026 - 09:51

Gubbio, stangata per mister Di Carlo: ecco quante giornate di squalifica dovrà scontare

Gubbio, stangata per mister Di Carlo: ecco quante giornate di squalifica dovrà scontare

Il silenzio del "Pietro Barbetti" al triplice fischio di domenica scorsa non era solo quello di una sconfitta, ma il segnale di un cortocircuito che rischia di compromettere il finale di stagione del Gubbio. Il ko interno contro il Ravenna ha scoperchiato il vaso di Pandora di una squadra apparsa improvvisamente svuotata, priva di quella brillantezza fisica e mentale necessaria per blindare la griglia playoff. La fotografia del momento no è tutta nel nervosismo di Domenico Di Carlo: un tecnico esperto, abituato alle battaglie di piazze come Ascoli e Ferrara, che questa volta ha visto i nervi saltare proprio quando la sua squadra avrebbe avuto più bisogno di una guida lucida.

Il raddoppio dei romagnoli non ha solo chiuso la partita, ma ha innescato una reazione a catena in panchina. Dopo un primo cartellino giallo, l'espulsione è stata inevitabile, lasciando il timone scoperto in un finale concitato. Nel post-gara, Di Carlo ha cercato di abbassare i toni e chiarire la dinamica del diverbio con la terna arbitrale, spostando il focus dal direttore di gara ai propri uomini. Il tecnico ha infatti ammesso senza troppi giri di parole di non avercela con l'arbitro, bensì con un proprio calciatore per una lettura difensiva errata in occasione del gol del raddoppio, riconoscendo inoltre come la prima ammonizione ricevuta fosse corretta.

Gubbio, mister Di Carlo out: ufficiale la squalifica e le giornate di stop

La furia agonistica mostrata a bordocampo, però, non è passata inosservata e il verdetto della giustizia sportiva è arrivato come una scure sulle ambizioni immediate dei rossoblù. Domenico Di Carlo dovrà assistere dalla tribuna ai prossimi due cruciali impegni di campionato, lasciando il Gubbio orfano del suo carisma proprio negli scontri diretti contro Livorno e Pianese. Il rientro in panchina è previsto solo per il rush finale delle ultime due giornate della regular season.

Le motivazioni addotte dal Giudice Sportivo nel comunicato ufficiale non lasciano spazio a interpretazioni, descrivendo un pomeriggio di altissima tensione culminato in condotte sanzionate pesantemente:

"SQUALIFICA PER DUE GARE EFFETTIVE ED AMMONIZIONE CON DIFFIDA (IV INFR) DI CARLO DOMENICO (GUBBIO) per avere, al 32° minuto del secondo tempo, tenuto una condotta antisportiva, non corretta e irriguardosa nei confronti della Quaterna Arbitrale in quanto: 1. a gioco fermo, pronunciava a voce alta numerose espressioni blasfeme in segno di protesta nei loro confronti; 2. calciava con molta forza una bottiglietta d’acqua lungo la linea laterale, senza colpire nessuno. Valutate le modalità complessive della condotta ai sensi dell’art. 13, comma 2, C.G.S., ritenuta la continuazione, misura e irrogazione della sanzione in applicazione degli artt. 4, 36, comma 1, lett. a), 37 e 39 C.G.S. e applicati i principi enunciati nella decisione 0102/CSA 2021-2022 (r. Assistente Arbitrale n. 1, supplemento r. Assistente Arbitrale n. 1)".

Crisi d'identità e numeri da brivido: la missione riscatto contro il Livorno

I numeri delle ultime tre uscite sono impietosi e fotografano un crollo verticale: un solo punto raccolto su nove disponibili, frutto del beffardo 2-2 contro la Juventus Next Gen (gara in cui il Gubbio si era trovato avanti di due reti prima di farsi rimontare). A questo si aggiungono le pesanti cadute casalinghe contro Ascoli e Ravenna.

Il dato difensivo è il più allarmante: sette gol subiti in tre partite a fronte di sole tre marcature all'attivo. Un'emorragia di punti e di certezze che ha fatto scivolare la squadra all'ottavo posto in classifica. Nonostante il periodo buio, il destino è ancora nelle mani dei rossoblù: il sesto posto dista appena due lunghezze e la zona playoff rimane un obiettivo concreto, a patto di ritrovare immediatamente la rotta.

La sfida di venerdì sera contro il Livorno assume dunque i contorni di un vero e proprio spareggio psicologico. Vincere non significherebbe solo muovere la classifica, ma scacciare i fantasmi di una crisi che rischia di vanificare quanto di buono costruito finora. La post-season è un treno che passa ora: per salire a bordo, serviranno testa fredda e gambe pronte, qualità che nelle ultime settimane sembrano essere rimaste chiuse negli spogliatoi del "Barbetti".

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Lorenzo Farneti
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