La stagione del Gubbio si è chiusa da pochi giorni, ma in casa rossoblù il pensiero è già rivolto al futuro. L’eliminazione al primo turno dei playoff contro il Pineto ha lasciato ancora una volta l’amaro in bocca, soprattutto perché rappresenta ormai una costante delle ultime stagioni. Per il terzo anno consecutivo, infatti, il cammino degli eugubini si è fermato immediatamente nella fase post regular season. Un dato che certifica continuità, ma anche l’incapacità di compiere quel salto definitivo verso le posizioni più nobili del girone.
I numeri raccontano perfettamente il momento del club. Nelle ultime due stagioni il Gubbio ha chiuso entrambe le volte a quota 48 punti. Cambiano allenatori, interpreti e assetto tattico, ma il risultato finale resta sostanzialmente identico. Né un ridimensionamento, né una vera crescita. Una sorta di equilibrio costante che da un lato garantisce competitività e accesso ai playoff, ma dall’altro evidenzia il limite di una squadra che ancora non riesce a trasformarsi in una reale candidata ai piani alti della Serie C.
Eppure sarebbe ingeneroso non sottolineare il lavoro svolto dal direttore sportivo Mauro Leo. Alla sua prima stagione in rossoblù, il dirigente ha avuto il merito di costruire una rosa competitiva abbassando sensibilmente il monte ingaggi. Un’operazione tutt’altro che semplice, soprattutto in una categoria dove sostenibilità economica e risultati sportivi raramente riescono a convivere.. Adesso però arriva la fase più delicata: quella delle decisioni. Perché il futuro del club passerà inevitabilmente dalle scelte tecniche e societarie delle prossime settimane.
La prima questione riguarda l’allenatore. Domenico Di Carlo ha raggiunto il rinnovo automatico grazie alla qualificazione ai playoff, ma questo non significa automaticamente permanenza. Lo stesso tecnico, nel corso delle ultime settimane, ha più volte ribadito come sarà fondamentale il confronto con il presidente Sauro Notari. Un incontro che dovrebbe avvenire dopo la Festa dei Ceri, quindi oltre il 15 maggio, e che servirà a capire se esistono ancora le condizioni per proseguire insieme.
Situazione da monitorare attentamente anche quella legata a Mauro Leo. Il direttore sportivo è in scadenza il prossimo 30 giugno e, almeno per il momento, la società non ha ancora sciolto le riserve sul suo futuro. Una scelta importante, perché da lui passerà inevitabilmente l’eventuale costruzione della nuova rosa.
Intanto il Gubbio si prepara a salutare numerosi calciatori arrivati in prestito. Tornerà al Bologna il portiere Nicola Bagnolini, mentre in difesa faranno ritorno ai rispettivi club Leonardo Baroncelli, di proprietà della Fiorentina, e Di Bitonto. Proprio quest’ultimo è stato una delle grandi rivelazioni stagionali: rendimento altissimo, continuità e personalità da veterano. Per lui si prospetta un futuro in Serie B.
A centrocampo rientrerà allo Spezia Djankpata, partito molto bene ma poi calato con il passare delle giornate. Varone tornerà invece alla Salernitana dopo l’esperienza vissuta da gennaio in avanti. Saber farà ritorno al Trapani, retrocesso in Serie D ma ancora proprietario del cartellino del centrocampista. Saluta anche Costa, pronto a rientrare alla Virtus Entella.
In attacco termineranno i rispettivi prestiti anche Mastropietro, che tornerà al Pineto, e Minta, protagonista di una stagione molto positiva. L’attaccante gambiano rientrerà al Sassuolo, anche se non è escluso che il Gubbio possa provare a riportarlo in rossoblù con una nuova operazione in prestito.
Diverso invece il discorso relativo ai calciatori in scadenza di contratto. Il nome più importante è quello di Titas Krapikas. Il portiere lituano ha disputato una stagione di grande livello e diverse società si sono già mosse sulle sue tracce. Il giocatore gradirebbe restare a Gubbio, ma al momento l’accordo per il rinnovo non è stato ancora trovato.
Molto vicino invece il prolungamento di capitan Andrea Signorini, pronto a vivere probabilmente un’ultima stagione in rossoblù. In difesa vanno verso la scadenza anche Tentardini, Murru e Bruscagin: per tutti e tre appare difficile una permanenza. A centrocampo, infine, anche Conti sembra destinato a lasciare la città dei Ceri.
Nonostante le tante incognite, il Gubbio può comunque ripartire da una base importante. Ed è proprio questo l’aspetto che lascia maggiore fiducia in vista della prossima stagione.
In difesa i punti fermi attualmente sotto contratto sono Podda, Zallu e Fazzi. Tre profili differenti ma affidabili, che garantiscono esperienza, duttilità e conoscenza della categoria.
A centrocampo il vero leader tecnico resta Carraro, che ha recentemente rinnovato fino al 2027. Attorno a lui il Gubbio vuole costruire ancora la propria identità tattica. Geometrie, qualità e leadership: il regista rappresenta il riferimento assoluto della mediana rossoblù. Accanto a lui ci sarà ancora Rosaia, ormai simbolo di continuità e appartenenza, pronto a vivere il suo quinto anno a Gubbio.
Ma è soprattutto il reparto offensivo a rappresentare la vera forza da cui ripartire. La Mantia, nonostante l’età, resta un attaccante di categoria superiore. La sensazione è che il prossimo possa essere il suo ultimo anno da professionista e il centravanti vorrebbe chiudere la carriera proprio in rossoblù.
Vicino alla sua esperienza cresce però anche il futuro del club. Ghirardello, autore di un finale di stagione estremamente convincente, si candida a essere uno dei giovani simbolo del nuovo progetto eugubino. Talento, personalità e margini di crescita importanti: il Gubbio vuole puntare forte su di lui.
E poi c’è Di Massimo. Un giocatore che possiede qualità rarissime per la Serie C. Fantasia, tecnica e imprevedibilità lo rendono uno degli elementi più preziosi dell’intera rosa.
Per parlare concretamente di mercato è ancora presto. Prima servirà capire chi guiderà l’area tecnica e chi siederà in panchina. Ma una cosa appare già evidente: il Gubbio possiede una struttura solida da cui ripartire. E questa volta, forse, l’obiettivo dovrà essere qualcosa di più di una semplice qualificazione ai playoff.