20 May, 2026 - 15:00

Gubbio, tra rivoluzioni e ricostruzioni: la continuità della rosa resta un problema

Gubbio, tra rivoluzioni e ricostruzioni: la continuità della rosa resta un problema

Il Gubbio è già al lavoro, anche se il silenzio delle ultime settimane potrebbe raccontare altro. Con il campionato archiviato e l'eliminazione ai playoff ormai alle spalle, il club rossoblù ha iniziato una fase delicata e probabilmente decisiva per il proprio futuro. È il periodo delle riflessioni e delle strategie, quello nel quale si costruiscono le basi del prossimo campionato.

Le prime ufficialità non sono ancora arrivate. Nessun comunicato, nessun annuncio, nessuna indicazione precisa sul futuro immediato. Una situazione che rientra nella normalità del periodo, considerando che il mercato non è ancora entrato nella sua fase più intensa. Tuttavia in casa eugubina ci sono questioni prioritarie che precedono qualsiasi trattativa.

Le attenzioni sono rivolte soprattutto a due figure centrali del progetto: il direttore sportivo Mauro Leo e il tecnico Mimmo Di Carlo. Da quanto emerge dall'ambiente vicino al club del presidente Notari, la direzione sembrerebbe orientata verso la conferma di entrambi.

Per Mauro Leo il tema è principalmente contrattuale. Il direttore sportivo è infatti in scadenza il prossimo 30 giugno e attende novità ufficiali sul proprio futuro. Diversa la situazione di Di Carlo. L'approdo ai playoff ha infatti attivato automaticamente il prolungamento del contratto per un'altra stagione.

Manca soltanto l'ufficialità, ma spesso nel calcio il passaggio tra indiscrezioni e comunicazioni definitive può nascondere sorprese. Le prossime ore o i prossimi giorni potrebbero diventare determinanti per chiarire gli scenari.

Gubbio, ogni estate cambia la squadra: la continuità della rosa resta un problema

C'è un dato che racconta perfettamente le difficoltà strutturali vissute dal Gubbio nelle ultime stagioni: la continua trasformazione della rosa.

Ogni estate i tifosi rossoblù assistono a una vera rivoluzione. Volti nuovi, partenze, prestiti che terminano, contratti che scadono e una squadra che puntualmente si ritrova a cambiare identità. Il problema non riguarda soltanto il numero di operazioni effettuate, ma il fatto che questo processo costringe ogni volta a ricostruire praticamente da capo un progetto tecnico.

L'ultima stagione rappresenta un esempio piuttosto evidente. Tra mercato estivo e sessione invernale il Gubbio ha inserito 18 giocatori nel proprio organico. Nove di questi erano arrivati in prestito e hanno già fatto ritorno ai club di appartenenza.

Tra i calciatori ancora legati alla società, arrivati nella scorsa estate, figurano Ghirardello, La Mantia, Podda, Carraro e Fazzi. Situazioni differenti riguardano invece Krapikas, Bruscagin, con il contratto in scadenza al prossimo 30 giugno, così come Murru, il cui futuro sembra ormai lontano dalla città dei Ceri.

Guardando alla stagione precedente emerge uno scenario ancora più significativo. Nel campionato 2024-25 il Gubbio aveva accolto 22 nuovi giocatori. Di quel gruppo oggi rimangono soltanto Francesco Zallu e Marco Spina, quest'ultimo appena rientrato dal prestito di sei mesi al Pineto. Il resto della rosa è praticamente sparito dal progetto rossoblù. Tentardini invece è in scadenza di contratto. Il suo destino sarà lontano dal club umbro.

Andando ancora più indietro, nella stagione 2023-24 il club aveva portato a Gubbio 22 giocatori tra acquisti a titolo definitivo e prestiti. Oggi l'unico elemento, arrivato in quella sessione di mercato, ancora presente sotto contratto è Di Massimo, che però potrebbe salutare durante l'estate.

Il quadro generale diventa quindi estremamente chiaro: nel corso degli ultimi tre anni il Gubbio ha cambiato quasi completamente il proprio volto, mantenendo soltanto una minima parte della struttura iniziale. Tra i pochi superstiti figurano Spina, Di Massimo, Fazzi, Carraro, La Mantia, Ghirardello e Podda. A loro si aggiungono Rosaia, presente ormai da cinque stagioni, e capitan Signorini, anche lui però in scadenza contrattuale. Restano poi i giocatori in scadenza di contratto come Bruscagin, Tentardini, Krapikas e Murru, oltre al giovane Valerio Conti che non è mai diventato una risorsa centrale del progetto tecnico.

Ripartire ogni anno da zero può costare punti: il Gubbio davanti a un bivio

Nel calcio moderno cambiare è inevitabile, soprattutto per una società di Serie C che deve fare i conti con budget differenti rispetto a realtà economicamente più solide. I prestiti rappresentano spesso una necessità e consentono di inserire giovani di prospettiva provenienti da club importanti. 

Una rosa che cambia costantemente fatica a costruire automatismi e identità. Servono settimane per trovare equilibrio, mesi per consolidare un gruppo. Ripartire continuamente significa ricominciare il lavoro dalle fondamenta e questo può inevitabilmente pesare sul rendimento.

La possibile conferma di Di Carlo potrebbe offrire un primo elemento di stabilità. L'allenatore conosce ormai ambiente, giocatori e dinamiche interne. Tuttavia una guida tecnica stabile rischia di non bastare se gran parte dell'organico continua a cambiare.

Esiste poi un'altra riflessione importante: quella sul settore giovanile. Costruire continuità significa anche investire su risorse interne, creare un patrimonio tecnico e valorizzare giovani destinati a diventare punti fermi della prima squadra. Negli ultimi anni questo processo non ha prodotto risultati significativi e il rischio appare evidente. Il Gubbio potrebbe trovarsi ancora una volta davanti a un'estate di grandi cambiamenti.

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Lorenzo Farneti
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