30 May, 2026 - 12:33

Gubbio, spunta qualche nube sulla conferma di Di Carlo: le ultime

Gubbio, spunta qualche nube sulla conferma di Di Carlo: le ultime

Il tempo passa, giugno è ormai alle porte, ma in casa Gubbio le certezze continuano a essere poche. Il club rossoblù non ha ancora ufficializzato alcuna decisione sul fronte tecnico e, soprattutto, il futuro di mister Domenico Di Carlo appare oggi molto meno definito rispetto a quanto si potesse immaginare soltanto qualche giorno fa.

Nei giorni scorsi è andato in scena il primo incontro tra Di Carlo e la proprietà. Un confronto interlocutorio, utile soprattutto per affrontare le problematiche emerse durante l’ultima stagione, ma che non ha ancora toccato il tema centrale: il progetto tecnico futuro del Gubbio. Ed è proprio questo aspetto che oggi rischia di diventare decisivo.

Nel frattempo il silenzio societario continua ad alimentare interrogativi. Il direttore sportivo Mauro Leo non ha ancora firmato il rinnovo del contratto in scadenza il prossimo 30 giugno, mentre molte squadre di Serie C hanno già iniziato a programmare il futuro tra conferme, nuovi allenatori e strategie di mercato. Il Gubbio, invece, sembra nuovamente in ritardo sulla tabella di marcia. Una situazione che negli ultimi anni è diventata quasi una costante.

Di Carlo aspetta risposte: il nodo non è il contratto, ma le garanzie tecniche

Il primo summit tra Di Carlo e il club non è stato focalizzato sugli aspetti tattici o sulla costruzione della rosa. Al centro del confronto ci sono finite soprattutto le criticità strutturali che il tecnico ha riscontrato nel corso della stagione appena conclusa.

Dalle problematiche legate allo staff sanitario fino alla gestione del recupero infortuni, passando per la questione dei campi di allenamento, l’allenatore ha evidenziato una serie di aspetti che ritiene fondamentali per poter lavorare in maniera competitiva. Questioni che, peraltro, erano già state sollevate un anno fa anche da Gaetano Fontana, e ancor prima da Piero Braglia.

La sensazione è che Di Carlo non stia valutando soltanto la validità del contratto in essere, ma soprattutto le reali prospettive sportive del Gubbio. Perché se da una parte il rinnovo automatico rappresenta una tutela formale, dall’altra il tecnico vuole capire quali siano concretamente le ambizioni della società.

Ed è qui che emergono i principali dubbi. Il secondo incontro tra le parti dovrebbe essere incentrato proprio sul progetto tecnico, ma al momento il quadro appare tutt’altro che rassicurante. Il Gubbio si ritrova infatti con appena nove giocatori di proprietà in rosa e, tra questi, tre elementi di assoluto valore per la Serie C - Spina, Di Massimo e Rosaia - sono sul mercato principalmente per ragioni economiche.

Non si tratta di scelte tecniche condivise con l’allenatore, anche perché tra Di Carlo e società non c’è ancora stato un vero confronto sul valore della rosa o sulle strategie future. La possibile cessione dei tre rappresenterebbe soprattutto una necessità di contenimento dei costi.

Un’eventualità che inevitabilmente ridurrebbe ulteriormente il livello competitivo della squadra. Tolti quei nomi, il Gubbio si ritroverebbe infatti con pochissimi elementi da cui ripartire: i difensori Podda, Zallu e Fazzi, il centrocampista Carraro, Ghirardello e La Mantia.

Quest’ultimo, nonostante un ingaggio importante, difficilmente lascerà il club durante l’estate. L’attaccante sembra intenzionato a rispettare l’ultimo anno di contratto e a chiudere la propria carriera in rossoblù.

Ma il punto centrale resta un altro: Di Carlo accetterebbe davvero di ripartire con una squadra ridimensionata e con l’obiettivo di costruire quasi tutto da zero a poche settimane dal ritiro? È questa la domanda che oggi aleggia attorno al futuro della panchina rossoblù.

A rendere ancora più fragile il quadro della rosa c’è poi anche la situazione legata a capitan Signorini. Il difensore è infatti in scadenza di contratto e, almeno fino a questo momento, non ci sarebbero stati incontri concreti per discutere di un eventuale rinnovo. Sul tavolo resta soprattutto la parola data la scorsa stagione, ma al momento non risultano passi avanti né appuntamenti imminenti fissati tra le parti. Un dettaglio che contribuisce ad aumentare ulteriormente il senso di incertezza attorno al futuro del gruppo rossoblù.

Il problema, però, non riguarda soltanto i singoli contratti. Da anni il Gubbio basa gran parte della propria costruzione tecnica sui prestiti, una strategia che nel breve periodo può anche garantire competitività, ma che puntualmente porta il club a ritrovarsi ogni estate nella stessa situazione: pochi giocatori di proprietà e la necessità di ricostruire quasi interamente l’organico.

Nel calcio moderno i cambiamenti sono inevitabili e fanno parte della normalità del mercato. Ma esiste una differenza sostanziale tra il dover ritoccare una rosa con cinque o sei operazioni e l’essere costretti a rivoluzionare quindici elementi ogni estate. È proprio questa continua ripartenza da zero che negli ultimi anni ha impedito al Gubbio di creare una vera continuità tecnica e progettuale, alimentando quella sensazione di precarietà che oggi accompagna ancora il club rossoblù.

Due club di Serie C osservano Di Carlo: il Gubbio deve decidere in fretta

Nelle ultime ore su Domenico Di Carlo si sarebbe registrato l’interesse concreto di due club di Serie C. Un elemento che inevitabilmente cambia gli equilibri e accelera le riflessioni. Il tecnico, reduce da una stagione chiusa con l’approdo ai playoff nonostante numerose difficoltà, gode ancora di grande considerazione nella categoria.

Per questo motivo il Gubbio non può permettersi di prolungare troppo questa fase di stallo. Servono risposte rapide sul piano delle intenzioni sportive e strutturali. Di Carlo difficilmente accetterebbe di affrontare un campionato con una squadra indebolita o costruita in ritardo, soprattutto considerando che il rischio di fare peggio rispetto alla stagione appena conclusa sarebbe concreto.

Ed è proprio questo il punto che il club dovrà chiarire nelle prossime settimane. Perché nel calcio moderno programmare in ritardo significa spesso partire già con un handicap. E il Gubbio, oggi, non sembra più avere molto tempo a disposizione.

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Lorenzo Farneti
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