27 Feb, 2026 - 21:30

Gubbio celebra la canonizzazione di Sant’Ubaldo: pellegrinaggi, processioni e cultura nel cuore della Quaresima

Gubbio celebra la canonizzazione di Sant’Ubaldo: pellegrinaggi, processioni e cultura nel cuore della Quaresima

La Chiesa eugubina si prepara a vivere giorni di intensa spiritualità in occasione della memoria liturgica della canonizzazione di Sant’Ubaldo, patrono e vescovo di Gubbio.

Non si tratta di una semplice ricorrenza, ma di un vero percorso comunitario che intreccia preghiera, tradizione e approfondimento culturale, nel tempo forte della Quaresima.

Il primo appuntamento è fissato per domenica 1° marzo, seconda domenica di Quaresima. Alle ore 9 partirà il pellegrinaggio dalla Cattedrale dei Santi Mariano e Giacomo verso la Basilica di Sant’Ubaldo, sul monte Ingino. Salire insieme verso la basilica significa rinnovare una devozione che attraversa i secoli e continua a unire la città attorno alla figura del suo pastore.

Alle ore 11, nella basilica ubaldiana, il vescovo Luciano Paolucci Bedini presiederà la celebrazione eucaristica. Al termine si terrà l’investitura dei capodieci del Cero di Sant’Ubaldo, momento particolarmente sentito che richiama il legame profondo tra il Santo e la tradizionale Festa dei Ceri del 15 maggio. La giornata si concluderà con il pranzo sociale della Famiglia dei Santubaldari.

Il 5 marzo, cuore della memoria liturgica

Il momento centrale delle celebrazioni sarà giovedì 5 marzo, data che ricorda la canonizzazione ufficiale del vescovo Ubaldo. Alle ore 18 partirà la processione dalla Cattedrale verso la Basilica, segno di una Chiesa che cammina nella storia custodendo la testimonianza del suo pastore.

Alle ore 19 il vescovo Paolucci Bedini presiederà la Santa Messa nel giorno stesso della canonizzazione, rinnovando il rendimento di grazie per la santità di Ubaldo e per la sua eredità spirituale nella vita della città.

Dopo la morte del vescovo, avvenuta nel 1160, Gubbio lo venerò immediatamente come santo. Per un anno intero la città fu meta di pellegrinaggi e di ceri accesi davanti alla sua tomba, segno di una fama di santità già radicata nel popolo. Fu Papa Celestino II a sancire ufficialmente il culto con la bolla del 5 marzo 1192, invitando gli eugubini a celebrarlo “hilariter”, con gioia. Due anni dopo, l’11 settembre 1194, il corpo del Santo fu traslato sul monte Ingino, nel luogo che la tradizione riconobbe come scelto dalla Provvidenza e che da allora rappresenta il cuore spirituale della città.

Tra storia, arte e devozione: gli incontri culturali

Accanto alla dimensione liturgica, il programma offre anche momenti di approfondimento storico e culturale. Mercoledì 4 marzo, alle ore 18, nella Sala capitolare dei canonici della Basilica di Sant’Ubaldo, il Centro Studi Ubaldiani proporrà un incontro dedicato a “La concessione delle reliquie di contatto di sant’Ubaldo nel XVIII secolo”, con l’intervento di Fabrizio Cece.

L’incontro permetterà di riscoprire un capitolo significativo della diffusione della devozione ubaldiana, mettendo in luce il valore spirituale e simbolico delle reliquie nella tradizione ecclesiale.

Il percorso proseguirà giovedì 12 marzo, sempre alle ore 18, alla Biblioteca Sperelliana, nella Sala dell’Ex Refettorio. Anna Fucili guiderà il pubblico in un itinerario dal titolo “Il culto di sant’Ubaldo: testimonianze storico-artistiche nei territori dell’antico ducato dei Montefeltro e dei Della Rovere”. Un’occasione per allargare lo sguardo oltre i confini cittadini e comprendere come la venerazione del patrono abbia lasciato tracce profonde nel patrimonio artistico dell’Italia centrale.

Il Concerto della Canonizzazione e il premio “Civis, Pater ac Pontifex”

Venerdì 6 marzo, alle ore 21, il Teatro Comunale Luca Ronconi ospiterà il Concerto della Canonizzazione. Durante la serata sarà conferito il premio “Civis, Pater ac Pontifex Ubalde”, titolo che la tradizione attribuisce al Santo come padre e guida del popolo eugubino. La musica si unisce così alla preghiera e alla memoria, in un linguaggio capace di parlare all’intera comunità.

Una comunità che si riconosce nel suo patrono

Le iniziative sono promosse e patrocinate dalla Chiesa eugubina e dalla Basilica di Sant’Ubaldo, dal Comune di Gubbio, dal Centro Studi Ubaldiani, dall’Università dei muratori, scalpellini e arti congeneri, dall’Associazione “Maggio Eugubino” e dalle tre Famiglie ceraiole.

La collaborazione tra istituzioni ecclesiali, civili e associazioni restituisce l’immagine di una comunità che non si limita a ricordare un evento del passato, ma continua a riconoscere in Sant’Ubaldo un riferimento vivo.

Tra processioni, studio, musica e tradizione popolare, la memoria della canonizzazione diventa così un’occasione per rafforzare l’identità spirituale della Chiesa eugubina e rinnovare il legame tra fede e città. Nel tempo quaresimale, questo cammino comune assume un significato ancora più profondo: non solo ricordare, ma lasciarsi guidare dall’esempio di un pastore che seppe unire fermezza e mitezza, giustizia e carità, diventando per Gubbio un punto fermo nella storia e nella coscienza collettiva.

AUTORE
foto autore
Mario Farneti
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE