Una Piazza Grande gremita, illuminata dal sole e finalmente priva di vento, ha fatto da scenario alla celebrazione del 57esimo anniversario del Gruppo Sbandieratori di Gubbio, protagonisti lunedì 25 maggio di una spettacolare esibizione nel cuore monumentale della città.
Tra lanci perfetti, coreografie storiche e applausi continui del pubblico, gli Sbandieratori hanno riportato ancora una volta nella piazza simbolo dell’identità eugubina il fascino di una tradizione che unisce spettacolo, memoria storica e senso di appartenenza.

Alla manifestazione erano presenti il sindaco Vittorio Fiorucci, l’assessore alla Cultura Paola Salciarini e l’avvocato Marco Marchetti, che hanno voluto rendere omaggio a una delle realtà associative più rappresentative della città.
Nel suo intervento il sindaco Fiorucci ha sottolineato il valore identitario della manifestazione e il ruolo che gli Sbandieratori svolgono nel rappresentare Gubbio in Italia e nel mondo.
“Una piazza viva, un’assenza di vento che ha consentito di divertirvi ancora di più, perché so che per gli sbandieratori il vento è veramente importante” ha detto il primo cittadino, complimentandosi per l’esibizione.
Fiorucci ha definito Piazza Grande “la piazza più identitaria della nostra città”, ricordando come proprio lì si svolgano i momenti più importanti della vita collettiva eugubina: dalla Festa dei Ceri alle Balestre, fino al Palio dei Quartieri e agli spettacoli degli stessi Sbandieratori.

“Voi siete la parte viva di questa città” ha affermato il sindaco rivolgendosi al gruppo. “Siete i nostri ambasciatori di pace. Le bandiere normalmente rappresentano appartenenze e divisioni, mentre le vostre rappresentano pace, dialogo e amore”.
Nel suo discorso Fiorucci ha voluto legare simbolicamente il lavoro degli Sbandieratori alla vocazione spirituale e culturale di Gubbio, ricordando anche la recente introduzione della bandiera dedicata a San Francesco.
“Si è aggiunta alla vostra collezione una bandiera che è quella di Francesco, che vuol dire pace. Questo vi dà ancor più titolo per essere ambasciatori di pace nel mondo” ha dichiarato.
Il sindaco ha poi richiamato le Tavole Eugubine, definite “espressione di dialogo nel tempo e nello spazio”, sostenendo che Gubbio rappresenti “un perno centrale della nostra esistenza e del nostro mondo”.
Un passaggio accolto con applausi dal pubblico presente in Piazza Grande.
Particolarmente sentito anche il momento dedicato a Giuseppe Sebastiani, fondatore storico del Gruppo Sbandieratori, ricordato nel giorno dell’88esimo anniversario della sua nascita.
“Voglio fare un grande applauso a Giuseppe Sebastiani” ha detto Fiorucci. “È stato un propulsore straordinario, regalando alla città un gruppo così numeroso e così bravo”.
Il sindaco ha sottolineato soprattutto il valore della continuità generazionale costruita negli anni dal gruppo.

“Qui vedo nonni, padri e figli piccoli che stanno iniziando l’arte della bandiera. Questo ci fa onore” ha aggiunto, evidenziando come il Gruppo Sbandieratori rappresenti anche un patrimonio educativo e familiare.
Molto apprezzato anche l’intervento dell’avvocato Marco Marchetti, che ha ricevuto un riconoscimento simbolico dal gruppo.
Con tono affettuoso Marchetti ha confessato di non essere mai stato uno sbandieratore in senso tecnico.
“Sono molto contento perché sono stato qualificato come sbandieratore, ma io non ho mai toccato una bandiera in vita mia” ha scherzato.
Poi però il suo intervento si è fatto più profondo e riflessivo, trasformandosi in una vera lettura culturale dell’esperienza degli Sbandieratori.
“La vostra capacità incredibile è stata quella di inventare un mondo nuovo dove la bandiera non è fine a sé stessa, ma è una scusa per parlare d’altro” ha detto.

Secondo Marchetti, le bandiere degli Sbandieratori di Gubbio portano con sé parole, valori, memoria e visione del futuro.
“Portano concetti, portano vittoria, portano una capacità di visione diversa” ha aggiunto, richiamando anche la straordinaria cornice architettonica di Piazza Grande e del Palazzo dei Consoli.
L’anniversario dei 57 anni ha rappresentato non solo un momento celebrativo, ma anche un’occasione per riflettere sul futuro di una delle associazioni storiche della città.
Fiorucci ha assicurato la vicinanza dell’amministrazione comunale agli Sbandieratori, mentre Marchetti ha lanciato un messaggio quasi simbolico alla città.
“Abbiamo bisogno di un futuro pieno di colori” ha detto nel finale del suo intervento.
Ed è forse proprio questa la sintesi più efficace della serata: gli Sbandieratori di Gubbio continuano a essere non soltanto custodi della tradizione, ma interpreti contemporanei di un’identità cittadina che si rinnova senza perdere le proprie radici.
Tra bandiere, tamburi, storia e passione, Piazza Grande ha ancora una volta confermato di essere il cuore simbolico di una città che continua a riconoscersi nei propri riti collettivi e nei colori che da 57 anni gli Sbandieratori fanno danzare nel cielo di Gubbio.