14 Feb, 2026 - 12:05

Gubbio, bretella di via Madonna dei Perugini: progetto pronto, new jersey in campo e attesa per l’avvio dei lavori

Gubbio, bretella di via Madonna dei Perugini: progetto pronto, new jersey in campo e attesa per l’avvio dei lavori

Il progetto è pronto e ora si attende il via operativo ai lavori per completare, mettere in sicurezza e rendere finalmente agibile la bretella stradale di via Madonna dei Perugini, collegamento che taglia trasversalmente la città dalla mini-rotatoria di via Perugina fino a via Fratelli Cervi, verso l’area degli spettacoli viaggianti e lo stadio Barbetti. L’intervento, inserito nel piano comunale delle opere pubbliche, prevede un investimento di 370mila euro e rappresenta uno snodo importante per la viabilità urbana alle porte del centro storico.

La decisione di rafforzare la chiusura con barriere in new jersey in cemento segna un passaggio tecnico rilevante: non solo una misura di sicurezza, ma anche un atto propedeutico all’avvio del cantiere, necessario per impedire transiti impropri su un’infrastruttura che, allo stato attuale, non può essere considerata pienamente utilizzabile.

Dall’apertura temporanea alla lunga inattività

La bretella venne aperta il 6 maggio 2021 con una funzione chiaramente emergenziale: alleggerire il traffico durante i lavori sulla variante della SS219 Pian d’Assino, deviando soprattutto i mezzi pesanti. L’opera era prevista dal piano regolatore ed è stata realizzata grazie al contributo diretto di imprese del territorio – tra cui Barbetti, Colacem, Cereria artigianale umbra, Colmef, Cvr, Siami acque minerali e Autotrasporti Fratelli Mori – su progetto dell’architetto Giuseppe Lepri, con un investimento privato di circa 200mila euro.

La bretella ha uno sviluppo complessivo rettilineo di oltre 800 metri, di cui 600 già realizzati nel contesto di un progetto di social housing e 200 di nuova costruzione, completati in tempi rapidi dalla Tecnoservice di Riccardo Bei. Una volta riaperta la variante, però, il collegamento è stato chiuso al transito perché inagibile e di fatto lasciato senza un utilizzo stabile.

Un’area senza funzione e senza manutenzione

Negli anni successivi la strada non è stata più utilizzata in modo regolare, trasformandosi progressivamente in un’area abbandonata e priva di manutenzione. Il completamento dell’opera era rimasto in sospeso, con la precedente amministrazione che aveva auspicato un intervento dei privati. Quella prospettiva si è però arenata, lasciando la bretella in una condizione di incompiutezza funzionale.

Con l’insediamento della Giunta Fiorucci, il dossier è stato riaperto e l’intervento è stato inserito tra le priorità del 2026. L’obiettivo dichiarato è chiaro: completare l’infrastruttura, metterla in sicurezza, dotarla delle opere accessorie necessarie e restituirla alla città come asse viario pienamente utilizzabile.

Chiusura rafforzata e controllo degli accessi

Nel frattempo, però, la bretella è rimasta al centro di un uso improprio. Chi vive nella zona ha continuato a transitare lungo quel tracciato, così come altri automobilisti lo hanno utilizzato per guadagnare tempo e aggirare il traffico. Proprio per questo il Comune ha deciso di procedere a una chiusura formale per mancanza di agibilità, intervenendo sugli accessi dal Coppiolo, da via Perugina e sul tratto di intersezione con via Rocco Dicillo.

Questa scelta ha surriscaldato il dibattito tra residenti e automobilisti, ma dal punto di vista tecnico-amministrativo è apparsa come un passaggio obbligato. Da Palazzo Pretorio è stata ritenuta necessaria una chiusura più efficace, in grado di impedire fisicamente il transito e di preparare l’area all’apertura del cantiere.

Il problema delle transenne e l’intervento delle forze dell’ordine

Nelle ultime ore la strada è tornata al centro dell’attenzione per un episodio che ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Alcune transenne posizionate per delimitare l’area sono state trovate divelte, mentre nella zona è stata segnalata la presenza di persone sospette nei pressi di abitazioni private, con movimenti ritenuti anomali.

L’allarme è scattato immediatamente e i carabinieri hanno effettuato controlli e pattugliamenti. L’episodio ha rafforzato la convinzione dell’amministrazione sulla necessità di potenziare le barriere fisiche, proprio per evitare manomissioni, accessi non autorizzati e situazioni di rischio sia per la sicurezza pubblica sia per l’integrità dell’area destinata ai lavori.

I new jersey come misura tecnica di contenimento

L’installazione dei new jersey in cemento rappresenta quindi una misura tecnica di contenimento più efficace rispetto alle semplici transenne. Dal punto di vista operativo, consente di impedire il passaggio dei veicoli e di ridurre il rischio di ulteriori intrusioni, creando le condizioni minime per l’allestimento del cantiere in sicurezza.

È una scelta che viene accolta con soddisfazione sul piano tecnico, perché risponde a un problema concreto emerso negli ultimi mesi: la difficoltà di far rispettare una chiusura basata su barriere leggere in un’area percepita da molti come “di fatto percorribile”. La presenza di blocchi in cemento segna un cambio di passo nella gestione dell’area.

Il progetto e le prospettive di riqualificazione

Il progetto da 370mila euro prevede il completamento delle opere necessarie per rendere la bretella sicura e funzionale. Anche se i dettagli esecutivi saranno definiti nelle fasi operative, l’obiettivo complessivo è quello di trasformare un’infrastruttura oggi problematica in un asse viario utile per la mobilità urbana, capace di alleggerire alcuni flussi e di migliorare i collegamenti tra quartieri e aree strategiche della città.

Dal punto di vista amministrativo, l’opera è ormai matura per passare dalla fase progettuale a quella realizzativa. Resta il nodo dei tempi, legato sia agli adempimenti tecnici sia alla necessità di garantire la sicurezza dell’area fino all’apertura del cantiere.

Un equilibrio tra attesa e controllo del territorio

Il clima resta interlocutorio, perché la città attende di vedere l’avvio effettivo dei lavori, ma al tempo stesso registra un segnale concreto nella scelta di blindare gli accessi con i new jersey. È una misura che risponde a esigenze immediate di ordine e sicurezza e che riduce il rischio di ulteriori episodi di manomissione o utilizzo improprio della strada.

Nel breve periodo, l’attenzione sarà concentrata su due fronti: da un lato la tenuta del sistema di sbarramento, dall’altro l’iter che porterà all’apertura del cantiere. Sullo sfondo resta una constatazione tecnica condivisa: la bretella di via Madonna dei Perugini non può più rimanere in una zona grigia tra apertura e chiusura. Con il progetto pronto e le barriere rafforzate, il passaggio successivo non può che essere l’avvio dei lavori e la restituzione alla città di un’infrastruttura finalmente completa, sicura e utilizzabile.

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Mario Farneti
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