15 Feb, 2026 - 18:00

Gubbio, avviato il Tavolo dei Ceri 2026: sicurezza, percorso e organizzazione al centro del confronto

Gubbio, avviato il Tavolo dei Ceri 2026: sicurezza, percorso e organizzazione al centro del confronto

Mancano ormai tre mesi alla Festa dei Ceri, per l’esattezza 89 giorni, e la città entra ufficialmente nella fase più intensa della preparazione all’appuntamento che rappresenta il cuore dell’identità eugubina.

La Festa non è soltanto un evento folkloristico, ma un intreccio profondo di storia, tradizione, fede e devozione verso il patrono Sant’Ubaldo, che da oltre otto secoli accompagna la vita della comunità.

Le radici di questa celebrazione affondano in date simboliche: Ubaldo Baldassini tornò alla casa del Padre il 16 maggio 1160 e il 5 marzo 1192, a distanza di poco più di trent’anni, Papa Celestino III lo proclamò Santo, riconoscendo la grande fama e i numerosi miracoli attribuiti alla sua intercessione. Nella bolla di canonizzazione, il Pontefice invitò gli eugubini a continuare la celebrazione della festa ogni anno, "hilariter" cioè  in modo lieto e gioioso. Un’indicazione che nei secoli è diventata un tratto identitario indelebile della città.

La prima riunione del Tavolo dei Ceri

In questo clima di avvicinamento, giovedì sera si è svolta la prima riunione del Tavolo dei Ceri per l’edizione 2026, un passaggio istituzionale fondamentale per avviare il lavoro di coordinamento e pianificazione. Al tavolo erano presenti i rappresentanti delle principali istituzioni cittadine e delle componenti storiche della Festa: l’Università dei muratori, scalpellini e arti congeneri Innocenzo Migliarini, il Primo e il Secondo Capitano, i tre Primi Capodieci, i presidenti delle tre Famiglie dei ceraioli di Sant’Ubaldo, San Giorgio e Sant’Antonio, l’associazione Maggio Eugubino e la Diocesi.

A guidare l’incontro è stato il sindaco Vittorio Fiorucci, che ha illustrato le principali problematiche in essere e i nodi organizzativi da affrontare in vista del 15 maggio. L’obiettivo condiviso è stato quello di impostare un percorso di lavoro strutturato, capace di tenere insieme il rispetto della tradizione e le esigenze sempre più complesse legate alla gestione di un evento che richiama migliaia di persone.

Un confronto improntato alla collaborazione

Il clima dell’incontro è stato definito di fattiva collaborazione, con un primo giro di orizzonte su tutti i temi principali. Tra gli argomenti affrontati, un posto centrale lo hanno occupato le questioni legate alla sicurezza, intesa sia come safety sia come security, due aspetti che negli ultimi anni hanno assunto un peso sempre maggiore nell’organizzazione di grandi eventi pubblici.

Si è parlato anche dell’utilizzo degli Arconi, uno dei punti più delicati e discussi. Su questo tema il sindaco ha ribadito che la questione è in via di definizione positiva, segnale di un lavoro già avviato per trovare una soluzione condivisa che garantisca funzionalità e rispetto della tradizione.

Altro tema rilevante è stato quello del percorso della Corsa del 15 maggio. Lo scorso anno, a causa dei lavori in corso, i Ceri in piazza Quaranta Martiri sono passati davanti alle Logge dei Tiratori. Per il 2026, invece, si è aperta la possibilità di un ritorno al tracciato tradizionale, con il passaggio davanti all’ex ospedale, ripristinando così un elemento simbolico e storico della Corsa.

Un’agenda di lavoro fitta e articolata

La riunione ha avuto soprattutto un carattere programmatico. È stata infatti stilata una prima agenda degli argomenti da affrontare, che si presenta ampia e articolata. Le questioni da discutere sono molte e altrettante sono quelle da disciplinare in modo puntuale, per arrivare a un’edizione della Festa che sia all’altezza delle aspettative e delle responsabilità organizzative.

Tra i temi che dovranno essere approfonditi rientrano non solo la sicurezza e il percorso, ma anche la gestione dei flussi di pubblico, il coordinamento tra le varie componenti della Festa, i rapporti con le istituzioni e gli aspetti logistici che accompagnano un evento di tale portata.

Il Tavolo dei Ceri ha quindi deciso di aggiornarsi a mercoledì 25 febbraio, data nella quale si entrerà nel merito delle singole questioni e si comincerà a delineare le soluzioni operative. Quella sarà una riunione strategica, perché segnerà il passaggio dalla fase di impostazione generale a quella più concreta e decisionale.

Tradizione e organizzazione: un equilibrio da costruire

La preparazione della Festa dei Ceri richiede ogni anno un equilibrio delicato tra la tutela della tradizione e le esigenze moderne di organizzazione e sicurezza. Il Tavolo dei Ceri rappresenta proprio lo strumento attraverso il quale la città cerca di costruire questo equilibrio, mettendo intorno allo stesso tavolo tutte le componenti che, a vario titolo, sono custodi e protagoniste della Festa.

Il fatto che la prima riunione si sia svolta in un clima collaborativo è un segnale positivo, perché indica la volontà di affrontare per tempo le criticità e di evitare improvvisazioni. Con tre mesi ancora a disposizione, il lavoro che si apre ora sarà decisivo per garantire un’edizione 2026 all’altezza della storia e del significato profondo della Festa.

Verso il 15 maggio 2026

Il conto alla rovescia è iniziato. I 89 giorni che separano Gubbio dal prossimo 15 maggio non sono soltanto un dato temporale, ma il tempo necessario per trasformare le linee guida emerse dal Tavolo in decisioni operative, in atti concreti e in un’organizzazione capace di sostenere uno degli eventi più identitari e complessi del calendario cittadino.

La prima riunione ha posto le basi. Ora il percorso entra nella fase più impegnativa, quella in cui ogni scelta dovrà tenere insieme sicurezza, rispetto della tradizione e funzionalità organizzativa, per permettere alla città di rinnovare, ancora una volta, il suo rito più profondo e riconoscibile.

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Mario Farneti
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