17 Feb, 2026 - 19:30

Gubbio-Arezzo, chi recupera e chi no: il punto sugli indisponibili rossoblù

Gubbio-Arezzo, chi recupera e chi no: il punto sugli indisponibili rossoblù

Quale migliore occasione per ritrovare i tre punti se non contro la prima della classe? Il Gubbio si prepara a una sfida che può dire molto sul finale di stagione: al “Barbetti” arriva l’Arezzo di mister Cristian Bucchi, grande ex della panchina rossoblù e dominatore del girone B di Serie C. Gli umbri arrivano all’appuntamento dopo lo scialbo pareggio sul campo del Pontedera, ultima della classe. Una gara che aveva visto il Gubbio partire forte, subito avanti con Varone dopo pochi minuti, salvo poi abbassarsi troppo, concedendo campo e iniziativa ai toscani. Una scelta che ha finito per pagare dazio: il pareggio è arrivato con un gran gol dell’ex Faggi, a suggellare una partita che ha lasciato più rimpianti che soddisfazioni. Il punto muove la classifica, certo. Ma non basta a placare le perplessità della piazza. Dopo due vittorie consecutive, i tifosi eugubini si aspettavano un passo avanti anche sotto l’aspetto del gioco. Ed è proprio questo il cruccio che mister Di Carlo si porta dietro dall’inizio della stagione: una squadra solida, difficile da battere, ma spesso poco brillante nella proposta offensiva.

I numeri della sfida

I numeri raccontano una realtà particolare. Il Gubbio è nono con 33 punti, frutto di sette vittorie, dodici pareggi - record del girone - e sei sconfitte. Ventuno gol fatti, diciannove subiti: peggior attacco tra le prime dieci, ma terza miglior difesa. Un equilibrio che garantisce continuità ma che, allo stesso tempo, limita le ambizioni di salto di qualità.

Di fronte ci sarà un Arezzo quasi perfetto. Cinquantanove punti, +7 sulla seconda con una gara in meno, diciotto vittorie, cinque pareggi, due sole sconfitte. Miglior attacco e miglior difesa del campionato. Un rullo compressore che all’andata si impose per 1-0 grazie al rigore trasformato da Cianci nei primi minuti di gara. In quell’occasione non mancarono le polemiche: agli umbri non fu concesso un penalty per un contatto su Bruscagin giudicato regolare dal direttore di gara. Il big match arriva nel momento giusto o in quello più complicato? Dipenderà dall’atteggiamento. Perché contro la capolista non puoi limitarti a contenere: serve personalità, serve coraggio, serve qualità.

Il nodo infortunati: La Mantia e Di Massimo verso il rientro?

Un alibi, parziale ma concreto, per la prestazione opaca di Pontedera è rappresentato dalle assenze. Contro i toscani mancavano pedine importanti come La Mantia, Di Massimo, Carraro e Saber. I primi tre per problemi fisici, il quarto per squalifica. Recuperare almeno parte di questi uomini può cambiare volto alla sfida contro l’Arezzo. La Mantia è alle prese con uno stiramento, così come Di Massimo. Entrambi stanno lavorando per esserci nel big match: la loro presenza darebbe peso offensivo.

Carraro, invece, è stato preservato nell’ultimo turno per evitare ricadute. L’ex Trapani dovrebbe essere regolarmente a disposizione, salvo imprevisti dell’ultima ora. La sua regia, la capacità di dettare tempi e verticalizzare, rappresenta una chiave fondamentale contro una squadra organizzata come quella di Bucchi.

Avere a disposizione La Mantia, Di Massimo e Carraro significa alzare il tasso tecnico e aumentare le soluzioni offensive. È vero, il sistema di gioco scelto da Di Carlo - pragmatico, attento agli equilibri - non sempre ha esaltato le caratteristiche di questi interpreti. Ma proprio contro una big potrebbe essere necessario osare qualcosa in più.

Il Gubbio ha costruito la propria stagione sulla solidità difensiva. Diciannove gol subiti sono un dato che testimonia compattezza e lavoro di reparto. Ma contro il miglior attacco del campionato servirà anche capacità di gestione del possesso, per non restare schiacciati nella propria metà campo come accaduto a Pontedera.

L’Arezzo ama comandare il gioco, alzare il baricentro e sfruttare gli esterni per creare superiorità numerica. Per questo il Gubbio dovrà essere corto, aggressivo, pronto a ripartire con rapidità. Le transizioni possono diventare l’arma principale, soprattutto se La Mantia e Di Massimo riusciranno a garantire profondità e movimento. La partita si giocherà molto anche sul piano emotivo. Bucchi torna da ex in uno stadio che conosce bene, e questo aggiunge un elemento narrativo alla sfida. Ma per il Gubbio non può essere solo una questione di orgoglio: è un crocevia per capire se questa squadra può ambire a qualcosa di più del semplice piazzamento playoff.

I dodici pareggi raccontano una squadra difficile da battere ma spesso incapace di chiudere le partite. Contro la capolista servirà un cambio di passo. Non basterà difendere bene: servirà colpire nei momenti giusti, sfruttare ogni occasione, alzare il livello della qualità tecnica.

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Lorenzo Farneti
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