26 Feb, 2026 - 14:00

Gubbio, aggredisce la compagna anche davanti alla figlia minorenne. Scattano i domiciliari per un 46enne

Gubbio, aggredisce la compagna anche davanti alla figlia minorenne. Scattano i domiciliari per un 46enne

Una storia di maltrattamenti in famiglia arriva dall'Eugubino dove una donna, dopo mesi, forse anche anni, di botte e minacce ha trovato il coraggio di denunciare il suo compagno. L'uomo, un 46enne di origini campane, contro di lei aveva da tempo messo in atto condotte gravemente lesive, senza farsi scrupoli neanche davanti alla figlia minorenne. Un quadro pesante quello emerso dalle indagini che hanno messo in luce un vero e proprio inferno domestico.

L'incubo di una madre e di sua figlia

L'attività investigativa è partita proprio in seguito alla presentazione di formale denuncia da parte della vittima. Gli inquirenti hanno appurato che l'indagato da circa tre mesi aveva in molte occasioni posto in essere condotte vessatorie nei confroni della donna, anche in presenza della figlia minore. Quotidianamente la vittima era costretta a fare i conti con minacce di morte, aggressioni fisiche e verbali. Il clima in casa era ormai diventato insostenibile tra tensioni crescenti, sofferenze psicologiche e il concreto timore per l'incolumità di madre e figlia. 

Lui in un episodio le ha incastrato la testa tra la portiera e il sedile dell'auto

Un episodio in particolare è stato emblematico della pericolosità dell'uomo. Lo scorso febbraio, durante una discussione, lui ha afferrato per il collo la donna costringendole la testa tra il sedile e lo sportello della macchina dove i due si trovavano. Aveva mollato la presa solo a seguito dell'intervento della zia della vittima che è così riuscita a metterla in salvo.

L'intervento dei Carabinieri. L'uomo arrestato, portato in carcere e poi messo ai domiciliari

Considerati i gravi indizi di colpevolezza dell'indagato e le sue violenze retiterate nel tempo, da quanto meno per tre mesi, con aggressioni gravi anche all'incolumità fisica, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Perugia ha richiesto l'applicazione della misura cautelare personale della custodia in carcere, finalizzata ad evitare la commissione di ulteriori azioni dello stesso tipo.

Il Gip, condividendo la richiesta, ha emesso la misura che è stata eseguita dai Carabinieri nei confronti del destinatario, rintracciato in un Comune dell'area napoletana. Su istanza della difesa, il Gip ha successivamente disposto la sostituzione della misura della custodia cuatelare in carcere con quella degli arresti domiciliari, condizionata alla prestazione del consenso, da parte dell'indagato, all'applicazione del dispositivo elettronico di controllo. L'accusa nei suoi confronti è quella di maltrattamenti in famiglia ai danni della compagna.

La piaga dei maltrattamenti in famiglia. Un episodio simile nel Tifernate

Quella dei maltrattamenti in famiglia è una vera e propria emergenza sociale. Lo spazio deputato agli affetti più cari che dovrebbe essere un rifugio sicuro e inviolabile, non di rado si trasforma nel terreno dell'incubo. Come emerge dalle cronache e come confermano anche i diffusi dalle Procure, a farne le spese sono soprattutto i più fragili: donne, bambini e bambine, anziani e anche persone con disabilità. 

Appena un paio di settimane fa nel Tifernate è emersa una storia del tutto simile a quella di Gubbio. Una donna che da anni sopportava percosse, lesioni e insulti da parte del compagno e che alla fine l'ha denunciato.  Comportamenti reiterati, vessatori e oppressivi, maturati all'interno di una relazione caratterizzata dal controllo e dalla sopraffazione. La donna era costretta a vivere in uno stato di ansia perenne, dovuto alle continue intimidazioni e ai comportamenti violenti del compagno.

L'uomo, classe 1989 e residente a Umbertide, è stato raggiunto dai Carabinieri nel Fermano, dove si trovava per ragioni di lavoro. Bloccato, è stato condotto nel carcere di Perugino di Capanne dove si trova in ragione della gravità dei suoi comportamenti e della sua pericolosità sociale. Anche nei suoi confronti il reato contestato è quello di maltrattamenti in famiglia, di cui dovrà rispondere davanti al giudice.

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Sara Costanzi
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