22 Apr, 2026 - 15:00

Gubbio, 20enne scompare dopo aver accompagnato le sorelle a scuola: ricerche in corso

Gubbio, 20enne scompare dopo aver accompagnato le sorelle a scuola: ricerche in corso

Un’uscita di casa come tante, una routine quotidiana che non lasciava presagire nulla di anomalo. E invece, da quel momento, il tempo si è come fermato. A Gubbio si è aperto un caso che, con il passare delle ore, si carica di inquietudine e interrogativi: dalla mattinata di lunedì 20 aprile non si hanno più notizie di Eusebio Karraj, ventenne residente nella città umbra, scomparso senza lasciare tracce evidenti.

Sono trascorsi più di due giorni e il quadro resta ancora avvolto nell’incertezza. Le operazioni di ricerca sono in pieno svolgimento, coordinate dalle forze dell’ordine con il supporto della comunità locale, ma finora ogni tentativo di ricostruire un percorso chiaro si è scontrato con un vuoto di informazioni che rende la vicenda particolarmente complessa.

L’ultima mattina e i dettagli che non tornano

Secondo quanto ricostruito finora, la mattina della scomparsa il giovane avrebbe accompagnato le sorelle a scuola, un gesto abituale che rientrava nella sua quotidianità. Dopo averle lasciate, però, qualcosa si è spezzato nella linearità della giornata: da quel momento Eusebio non ha più fatto ritorno a casa e non è mai arrivato a scuola, dove frequentava il quinto anno dell’istituto tecnico industriale Cassata.

Un’assenza che ha fatto scattare subito i primi campanelli d’allarme. Oltre agli impegni scolastici, lavorava part-time in un negozio di ortofrutta in via Perugina, dove era presente due giorni alla settimana. Un equilibrio semplice, fatto di responsabilità e abitudini consolidate, che rende ancora più difficile comprendere le ragioni di una sparizione così improvvisa.

Gli elementi emersi nelle prime ore delle ricerche contribuiscono ad alimentare i dubbi. Il giovane avrebbe lasciato a casa il telefono cellulare e la carta di credito, circostanze che fanno pensare a un allontanamento non pianificato o quantomeno privo degli strumenti essenziali per muoversi autonomamente. Anche il sistema GPS dell’auto risulta disattivato, dettaglio che complica ulteriormente il lavoro degli investigatori.

Al momento della scomparsa, Eusebio si trovava alla guida di una Alfa Romeo 147 nera targata DG486PG. Dell’auto, così come del ragazzo, non si hanno segnalazioni certe dopo le prime ore della mattina. 

Ricerche serrate e l’appello della famiglia

Le forze dell’ordine hanno avviato immediatamente le operazioni di ricerca, estendendole non solo al territorio eugubino ma anche alle aree limitrofe. Le verifiche si concentrano su più fronti: dai percorsi stradali che il giovane avrebbe potuto imboccare fino all’analisi delle immagini di videosorveglianza presenti lungo le direttrici principali.

Parallelamente, si cerca di ricostruire con precisione le ultime ore prima della scomparsa, nel tentativo di individuare eventuali contatti, anomalie o segnali che possano offrire una chiave di lettura. Al momento, tuttavia, non emergono elementi che facciano pensare a motivazioni specifiche o a situazioni di disagio evidenti.

In questo contesto di incertezza, la famiglia ha deciso di rivolgersi direttamente alla cittadinanza, lanciando un appello accorato affinché chiunque abbia visto qualcosa si faccia avanti. Un invito alla collaborazione che punta a mobilitare l’intera comunità, nella speranza che anche il più piccolo dettaglio possa rivelarsi decisivo.

Chiunque dovesse notare il giovane o l’auto descritta è invitato a contattare immediatamente i Carabinieri di Gubbio oppure a chiamare il numero messo a disposizione dai familiari: 328.2337889. L’appello si estende anche ai residenti delle zone circostanti, ai quali viene chiesto di prestare la massima attenzione e di segnalare qualsiasi elemento utile alle indagini.

Gli investigatori procedono con cautela, evitando conclusioni affrettate e mantenendo alta l’attenzione su ogni possibile sviluppo. Nel frattempo, il tempo continua a scorrere, trasformando l’attesa in una delle componenti più difficili da gestire per i familiari.

La speranza resta affidata alla collaborazione collettiva e alla possibilità che qualcuno, magari senza rendersene conto, abbia notato un dettaglio utile. In situazioni come questa, spesso sono proprio le segnalazioni spontanee a fare la differenza.

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Lorenzo Farneti
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