10 May, 2026 - 16:30

Gubbio, 14enne investita sulla SS219: soccorsa e trasportata in ospedale a Perugia

Gubbio, 14enne investita sulla SS219:  soccorsa e trasportata in ospedale a Perugia

Una domenica mattina segnata dalla paura e dall’angoscia lungo la strada statale 219 Pian d’Assino, uno degli assi viari più trafficati del territorio eugubino. Una ragazza di appena quattordici anni è stata investita da un’automobile nei pressi della Chiesa di Padule, alle porte di Gubbio, in un tratto già noto per l’intenso passaggio di veicoli e per le criticità legate alla sicurezza stradale.

L’incidente sulla SS219 e i dubbi sulla sicurezza del tratto di Padule

L’impatto si è verificato nelle prime ore della giornata e ha immediatamente richiamato l’attenzione dei residenti e degli automobilisti in transito. Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio delle forze dell’ordine, la giovane stava camminando insieme alla sorella minore quando è stata travolta da una vettura condotta da una donna. Dopo l’urto, l’auto avrebbe terminato la propria corsa contro un muro nelle vicinanze del ponte di Padule.

Scene concitate, urla, la corsa disperata dei soccorritori. In pochi minuti sul posto sono arrivati gli operatori sanitari del 118, le pattuglie incaricate dei rilievi e numerosi cittadini della zona, allarmati dal violento impatto. La quattordicenne è stata stabilizzata  prima di essere trasferita d’urgenza all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. Le sue condizioni hanno richiesto accertamenti immediati, anche se al momento non sarebbero stati diffusi bollettini ufficiali sul quadro clinico. Tra i primi ad arrivare sul luogo dell’incidente anche il sindaco di Gubbio, Vittorio Fiorucci, che ha seguito da vicino le operazioni di soccorso e gli sviluppi della situazione. 

Il tratto di Padule, in particolare, viene indicato da tempo dai residenti come un punto delicato, caratterizzato da elevata velocità di percorrenza e da una convivenza complicata tra traffico automobilistico e mobilità pedonale. Le forze dell’ordine stanno ora lavorando per ricostruire con precisione la dinamica. Saranno determinanti le testimonianze dei presenti, eventuali immagini di videosorveglianza della zona e gli accertamenti tecnici sul veicolo coinvolto. Da chiarire, soprattutto, la posizione della ragazza al momento dell’impatto, la velocità dell’auto e le condizioni della carreggiata. L’incidente ha inevitabilmente provocato rallentamenti alla circolazione lungo la SS219, con traffico gestito a senso alternato durante le operazioni di soccorso e i rilievi. Per diverse ore la zona è rimasta sotto stretta osservazione.

Cosa rischia legalmente la donna al volante dopo l’investimento della 14enne

Sul piano giuridico, molto dipenderà dall’esito degli accertamenti tecnici e medici. In casi come questo, la conducente potrebbe essere chiamata a rispondere del reato di lesioni stradali, disciplinato dall’articolo 590-bis del codice penale, introdotto negli ultimi anni per irrigidire le sanzioni nei confronti di chi provoca incidenti con feriti attraverso violazioni del codice della strada.

La legge distingue infatti diverse ipotesi. Se l’investimento fosse stato causato da una semplice imprudenza o da una distrazione, la donna potrebbe essere indagata per lesioni stradali colpose. La gravità delle conseguenze riportate dalla ragazza sarà centrale per determinare il quadro sanzionatorio: si va dalle lesioni lievi fino alle lesioni gravissime, categoria che comporta pene nettamente più severe.

Nel caso in cui la quattordicenne dovesse riportare conseguenze permanenti, lunghi periodi di ricovero o danni fisici rilevanti, il procedimento penale assumerebbe un peso ancora maggiore. La procura competente potrebbe aprire formalmente un fascicolo per accertare eventuali responsabilità. Vi sono poi alcune aggravanti specifiche previste dalla normativa. Se dagli esami dovesse emergere che la conducente era sotto l’effetto di alcol o sostanze stupefacenti, le pene aumenterebbero sensibilmente. Lo stesso accadrebbe qualora fosse dimostrato un eccesso di velocità, l’utilizzo del telefono cellulare durante la guida oppure il mancato rispetto delle norme di precedenza e prudenza.

Un ulteriore elemento da valutare riguarda la condotta successiva all’impatto. In questo caso la donna si sarebbe fermata immediatamente dopo l’incidente e avrebbe collaborato con i soccorritori, circostanza che potrebbe avere rilievo sul piano processuale. Diversa sarebbe stata la situazione in presenza di omissione di soccorso o fuga, fattispecie che comportano conseguenze penali molto pesanti e persino l’arresto in flagranza.

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Lorenzo Farneti
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