04 Jan, 2026 - 15:00

Gualdo Tadino, pronte le celebrazioni al Beato Angelo: il programma civile e religioso

Gualdo Tadino, pronte le celebrazioni al Beato Angelo: il programma civile e religioso

Tutto pronto a Gualdo Tadino per la festa del Beato Angelo. In attesa della ricorrenza ufficiale del 15 gennaio, la città si scalda con una serie di appuntamenti religiosi al via da lunedì 5 gennaio. Come ogni anno, le celebrazioni si concentreranno nella Cattedrale di San Benedetto: dal 5 al 13 gennaio (Novena ore 18), con messe celebrate ogni sera da ospiti e vescovi di diversi territori.

Programma Novena del Beato Angelo

Lunedì 5 gennaio

Padre Domenico Fabbri – Cappellano dell’Ospedale di Branca

Martedì 6 gennaio

Mons. Giancarlo Vecerrica – Vescovo emerito di Fabriano–Matelica

Mercoledì 7 gennaio

Don Gabriele Crucianelli – Vicario foraneo di Cingoli

Giovedì 8 gennaio

Padre Alfredo Avallone – Custodia di Assisi

Venerdì 9 gennaio

Don Francesco Verzini – Rettore del Seminario regionale

Sabato 10 gennaio

Padre Marco Gaballo – Rettore del Santuario della Spogliazione

Domenica 11 gennaio

Don Vincenzo Bracci – Priore di San Silvestro

Lunedì 12 gennaio

Don Nicola Testamigna – Vice rettore del Seminario regionale

Martedì 13 gennaio

Mons. Armando Bucciol – Vescovo emerito di Livramento de Nossa Senhora

Mercoledì 14 gennaio, vigilia della festa, alle ore 18 verranno celebrati i Primi Vespri della solennità. Seguirà l’offerta dell’olio per la lampada votiva da parte dell’amministrazione comunale di Gualdo Tadino.

Alle 20:45 la veglia di preghiera in Cattedrale con in contemporanea il tradizionale pellegrinaggio al cespuglio del Biancospino, accompagnato dalla fiaccolata con partenza dall’eremo di Capodacqua e attraversamento di Casale, San Lazzaro e Fiume delle Corde che si concluderà con la benedizione presso il cespuglio.

Giovedì 15 gennaio, giorno della solennità del Beato Angelo, la Cattedrale resterà aperta ininterrottamente dalle 5.30 alle 22.30.

Alle ore 6 si terrà la benedizione e la distribuzione del pane del Beato Angelo, a cura della Confraternita di Misericordia di Gualdo Tadino, seguita dalle Sante Messe in Cripta e in Cattedrale nel corso della mattinata che saranno concluse dal Solenne Pontificale delle ore 11.15, presieduto dal vescovo Domenico Sorrentino.

Nel pomeriggio, alle 16.30, è in programma la celebrazione del Transito del Beato Angelo, seguita alle 18 dai Secondi Vespri e dalla Santa Messa.

Beato Angelo, la storia

La storia del Beato Angelo si snoda attraverso due figure distinte, capaci di lasciare un’impronta indelebile nella spiritualità italiana tra teologia e misticismo. La prima figura è quella di

Angelo da Furci, un erudito agostiniano che visse a cavallo tra il XIII e il XIV secolo. La sua vita fu caratterizzata da un rigore intellettuale e da un’umiltà profonda: nonostante la sua vasta cultura teologica gli avesse aperto le porte a prestigiose cariche vescovili, egli scelse di rifiutarle per restare fedele alla sua vocazione originaria. Il suo valore spirituale fu ufficialmente riconosciuto dalla Chiesa con la beatificazione sotto il pontificato di Papa Leone XIII.

Tuttavia, l'immaginario collettivo e la tradizione popolare sono legati in modo particolare a Angelo da Gualdo Tadino, eremita vissuto in Umbria. La sua memoria è indissolubilmente intrecciata a eventi prodigiosi che ancora oggi affascinano fedeli e studiosi. Si narra che, alla sua morte nel 1325, le campane della città iniziarono a suonare a festa spontaneamente, senza che nessuno le toccasse. L'elemento più suggestivo della sua eredità rimane però il "miracolo del biancospino": ogni anno, a gennaio, le siepi di questa pianta fioriscono improvvisamente per celebrare il suo passaggio.

Questo fenomeno invernale, che sfida le leggi della natura da oltre sette secoli, rende Gualdo Tadino una meta di pellegrinaggio incessante. Mentre Angelo da Furci rappresenta la santità del pensiero e del distacco dal potere, il Beato Angelo da Gualdo Tadino incarna il legame mistico tra il divino e la natura, restando un simbolo eterno di rinascita e speranza nel cuore dell'inverno.

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Emanuele Giacometti
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