Il 27 gennaio 2026, in occasione del Giorno della Memoria, Gualdo Tadino rinnoverà il proprio impegno nel custodire il ricordo delle vittime delle persecuzioni nazifasciste. Una giornata intensa, partecipata, capace di trasformare la memoria in un gesto collettivo e condiviso, restituendo alla storia nomi, volti e dignità.
Al centro delle celebrazioni è tornata la posa delle Pietre d’Inciampo, piccoli ma potentissimi segni urbani che interrompono il passo distratto di chi cammina, costringendo a fermarsi, leggere, ricordare.

Alle ore 10, in Piazza Soprammuro, cittadini, studenti e rappresentanti delle istituzioni si riuniranno per la cerimonia ufficiale di apposizione delle nuove pietre dedicate a Giacomo Borio e Rinaldo Stella, due vittime delle persecuzioni che segnarono tragicamente il Novecento europeo.
La partecipazione dell’Amministrazione comunale e del mondo scolastico conferirà all’evento un forte valore civico, sottolineando come la memoria non sia soltanto commemorazione, ma assunzione di responsabilità.
La mattinata sarà aperta dai saluti istituzionali, seguiti dalla benedizione delle Pietre d’Inciampo e da un minuto di raccoglimento. Un silenzio profondo, condiviso, che unisce generazioni diverse nello stesso pensiero.
Le Pietre d’Inciampo non sono monumenti tradizionali. Sono piccole lastre di ottone incastonate nel selciato, poste davanti alle abitazioni o ai luoghi di vita delle persone deportate o uccise dal regime nazifascista.
Come insegna il progetto ideato dall’artista tedesco Gunter Demnig, «una persona viene dimenticata solo quando viene dimenticato il suo nome». Ed è proprio questo il senso profondo dell’iniziativa: riportare la memoria dentro la quotidianità, nel cammino di ogni giorno.
A Gualdo Tadino, quelle pietre diventano parte viva del paesaggio urbano, frammenti di storia che continuano a parlare a chi passa.
Uno degli elementi più significativi della giornata sarà la partecipazione degli studenti dell’Istituto Comprensivo Gualdo Tadino, dell’I.I.S. “R. Casimiri” e dell’Istituto Bambin Gesù.
Il coinvolgimento delle nuove generazioni non è solo formale, ma frutto di un percorso educativo strutturato. Gli insegnanti hanno il compito di accompagnare i ragazzi nello studio delle vicende personali delle vittime e del contesto storico delle deportazioni, permettendo loro di comprendere non solo i fatti, ma anche le responsabilità morali che ne derivano.
«Ricordare serve a capire cosa può accadere quando vengono meno i diritti», sottolinaeano alcuni docenti.
In questo modo, la cerimonia ha superato il rischio del rito ripetuto, trasformandosi in memoria consapevole.
Il programma del Giorno della Memoria si è esteso anche alla fascia serale, offrendo ulteriori occasioni di riflessione culturale.
Alle 21, al Teatro Don Bosco, verrà proiettato il film “Norimberga”, dedicato al processo contro i gerarchi nazisti. La presenza degli studenti dell’I.I.S. “R. Casimiri” ha reso la visione un momento formativo di grande valore, collegando la storia locale alle responsabilità internazionali del dopoguerra.
In contemporanea, al Teatro Talia, andrà in scena lo spettacolo “Ceneri nelle Ceneri” di Andrea Garofoli, un’opera intensa che attraverso il linguaggio teatrale ha restituito il peso umano e simbolico delle ferite lasciate dal totalitarismo.
La replica prevista per il 30 gennaio consentirà a un pubblico ancora più ampio di partecipare a questo percorso.

La giornata del 27 gennaio 2026 dimostra come Gualdo Tadino abbia scelto di vivere il Giorno della Memoria non come un appuntamento formale, ma come un percorso collettivo.
Le Pietre d’Inciampo ricordano che la Shoah e le persecuzioni non appartengono a un passato distante, ma interrogano il presente: parlano di esclusione, indifferenza, obbedienza cieca e responsabilità individuale.
La memoria non è rivolta all’indietro: è uno sguardo sul futuro.
Le Pietre d’Inciampo, con la loro essenzialità, sono oggi la più grande iniziativa di memoria diffusa al mondo. A Gualdo Tadino diventano il simbolo di una comunità che sceglie di non dimenticare.
Ogni nome inciso nell’ottone è una domanda rivolta a chi cammina: che cosa faremmo noi, oggi, davanti all’ingiustizia?
È da questa domanda che nasce il vero senso del Giorno della Memoria.